De Castro: «Confermato il pacchetto latte, i prezzi li faranno le Oi e i consorzi»

Lo ha dichiarato il vice presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo sull’importanza delle Dop ed Igp, intervenendo alla Cattolica in occasione della tavola rotonda che ha preceduto l’inaugurazione del Centro di ricerca Romeo ed Enrica Invernizzi per le produzioni lattiero-casearie sostenibili (Crei) a San Bonico

Paolo De Castro

«Non c’è contraddizione tra innovazione e tradizione, perché la seconda è innovazione ben riuscita. Così non bisogna avere timore di sperimentare, pur con le dovute attenzioni, perché questa sfida è stata fatta propria dall’agricoltura da sempre. Ora per esempio, si apre un’era nuova con le nuove tecniche di ibridazione e anche la genetica apre opportunità straordinarie»,  Lo ha ribadito l’onorevole Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, intervenendo alla Cattolica in occasione della tavola rotonda presieduta dal professore Lorenzo Morelli e coordinata dal vicedirettore del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi, che ha preceduto l’inaugurazione del Centro di ricerca Romeo ed Enrica Invernizzi per le produzioni lattiero-casearie sostenibili (Crei) a San Bonico.

«Il settore lattiero caseario - ha spiegato De Castro - rappresenta 40 miliardi di export in continua crescita, perché nel mondo c’è voglia di made in Italy. Bisogna però essere capaci di esportare meglio, attraverso un’organizzazione più decisa. Il forte sistema delle tutele nel mercato europeo non vale extra Ue, quindi bisogna lavorare per accordi internazionali con reciprocità delle regole».

Riferendo dell’Omnibus, ovvero della riforma di metà percorso della Politica Agricola Europea, De Castro ha detto che: «La possibilità dei consorzi di tutela di poter programmare le produzioni prevista dal “pacchetto latte” sarà confermata rendendoli protagonisti per il controllo e la programmazione. Organizzazioni Professionali, Consorzi e Cooperative potranno fissare direttamente i prezzi senza più interventi dell’Antitrust. Per questo è essenziale mettersi insieme in maniera organizzata, dandosi dimensioni adeguate. Anche gli strumenti per la gestione delle crisi saranno potenziati intervenendo con meccanismi di gestione delle produzioni e con stoccaggi e ritiro dai mercati in caso di ribassi troppo forti». 

«Bisogna cominciare a fare agricoltura - ha dichiarato, rispondendo ad un sollecitazione di Schiavi - con meno fondi europei che ci saranno soprattutto per la gestione delle fasi di rischio e la volatilità. Le oscillazioni di prezzo aumenteranno e quindi la politica deve fornire strumenti nuovi. L’Italia ha un grande peso economico e crea ricchezza, con i formaggi a denominazione come il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano. I nostri Dop non rappresentano più soltanto un aspetto culturale, ma sono diventati asset economici importantissimi, perché il 70% del latte italiano va a produzioni di qualità. E dobbiamo saper valorizzare sempre più il capitale umano che sottintende a queste straordinarie produzioni».

Nel suo saluto di benvenuto alle autorità, il rettore dell'Università Cattolica Franco Anelli ha ribadito come Piacenza "si confermi una sede attivissima che continuamente elabora, progetta e attua iniziative di studio, di ricerca e di relazione con il territorio e le imprese. La sede di Piacenza ha saputo intercettare l’agri-businnes. Riavviando le attività di Cerzoo, grazie al finanziamento della fondazione Invernizzi, si avrà un'azienda agricola sperimentale che ritrova una sua decisa e chiara applicazione nell'ambito delle attività di ricerca dedicandosi allo studio di un comparto, quello del latte, che ha un valore non solo nutrizionale ed economico, ma anche culturale".
Il vicepresidente della Fondazione Invernizzi Giuseppe Bertoni ha specificato che il tema della sostenibiltà e della corretta informazione sulle proprietà nutrizionali del latte saranno fra i temi di lavoro del nuovo centro di ricerca: «La nostra Fondazione finanzia le tre università milanesi da circa 25 anni, Bocconi per Economia, Statale per Medicina e Cattolica per l’Agricoltura, con un crescendo a partire dalle borse di studio fino alle ricerche strategiche». «La Fondazione - ha ribadito - è caratterizzata da un vero e proprio mecenatesimo, basato sulla reciproca fiducia. Nel centro Romeo ed Enrica Invernizzi per le produzioni lattiero-casearie sostenibili, opereranno Crei e Cerzoo».

Concetti ribaditi anche dal direttore del Centro, il microbiologo Lorenzo Morelli, già preside della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica. «Ambiamo - ha detto - a diventare un modello di riferimento per gli studi sulla produzione efficiente, sostenibile e sicura di latte di qualità, con un occhio attento alle condizioni di benessere animale e di equilibrio ambientale. Obiettivi che implicano il più ampio coinvolgimento possibile delle unità di ricerca della Facoltà». Dopo il saluto del vicesindaco Elena Baio che ha ribadito il legame storico tra città ed Università, hanno poi preso la parola i presidenti dei due Consorzi, quello del Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli e del Grana Padano Cesare Baldrighi.

«Le nostre potenzialità di export verso gli Usa - ha confermato il primo, sono incredibili, ma dobbiamo sapere creare una diversa cultura dell’alimentazione per conseguire la nostra mission, ovvero il 50% dell’export in 4 anni, il tutto con uno sviluppo sempre correlato alla domanda. La produzione nelle zone di montagna per noi è essenziale ma questa straordinaria Dop deve essere il "grimaldello" per l’export e va aiutato dalla politica attraverso una maggior tutela La distintività è remunerativa, ci ha permesso di pagare un interessante prezzo ai produttori (57 Euro al q. nel 2016 come prezzo di riferimento), ma va tutelata di più». Un concetto condiviso da Baldrighi che ha spiegato come solo il 50% del latte del comprensorio vada a Grana padano ed il resto a lavorazioni industriali e questo crea concorrenza tra le diverse trasformazioni: «E’ dunque necessario non solo tutelare la produzione ma bisogna allargare il mercato ed offrire più opportunità a chi oggi conferisce all’industria». 

Don Ezio Molinari e Silvia Luppi hanno poi parlato del Consorzio costituito a Metteglia. A fianco del monte Aserei, che guarda sulla Val Trebbia e sulla Val d’Aveto, c’era un antico pascolo, in assoluto abbandono, pieno di rovi. Si è pensato di farne pulizia, affidando i lavori a una cooperativa esterna. Ci sono stati i finanziamenti per lo Sviluppo rurale ed oggi questi pascoli sono in segnale di come la montagna possa ritrovare vitalità perché l’allevamento è fondamentale per il permanere delle attività e quindi di coloro che ne traggono reddito e risiedono sul posto. Un piccolo ma importante segnale da imitare.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • San Nicolò, schianto all'incrocio tra un'ambulanza e un'auto: quattro feriti

  • «Noi facciamo sesso, licenziateci tutte». Il Centro Tice prende posizione sul caso della maestra di Torino

  • Con la caldaia rotta accendono il gas per scaldarsi, famiglia intossicata

  • In auto centra tre vetture in sosta e si ribalta. Illeso

  • Farini, addio al ristoratore Adriano Figoni

  • Animale sulla strada, si ribalta con l'auto in un campo: ferito

Torna su
IlPiacenza è in caricamento