Economia

Elezioni del CdA Terrepadane: Coldiretti contro Coldiretti

Crotti (Consorzio Agrario): «Inglobare Terrepadane nel Cai è profondamente ingiusto per tutto il territorio»

Marco Crotti

Non si tratta di una guerra tra agricoltori piacentini, come forse qualcuno ha travisato, bensì di uno scontro (quello finale?) tra Coldiretti e Coldiretti e riguarda le prossime elezioni per il nuovo CdA di Terrepadane che si svolgeranno nei giorni 14, 15, 16 maggio presso il Centro macchine del Consorzio in via dell'Agricoltura a Piacenza.

Ma cerchiamo di fare un po’ di chiarezza (anche se non è semplice e ci sono numerosi risvolti di carattere politico-economico anche nazionale) attraverso un’intervista con Marco Crotti, presidente del Consorzio Agrario. Con lui abbiamo cercato di fare il punto della situazione. Tuttavia è necessaria una premessa che giustifichi il titolo: non è vero che sia in atto un conflitto in generale nel mondo agricolo, semmai il duello è tutto in casa Coldiretti, perché altre associazioni come Confagricoltura (come pure la Cia) si sono sempre apertamente schierate contro l’ipotizzato ingresso dello storico (oltre cento anni) Consorzio piacentino, nel Cai, ovvero il gruppo dei Consorzi agrari d’Italia voluto dall’attuale presidente di Coldiretti Ettore Prandini (con il direttore generale Vincenzo Gesmundo) e di cui fa parte anche l’ex presidente nazionale di Confagricoltura Federico Vecchioni, tanto per citarne alcuni. Non a caso in una delle due liste dei candidati (ma come vedremo è improprio usare questo termine), ovvero quella dove sono presenti gran parte dei consiglieri uscenti, due sono soci molto conosciuti di Confagricoltura Piacenza.

Confagricoltura Piacenza e così Cia hanno sempre sostenuto, nonostante in passato i rapporti con Coldiretti sul Consorzio non siamo stati “sereni”, che Terrepadane rappresenti una preziosa, solida e storica realtà consortile legata al territorio piacentino, tanto che il progetto del CAI rappresenterebbe un vero e proprio scippo per l’agricoltura piacentina e all’intera economia di Piacenza, determinando la delocalizzazione di una storica struttura nella quale il tessuto imprenditoriale piacentino ha sempre investito nello sviluppo di nuove tecnologie, senza dimenticare che la ricchezza patrimoniale e immobiliare di Terrepadane è il frutto del contributo di tutti gli agricoltori.

Concetti già espressi più volte dal CdA di Terrepadane e dal presidente Marco Crotti che, proprio per la mancata adesione al CAI, ha dovuto rassegnare le dimissioni da Presidente di Coldiretti Piacenza, associazione professionale nella quale è cresciuto, fino a ricoprire importanti cariche nazionali. «Un fatto - commenta Crotti - che mi amareggia molto perché io, come del resto molti altri amministratori del Consorzio, sono indissolubilmente legato alla “professionale” ed i valori che essa rappresenta. Intanto – soggiunge - cerchiamo di precisare che si parla di liste in modo improprio, perché non c’è un voto di lista, bensì ci sono 22 candidati su cui i soci del Consorzio esprimono 11 preferenze che comporranno il futuro CdA. E’ poi del tutto improprio, come ieri ha commentato Giorgio Grenzi, delegato Confederale Coldiretti (e per oltre dieci anni direttore a Piacenza) affermare che è stato sbagliato istituire un unico seggio elettorale a Piacenza con disagi per i soci delle altre province (Milano, Lodi, Pavia)».

«Piacenza - ribatte Crotti - è la sede del Consorzio ed anche da un punto di vista logistico è facilmente raggiungibile da tutti i soci che vorranno recarsi a votare. Non si deve considerare il socio cooperatore solo quando vota e perché adesso fa comodo al progetto CAI. Quelli che abbiamo proposto per il nuovo CdA sono soci fedeli da generazioni che hanno creduto nello spirito cooperativo ed anche nei momenti più difficili. Noi abbiamo l’orgoglio - ricorda Crotti - che grazie alle scelte strategiche del Consiglio, ad un’organizzazione meticolosa e rodata negli anni, ad un management attento e scrupoloso e – soprattutto- all’impegno e alla responsabilità dei dipendenti, possiamo dire di aver centrato l’obiettivo. I dati di bilancio 2020 sono positivi, in controtendenza nello scenario economico del Paese e ci consentono di affermare – non senza orgoglio – il primato del settore primario, che dimostra ancora una volta di saper veramente guidare il Paese anche e soprattutto nei momenti più difficili.
Anche se complessivamente il comparto agricolo risulta essere tra quelli che hanno sofferto meno dei riscontri economici della pandemia, le aziende agricole dei nostri soci in molti casi non hanno potuto solcare senza scossoni il periglioso guado dell’emergenza sanitaria; per questo abbiamo preso la decisione di sostenere i bilanci con un’iniezione di liquidità. In pratica, anziché ridistribuire i ristorni sotto forma di azioni del Consorzio – come abbiamo fatto dal 2013 al 2019, distribuendo 47mila azioni per un valore di oltre 1 milione 200 mila euro – quest’anno le assegnazioni saranno economiche e consteranno in oltre 350mila euro (oltre 1 milione 500 mila euro in totale distribuiti ai Soci dal 2013 al 2020».


»La strategia messa in atto dal Consiglio ha anche riguardato il miglioramento della solidità patrimoniale del Consorzio: siccome riteniamo – dice ancora il presidente – che il patrimonio sia alla base della stabilità della cooperativa, abbiamo lavorato per migliorarlo. Tanto che negli ultimi 10 anni il valore del patrimonio del Consorzio è raddoppiato, fino a oltre 17milioni di euro. Nell’elenco proposto da Coldiretti ci sono soci- chiosa Crotti- che non hanno mai acquistato nemmeno una vite, alla faccia dello spirito della cooperazione. Il socio è vincolato alla cooperativa, il loro patrimonio è il nostro. Chi fa parte dei nomi da noi proposti ha fatturato mezzi e prodotti per 7 milioni di Euro; gli altri candidati in tutto 700.000 euro. Coldiretti di fatto ha politicizzato queste elezioni, ma inglobare Terrepadane nel Cai - ribadisce Crotti - è profondamente ingiusto per tutto il territorio; significa mettere le mani su uno dei pochi Consorzi che va bene, ma soprattutto questo progetto manca del tutto di un piano industriale. Noi non eravamo- come qualcuno ha detto- contrari a priori, anzi ho cercato a lungo un’intesa, perché anch’io credo nelle fusioni ma solo in quelle che danno più forza sui mercati, ma devono basarsi solo su progetti condivisi e non imposti; non si conosce nulla di quelli futuri del CAI, con il rischio di deleterie delocalizzazioni».

Insomma in altri termini il presidente Crotti teme la creazione dell’ennesimo “carrozzone”: «abbiamo – sottolinea - la responsabilità verso 200 dipendenti e le loro famiglie che servono migliaia di imprese; non vogliamo il rischio di chiusure dopo avere investito molto sulle persone e la loro professionalità e questo è un patrimonio da difendere ad ogni costo».

«Oggi - ricorda Crotti - i prodotti si possono acquistare anche su internet, ma l’azienda agricola ha bisogno soprattutto della vicinanza tempestiva di uomini, ovvero dei nostri tecnici; noi siamo veramente radicati nel territorio e nel suo tessuto produttivo fin dalla fondazione; il CAI ha progetti che delocalizzano. «Certo - conclude Crotti - mi spiace che tutta questa situazione si sia originata dall’associazione professionale di cui sentitamente ha sempre fatto parte, che è nel mio Dna, ma è mio dovere tutelare ciò che Terrepadane oggi rappresenta per tutto il comparto agricolo e per il suo futuro. Fin che ci saremo noi, lo difenderemo; siamo pronti a cambiare, ma solo nella trasparenza, certi che non si disperda uno storico patrimonio per il territorio e per tutto ciò che rappresenta ed in ogni provincia in cui siamo presenti».

Questi i nominativi proposti per il nuovo CdA: Castagnola Vittorio, Cremonesi Giampiero,Croce Giuseppe, Crotti Marco, Gentili Gian Paolo; Gorra Umberto, Guidi Pierluigi, Loschi Paolo, Mazzocchi Matteo, Repetti Stefano,Scrocchi Pierluigi. Collegio Sindacale: Presidente: Masini Andrea, Sindaci Effettivi: Anceschi Luigi, Egalini Franco. Supplenti: Fenudi Cristina e Mojoli Stefano.

La nuova pervenuta da Coldiretti è composta da: Bardi Guido, Cavanna Giacomo, Girometta Gabriele, Greppi Stefano, Lavezzi Giovanni, Minardi Davide, Oddi Paolo, Ogliari Stefano, Rota Alessandro, Stragliati Michele,Ticozzi Enrico. Per il collegio dei Sindaci: Presidente Melchiorri Stefano, Effettivi Morgese Vittorio e Virgilio Giancarlo. Supplenti Brega Giuseppe e Rossi Marco.

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