Dopo 14 generazioni passa di mano la vitivinicola Mossi, tra i nuovi proprietari il banchiere Profumo

​Nei giorni scorsi è stata ufficialmente confermata l'acquisizione della storica e nota Azienda vitivinicola Mossi di Albareto (Ziano) da parte di Alessandro Profumo, Presidente della Banca Monte Paschi di Siena. Il banchiere ha rilevato a titolo personale il 45% dell'azienda

La cantina Mossi

Nei giorni scorsi è stata ufficialmente confermata l’acquisizione della  storica e nota Azienda vitivinicola Mossi di Albareto  (Ziano) da parte di Alessandro Profumo, Presidente della Banca Monte Paschi di Siena. Il banchiere ha  rilevato a titolo personale il 45% dell'azienda, quota analoga a quella acquistata contestualmente dalla moglie, Sabina Ratti, attuale responsabile della funzione “Sostenibilita'” dell'Eni.

Il restante 10% delle quote fa invece capo al figlio Marco, che nel prossimo biennio sarà affiancato nel governo dell’impresa da Luigi Mossi. Alla presidenza di quella che è diventata l’azienda  della famiglia Profumo è Sabina Ratti mentre il marito fa parte del Consiglio di amministrazione.                                               

Ed è stato un passaggio dell’intervento deI presidente del Monte dei Paschi al convegno di Pianello del 18 ottobre scorso - moderato dal sindaco Fornasari e dedicato agli scenari dell’economia locale e internazionale con l’attenzione su quanto oggi la macroeconomia influenzi l’economia  - a sollevare le perplessità di Furio Costantini, un lettore del quotidiano nazionale Italia Oggi. Riferendosi al banchiere Costantini scrive: "Ha anche detto che in Italia si è esagerato sul pericolo della spesa pubblica troppo elevata. “Siamo in linea” ha precisato Profumo “con gli altri paesi, il vero tema non è la quantità ma la qualità della spesa pubblica”.

"Se un’affermazione del genere - continua il lettore - la fa Renzi (o un altro politico) non mi preoccupo. Il suo mestiere, infatti, è quello di intorbidire le acque per trarne il massimo profitto mediatico. Ma se questa affermazione, (“Il vero tema, con riferimento all’Italia, non è la quantità del debito”), la fa un grande banchiere, mi preoccupo. E molto. A Profumo non dovrebbe essere consentito giocare con i numeri.  Qual è, secondo lui, il grande paese europeo che ha un rapporto debito/pil del 132%? L’Italia. E chi altro? Nessuno".

L’azienda

Posta ad Albareto a 270 metri di altitudine, vicinissima al 45° parallelo, lo stesso che passa a Bordeaux, l'Azienda produce diversi tipi di vini, spumanti ed altri prodotti. Vanto dell'Azienda, oltre a numerosi ed importanti premi ottenuti, è l'aver per prima creduto nell'Ortrugo, antico vitigno autoctono ormai scomparso, a farlo conoscere e rilanciarlo con successo tanto che oggi l'Ortrugo è considerato, con il Gutturnio, la punta di diamante del settore vitivinicolo piacentino. Sul fronte operativo, ha spiegato Marco Profumo a MF DowJones, "produciamo 600-700.000 bottiglie all'anno, in gran parte Gutturnio e Bonarda destinati alla Gdo. Abbiamo poi una produzione più di nicchia, rappresentata per lo più da Spumanti e Ortrugo, vino questo che intendiamo rilanciare e che è già tra i punti di forza dell'azienda.

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La vitivinicola Mossi ha radici che - documenta Valeria Poli sul sito dell’azienda -  risalgono sino I° Estimo Rurale Farnese del 1558 relativo al Comune di Albareto. In tale documento si legge che Jo. Francesco Mossi, nato nel 1516, era il capo famiglia, aveva moglie e sei figli, una casa, del bestiame e dei terreni "culti, affilagnati e vineati", che vengono elencati. Da allora, quattordici generazioni Mossi si sono succedute, sempre in Albareto, a produrre uva e vino; quattordici e non più.

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