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Giovedì, 19 Maggio 2022
Università Cattolica

«Ecco come Confindustria e Confapi sostengono le aziende del territorio piacentino»

Con l’intervento del direttore di Confindustria Piacenza Luca Groppi e del direttore di Confapi Piacenza Andrea Paparo, si sono concluse le lezioni, presso l’Università Cattolica, dedicate al marketing territoriale (tenuto dai docenti Franca Cantoni e Paolo Rizzi)

Con l’intervento del direttore di Confindustria Piacenza Luca Groppi e del direttore di Confapi Piacenza Andrea Paparo, si sono concluse le lezioni, presso l’Università Cattolica, dedicate al marketing territoriale (tenuto dai docenti Franca Cantoni e Paolo Rizzi) che in precedenza avevano avuto come protagonisti Alessandro Saguatti, segretario generale della Camera di Commercio di Piacenza, Vittorio Silva, direttore della Provincia di Piacenza, e del condirettore generale della Banca di Piacenza Pietro Coppelli.

Groppi ha spiegato i diversi livelli (nazionale, regionale, territoriali e settoriali) su cui opera Confindustria che rappresenta a Piacenza circa 500 aziende con 10.000 dipendenti ed incentrata su tre principali attività: rappresentanza, servizi ed affiancamento di consulenza alle imprese, sociale ed attenzione al territorio. 

Nel primo caso si svolge una funzione “lobbistica” da non intendersi però in una accezione negativa, bensì nel “fare squadra” per portare all’attenzione dei “decisori” politici le esigenze delle imprese, con Confindustria che opera una sintesi delle diversificate necessità delle aziende stesse.

Nel secondo livello, oltre ai servizi tradizionali che contraddistinguono una quotidianità sempre più complicata e burocratizzata, c’è tutta la parte di contrattazione con i sindacati e la funzione di intercettare i bisogni degli imprenditori dei diversi comparti per quanto concerne l’internazionalizzazione.

Infine sociale ed attenzione al territorio, funzione radicata e storica per dare un contributo alla sua crescita, sostenendo enti ed associazioni, come ad esempio l’università (con cui c’è un fattivo interscambio per la formazione) o Piacenza Expo con il recente aumento di capitale.

Groppi ha espresso la preoccupazione dell’associazione per la carenza di figure professionali e l’importanza della formazione, concetti pienamente condivisi da Paparo, secondo il quale bisogna colmare il divario tra offerta e domanda.

«Confapi - ha spiegato Paparo - offre analoghi servizi ai propri associati e si rivolge maggiormente alle piccole imprese, come pure all’artigianato. L’associazione è caratterizzata da una consistente autonomia territoriale, perché i bisogni delle imprese sono molto differenti tra i territori».

Paparo ha citato i gruppi di acquisto per energia e gas, e la formazione e la sensibilizzazione per la sicurezza nei posti di lavoro. Ha illustrato le caratteristiche dell’associazione, le funzioni statutarie, la sinergia con enti pubblici e politica nella ricerca di un aiuto alle imprese per la semplificazione, cercando di operare sintesi costruttive dei loro bisogni.

Altri aspetti emersi dagli interventi dei due direttori sono la preoccupazione per l’invecchiamento della popolazione piacentina, il desiderio di incentivare l’insediamento di nuove aziende in aree dismesse per riqualificarle senza ulteriore consumo di suolo, la necessità di puntare all’orientamento in sinergia con la scuola.

Confindustria, per esempio, con il suo nuovo sito “Invest Piacenza”, cerca di intercettare nuovi investitori proprio con il recupero di aree abbandonate, perché è ora di chiederci cosa si voglia fare per il futuro del nostro territorio. Anche la logistica, importante fonte occupazione (circa 15.000 addetti), va meglio regolamentata, va governata, rendendola conciliabile con il territorio, attraverso una migliore pianificazione, pure attraverso il recupero delle aree demaniali e militari. Va incentivato anche il discorso sulle reti di impresa, stimolando ancora di più i   raggruppamenti di imprese per una fattiva e reciproca collaborazione.

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