Difesa antiparissataria essenziale anche per ridurre le perdite alimentari nei paesi in via di sviluppo

Nella tre giorni di convegno sulla difesa antiparassitaria e la protezione degli alimenti alla Cattolica si è parlato anche di insetti nel piatto

Un momento del convegno

Secondo recenti dati Fao, ogni anno un terzo della produzione mondiale di cibo (circa 1,6 miliardi di tonnellate) si perde o viene sprecato lungo le filiere alimentari (il 56% nei Paesi sviluppati e il 44% nei Paesi in via di sviluppo). Uno dispendio assurdo che potrebbe essere notevolmente attenuato attraverso la difesa antiparassitaria e la protezione degli alimenti: tutto ciò è stato (come già riferito) oggetto di un convegno alla Cattolica, precisamente il X simposio, evento che si è svolto nell’arco di tre giornate con numerosi interventi di docenti ed esperti del settore. Luciano Süss, già Professore Ordinario di Entomologia agraria Università degli Studi di Milano, ha considerato l’evoluzione della difesa antiparassitaria nel corso degli ultimi trenta anni sostenendo che l’IPM nelle industrie alimentari ((Integrated Pest Management, ovvero la lotta integrata) richiede soprattutto pratiche di prevenzione.

Pasquale Trematerra del Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti Università del Molise, Campobasso ha spiegato che gli sprechi durante produzione, post- raccolta, trasformazione e distribuzione sono elevatissimi, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ma non solo. Contemporaneamente, si calcola che oltre un miliardo di persone siano vittime della sottoalimentazione cronica e della malnutrizione (dati OMS-FAO). In tale contesto, anche gli infestanti legati alle derrate alimentari fanno la loro parte, essenzialmente insetti, acari, roditori e uccelli che hanno un impatto di tutto rispetto.

In molte  aree  svantaggiate  del  mondo,  le  perdite  possono  arrivare  fino  al  75%  e minacciare direttamente la salute umana. Nell'Africa  Sub-Sahariana  le  perdite  privano  quasi  totalmente  gli  agricoltori  dei benefici dei loro sforzi. Il rapporto "Food Missing sottolinea l'importanza di considerare le perdite non solo come mancanza di cibo, ma come una carenza complessiva di energia e di risorse che entrano nella produzione degli alimenti, ossia lavoro, terreno, acqua, fertilizzanti, insetticidi, ecc. Lo stesso rapporto rileva che il valore dei cereali persi in tale area ammonta ad oltre 4 miliardi di dollari, che supera il valore complessivo dell'aiuto alimentare ricevuto nel decennio 1998-2008, circa l’ammontare delle importazioni di cereali nel periodo 2000-2007, equivalente alle richieste energetiche annuali di almeno 48 milioni di persone.

Agatino Russo della Sezione di Entomologia applicata, Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, Università degli Studi di Catania ha detto che negli ultimi anni si è registrato in Europa un crescente interesse verso l’applicazione di metodologie di lotta biologica nell’ambito di avanzati programmi di Integrated Pest Management nelle industrie alimentari.  Ha perciò evidenziato gli agenti di controllo biologico maggiormente impiegati nella realtà operativa europea ed ha fornito un quadro sintetico delle strategie e mezzi con le maggiori potenzialità applicative, anche alle luce delle più recenti acquisizioni scientifiche.

Paola Giorni, Corrado Fanelli, Massimo Reverberi, Paola Battilani (Unicatt Piacenza) hanno spiegato che il post-raccolta rappresenta un periodo di grande importanza per i prodotti agro- alimentari in quanto i funghi micotossigeni, se le condizioni ambientali lo consentono, possono continuare a svilupparsi e a produrre micotossine   ottenendo come conseguenza nel cereale perdite di sostanza secca, nutrizionali e qualitative. Delle nuove norme sull’impiego dei rodenticidi anticoagulanti e delle possibili alternative ha parlato Ugo Gianchecchi Dott. Agr. Libero Professionista, mentre degli acari delle derrate hanno trattato Sauro Simoni, Roberto Nannelli, Franca Tarchi, Donatella Goggioli, Silvia Guidi, Elena Gagnarli CREA-DC (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria - Centro di ricerca Difesa e Certificazione.

Gli acari colonizzano e si cibano di prodotti alimentari di vario genere, come grano e suoi derivati, formaggi, salumi, cibo secco per animali domestici, ecc. I danni che procurano alle derrate possono essere provocati direttamente o indirettamente per contaminazione. Riconoscere precocemente la loro presenza, le loro associazioni e le condizioni ecologiche ideali per il loro sviluppo significa ridurre i rischi di salute ed economici. Ma si infestano la pasta e persino il cioccolato, così come i tappi di sughero delle bottiglie di vino: in questo caso è il Lepidottero Tineide le cui larve si nutrono a carico dei tappi in sughero delle bottiglie di vino, con alterazioni delle proprietà organolettiche del vino stesso 

Ci sono poi i danni dei colombi per molini e riserie: ne hanno trattato Natale Emilio Baldaccini, Carlo Parenti, Giorgio Polo  del Dipartimento di Biologia, Università di Pisa e della Chimical Service srl, Brescia. I feromoni nella difesa delle derrate: ricerca e applicazioni: ne hanno parlato Giacinto S. Germinara, Sara Savoldelli delle Università di Foggia e Milano, mentre Trematerra e Savoldelli hanno esaminato la tecnica della confusione sessuale nel controllo di Plodia interpunctella nell’industria dolciaria.

Del ruolo e delle garanzie offerte da un disinfestatore professionale ha parlato Dino Gramellini Vice Presidente ANID ed ha sottolinato l’ impegno nella formazione ed aggiornamento dei tecnici e degli operatori, a tutti i livelli, per elevare le soglie degli interventi e delle metodologie a tutela delle persone, delle cose e dell’ambiente. Ma si è parlato anche di insetti nel piatto: secondo i dati pubblicati dalla FAO gli insetti, al giorno d’oggi, fanno parte delle diete tradizionali di ben due miliardi di persone nel mondo ed il loro impiego sembra essere tutt’altro che sgradito.

Il consumo di insetti potrebbe rappresentare quindi una potenziale soluzione per combattere la carenza di cibo sul pianeta. Dal punto di vista ambientale gli insetti presentano un’altissima efficienza di conversione nutrizionale: essendo animali a sangue freddo, non usano energia per mantenere la temperatura corporea e questo permette loro di convertire 2 kg di cibo in 1 kg di massa.

Per questo - hanno chiarito i relatori - in definitiva, nei prossimi anni aspettiamoci che grilli, cavallette e tarme della farina appaiano sulle nostre tavole, a fianco di numerosi prodotti tradizionali provenienti dai paesi  extracomunitari. L’ostacolo da  superare  sarà  prima  di  tutto  il  pregiudizio culturale ed il rifiuto sensoriale: a questo scopo gli chef più famosi al mondo si stanno cimentando in proposte gastronomiche e virtuosismi culinari al fine di elaborare farine ed estratti, creando materie prime da impiegare per la preparazione di olii, pasta, biscotti, hamburger e snack di vario tipo. Parlare di insetti commestibili non vuol dire per forza mangiarli così come sono, ma anche utilizzarli come materie prime per realizzare piatti tradizionali e ad alto livello sensoriale. Questi sono alcuni degli argomenti trattati in una tre giorni intensissima: il merito dell’Università Cattolica di Piacenza e degli organizzatori è stato ancora una volta quello di aver concentrato tanti studiosi insieme che hanno potuto così confrontarsi sui progressi compiuti in una lotta agli sprechi che coinvolge tanti diversi istituti scientifici. I risultati negli anni sono stati confortanti: la sfida ora è quella di reperire sostanze e metodiche di lotta sempre più compatibili con la sostenibilità ambientale.

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