«Efsa:una struttura essenziale a garanzia dei consumatori»

Il commento ad un articolo pubblicato su un quotidiano nazionale sui costi eccessivi dell'autorità europea per la sicurezza alimentare ubicata a Parma, del prof. Pier Sandro Cocconcelli docente di Microbiologia alla Facoltà di Agraria della Cattolica, sede di Piacenza che vi collabora fin dalla sua fondazione

Pier Sandro Cocconcelli

Un costoso “carrozzone” o una indispensabile struttura che ci consente di affermare che in Europa abbiamo i cibi più sicuri al mondo? Il dubbio potrebbe sorgere leggendo l’articolo pubblicato nei giorni scorsi su un quotidiano nazionale dove si evincerebbe che EFSA, ovvero l’autorità europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma, costa troppo, ben 79 milioni di Euro (nel 2014) per mantenere ben 484 addetti che percepirebbero, in media, 83.000 Euro l’anno, con una sede che è costata 38 milioni di Euro.

Polemiche anche su alcuni casi: su quello dell’aspartame l'Efsa è stata accusata di lentezza ingiustificabile, mentre la scorsa primavera dopo lo scandalo della carne di cavallo mescolata nel manzo, il Codacons ha presentato un esposto chiedendo quale fosse «il ruolo dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare. E come non abbia saputo prevenire uno scandalo di tale entità. L'Efsa ha risposto che la sicurezza alimentare non c'entrava niente, perché si trattava di un problema di etichettatura falsa.

Così detto fatto, abbiamo girato la domanda al prof. Pier Sandro Cocconcelli docente di microbiologia della Facoltà di Agraria di Piacenza che dell’EFSA fa parte fin dalla sua costituzione, dal 2003, tanto che è è stato membro dei panel (gruppi) di valutazione per tre mandati ed oggi opera come esperto scientifico in gruppi di lavoro. Occorre ricordare che altri due docenti della stessa Facoltà sono membri di panel EFSA, ovvero commissioni di 20-21 esperti, composta da scienziati altamente qualificati, con una solida conoscenza delle valutazioni dei rischi. Tutti i membri sono nominati attraverso una procedura di selezione pubblica e sulla base di comprovata eccellenza scientifica.

“Ho partecipato personalmente in questi anni alla predisposizione di 514 “pareri scientifici”, perché deve essere ben chiaro EFSA ha la funzione di fornire risposte scientifiche su richiesta degli Stati membri, del Parlamento europeo e, soprattutto, dalla Commissione europea. Si tratta di un’attività particolarmente diversificata che abbraccia numerosi settori: sicurezza degli alimenti e dei mangimi, alimentazione, salute e benessere degli animali, protezione delle piante e della salute dei vegetali; insomma per semplificare: dal campo fino alla tavola. Deve perciò essere ben chiaro che una tale struttura, di così elevato livello scientifico necessita di precise competenze; questo non è dunque un farraginoso organismo che spreca i soldi dei contribuenti, ma una istituzione essenziale che garantisce ai consumatori europei dai rischi come nessuno al mondo, Stati Uniti compresi, e questo è un risultato non da poco”.

Ma Cocconcelli va oltre: “il comitato scientifico ed i gruppi di esperti scientifici dell'EFSA, offrono consulenza scientifica agli organi decisionali europei nei settori prima specificati, ma una parte sempre più corposa del lavoro dell'Autorità riguarda la valutazione della sicurezza di prodotti soggetti a regolamentazione, di sostanze e di indicazioni nutrizionali e sulla salute, presentate per ottenerne l'autorizzazione nell'UE, il che supporta l'innovazione agroalimentare.

I gruppi di esperti scientifici dell'EFSA sono responsabili dell'attività di valutazione dei rischi, inclusa l’emanazione di pareri scientifici; ciascun gruppo concentra la propria attività su un settore diverso della filiera alimentare e dei mangimi. Il comitato scientifico ed i gruppi di esperti sono composti da scienziati indipendenti altamente qualificati che possiedono una solida conoscenza della valutazione dei rischi e provengono da università, istituti di ricerca e autorità nazionali per la sicurezza alimentare. Tutti i membri vengono nominati con una procedura di selezione pubblica e sulla base di una comprovata eccellenza scientifica, che comprende l'esperienza nel settore della valutazione dei rischi e nella revisione tra pari di pubblicazioni e lavori scientifici.
Tutti i rischi associati alla catena alimentare vengono comunicatiin modo aperto e trasparente, sulla base della consulenza scientifica indipendente fornita dai propri gruppi di esperti scientifici e sulla base delle competenze professionali presenti al proprio interno. Dunque l'Autorità contribuisce a migliorare la sicurezza alimentare in Europa. L'EFSA comunica con i gestori del rischio, le autorità nazionali, le parti interessate e il vasto pubblico mediante strumenti di comunicazione online e offline, quali il sito web istituzionale, le pubblicazioni, il materiale informativo e le informazioni dedicate ai media.

Tutto dunque- ribadisce Cocconcelli- viene pubblicato ed è a disposizione della comunità scientifica ed ogni volta- precisa- noi sottoscriviamo una dichiarazione di indipendenza, proprio per non dare adito ad alcun conflitto di interesse, nella quale i membri spiegano per chi lavorano, le attività pregresse e di cosa si stanno occupando.

Massima trasparenza dunque, tanto che ogni anno vengono esaminate otto mila dichiarazioni.

Gli stipendi  di EFSA- soggiunge Cocconcelli- sono i medesimi di chi lavora nelle istituzioni europee e sono contratti quinquennali. La direzione Strategia scientifica e Coordinamento (SCISTRAT) guida le attività scientifiche dell'EFSA e attua la strategia scientifica dell'Autorità. Insieme alle due direzioni scientifiche operative, coordina le attività di valutazione dei rischi dell'EFSA e gestisce questioni scientifiche trasversali. La direzione stessaorganizza il lavoro del comitato scientifico e del foro consultivo. Proprio nei prossimi giorni.- ricorda Cocconcelli- dovrò partecipare ad una riunione; di solito la cadenza è mensile o, in base alle necessità contigenti”.

Dunque fare parte dell’Efsa è soprattutto, più che un riconoscimento economico, un attestato di orgoglio scientifico, sia per il singolo ricercatore che per l’ente in cui opera, in questo caso, la Facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza, che da sessant’anni contribuisce al progresso scientifico del vaso universo agro-alimentare.

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