Dentix a rischio anche a Piacenza. «I clienti possono farsi restituire le rate dei finanziamenti»

Cisl e Adiconsum: «Situazione preoccupante in tutta Italia per i lavoratori. Per i clienti si può chiedere l’annullamento del finanziamento e riavere le rate già versate per le prestazioni da erogare»

È fortissima la preoccupazione per il futuro dei lavoratori e dei pazienti di Dentix Italia, società controllata dal colosso Dentix Spagna di proprietà del dentista Angel Lorenzo Muriel. A lanciare l’allarme, sulla mancata ripartenza dell’azienda, che conta oltre 60 studi dentistici in Italia – tra cui quello di Piacenza in via Genova, aperto soltanto nel 2018 - e che, da marzo, ha chiuso i battenti, sono i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. I numeri parlano chiaro e raccontano di una crisi davvero imponente: migliaia di pazienti abbandonati, curati a metà per lo stop dell’attività aziendale, e 400 posti di lavoro a rischio. I lavoratori, preoccupati sia per il loro impiego che per la salute dei clienti - fanno sapere i sindacati – sono stati lasciati da settimane senza notizie certe su una possibile riapertura, nonostante la ripartenza di alcune aziende concorrenti. Anche dalla sede amministrativa di Milano tutto tace, ed è certo che non aiutano a rasserenare gli animi le voci delle difficoltà economiche e di un problema di liquidità che metterebbe a rischio la sopravvivenza stessa di Dentix Italia». «I dentisti – continuano Filcams, Fisascat e Uiltucs - estranei alla gestione organizzativa, si sono trovati, in questi mesi a dover sopperire alla mancanza di comunicazione da parte della società nei confronti della clientela, che in alcuni casi ha scelto in alcuni casi di rivolgersi alle associazioni di difesa dei consumatori per essere tutelata». Ma c’è di più. A preoccupare lavoratori e sindacati è la data del 21 giugno, «quando - spiegano le tre sigle - scadranno le ulteriori 5 settimane di cassa integrazione in deroga, terminate le quali si dovranno verificare le possibilità per poter accedere ad ulteriori ammortizzatori sociali. Questo, fermo restando la volontà di riaprire quanto prima, anche per dare risposte ai pazienti che necessitano di interventi in alcuni casi di natura sanitaria; interventi, che in molti casi sono già stati pagati in anticipo». Anche per questo, le organizzazioni sindacali «chiedono certezze sulla continuità aziendale – concludono – oltre a garanzie sui pagamenti delle retribuzioni, e in particolare sugli accantonamenti dei trattamenti di fine rapporto dei dipendenti».

«Il problema non è solo di Dentix a Piacenza - chiarisce Carlo Aurelio Vichi, presidente locale di Adiconsum - ma in tutta la regione e in tutta Italia.  Dentix Italia, è infatti una catena di centri odontoiatrici, ed ha presentato in tribunale istanza pre-fallimentare. In Emilia-Romagna l’azienda ha cliniche sparse un po' dovunque e sono già tanti i pazienti in regione che si sono rivolti agli portelli Adiconsum perché ora rischiano di essere lasciati con le cure dentali a metà e un finanziamento sul groppone. La prassi per Dentix pare infatti essere quella del finanziamento “altamente consigliato” per far fronte alle costose cure odontoiatriche, in maniera tale da incassare immediatamente l’intero importo e scaricare interessi e rischi sul consumatore. Ma se le cliniche non rispondono già più ai pazienti, Adiconsum invece c'è ed è pronta ad occuparsi dei casi piacentini fornendo tutte le tutele del caso, a partire dall’annullamento del finanziamento».

Secondo Vichi è possibile riottenere soldi e rate già pagate.  «Nel 2010 c’è stata la riforma del Testo unico bancario: prima, se si prendeva un finanziamento per acquistare, magari, un’auto o una cameretta per i propri figli, e poi i fornitori non ti consegnavano il bene, eri condannato al pagamento di tutte le rate».  Da nove anni circa, però, non è più così. «In caso di grave inadempimento da parte del fornitore, il consumatore può fare la diffida e, in seguito, ha la possibilità di chiedere la risoluzione del contratto di finanziamento con la restituzione delle rate versate». Chi avesse bisogno di un aiuto da parte dell’Adiconsum a Piacenza può scrivere al seguente indirizzo email: adiconsum.piacenza@email.it

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