Dematerializzazione dei registri vitivinicoli: richiesta la proroga periodo di sperimentazione

Confagricoltura Piacenza: utile testare i nuovi applicativi in periodo vendemmiale

La filiera vitivinicola ha accolto con favore la strada intrapresa dal Ministero delle Politiche Agricole verso la semplificazione degli adempimenti e la telematizzazione delle procedure che interessano lo svolgimento dell’attività degli operatori, in particolare la tenuta in forma dematerializzata dei registri vitivinicoli. Tuttavia, la fase sperimentale sta ponendo in evidenza alcune criticità operative. “Anche i nostri uffici e le aziende vitivinicole del nostro territorio – spiega Luigi Sidoli, direttore di Confagricoltura Piacenza – si stanno confrontando, non senza difficoltà, con nuovi applicativi che non sono ancora completamente operativi. A ciò si aggiunga – prosegue Sidoli – il difficoltoso passaggio da una moltitudine di registri, differenziata per utilizzi, ad un unico registro sul quale andranno uniformate, annotate e archiviate tutte le operazioni vitivinicole. L’obiettivo è condiviso e buono, ma il percorso non è certo di facile attuazione. Per questo, la nostra associazione, congiuntamente con altre, si è fatta portatrice delle istanze dei produttori ed ha chiesto al Ministro Martina il prolungamento del periodo di prova e test dei nuovi applicativi”. La fase di sperimentazione del registro dematerializzato è stata avviata a giugno 2015, attraverso il coinvolgimento di numerose aziende vitivinicole, le quali hanno collaborato con i servizi dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi, del SIAN e con i rappresentanti delle principali softwarehouse, allo sviluppo di un applicativo in grado di adeguare i sistemi informatici aziendali alle modalità di funzionamento dei registri dematerializzati.  Il primo aprile 2016 è stata avviata la fase sperimentale più ampia, nella quale tutte le imprese vitivinicole italiane hanno la facoltà di compilare i registri vitivinicoli in forma telematica, nelle due modalità previste dal Ministero.  “Dall’esito dei primi trenta giorni di sperimentazione - spiega Sidoli - è emersa nella maggioranza dei territori, nonché dai soggetti di ogni dimensione, l’esigenza di estendere il periodo sperimentale, che attualmente è previsto chiudersi il 30 giugno 2016. Sarebbe importante testare l’efficacia e il funzionamento dei registri telematici anche durante la fase vendemmiale in cui tutte le imprese sono interessate da un aumento esponenziale delle pratiche di cantina, nonché da una moltiplicazione delle movimentazioni dei prodotti vitivinicoli”.  Gli uffici di Confagricoltura Piacenza, preposti alla gestione delle pratiche vitivinicole evidenziano la necessità di poter maturare una più approfondita esperienza con i nuovi meccanismi informatici, anche in occasione dei mesi nei quali avvengono la maggior parte delle operazioni da inserire nei registri vitivinicoli, così da adattarsi meglio ai nuovi obblighi ed evitare di incorrere in errori e disfunzionalità, potenzialmente sanzionabili dalle autorità di controllo.  “Tenuto conto dell’oggettiva difficoltà nel compiere un passaggio epocale in una cornice economica così complessa  - conclude Sidoli – e per assicurare la piena funzionalità del sistema auspichiamo che il Ministro Martina valuti la richiesta presentata dalle organizzazioni di posticipare i termini fissati dal DM 30 dicembre 2015, entro i quali entrerebbe in vigore l’obbligatorietà della tenuta in forma dematerializzata dei registri vitivinicoli e l’estensione della fase sperimentale fino al raggiungimento di esiti positivi in termini di risposta aziendale”.

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