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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Economia

Emilia-Romagna prima regione per crescita nel 2018: rivista al rialzo la stima dell’aumento del Pil

La stima di crescita nel 2018 è di +1,9 per cento. In aumento i consumi, trainati dal ciclo positivo degli investimenti e dalle esportazioni. Ripartono le costruzioni, si consolida la ripresa dell’industria e del terziario. Sul versante lavoro, aumentano occupazione e produttività, la disoccupazione continua a ridursi

L’Emilia-Romagna si conferma la prima regione italiana per crescita nel 2017 (+1,8 per cento), insieme alla Lombardia, e la prima assoluta nel 2018 (+1,9 per cento), con un ritmo in linea a quello della Francia. E’ quanto risulta dall’edizione di gennaio degli Scenari per le economie locali di Prometeia, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna. Lo studio considera la profonda revisione dei conti economici territoriali Istat e prospetta un ulteriore miglioramento della crescita del PIL dell’Emilia-Romagna nel 2017 che dovrebbe avere raggiunto l’1,8 per cento, una stima superiore all’1,6 per cento previsto a livello nazionale.

Secondo la previsione di Prometeia, nel 2018 la crescita del prodotto mondiale dovrebbe mantenersi al 3,5 per cento, grazie alle economie emergenti (+4,4 per cento) e dei paesi industrializzati (+2,3 per cento). Nell’area dell’euro la crescita sarà del 2,3 per cento.

In Emilia-Romagna trainano la domanda interna l’accelerazione degli investimenti fissi lordi (+4,2 per cento nel 2017 e +4,7 per cento nel 2018) e delle esportazioni (+3,7 per cento nel 2017 e +5,5 per cento nel 2018), grazie alla crescita europea e alla ripresa del commercio mondiale, mentre è lievemente più contenuto l’incremento dei consumi (+1,7 per cento nel biennio 2017-18).

I settori. La ripresa si è diffusa in modo omogeneo. Il valore aggiunto regionale viene trainato dalla netta accelerazione della ripresa del settore industriale (+2,3 per cento nel 2017 e +3,3 per cento nel 2018) e dal chiaro ritorno alla crescita delle costruzioni (+1,2 per cento nel 2017 e +1,7 per cento nel 2018), mentre prosegue lo sviluppo nel settore dei servizi (+1,7 per cento nel 2017 e +1,4 per cento nel 2018).

Il mercato del lavoro. Nel biennio 2017-18, la crescita degli occupati (+0,9 per cento in entrambi gli anni) supera quella delle forze lavoro (+0,2 e +0,4 per cento rispettivamente), quest’ultima allineata a quella della popolazione. Ne risulta un aumento lieve, ma costante, del tasso di attività e uno più marcato del tasso di occupazione, che salirà al 45,2 per cento nel 2018.

Torna a aumentare la produttività del lavoro, mentre si ridurrà ancora e decisamente la disoccupazione al 5,8 per cento nel 2018.

Il presidente Bonaccini: «Se confermati, Regione prima per crescita per il quarto anno consecutivo. Piena occupazione sempre più un traguardo possibile»

“Un aumento del Pil dell’1,9% nel 2018, che confermerebbe l’Emilia-Romagna prima regione in Italia per crescita per il quarto anno consecutivo. Con la disoccupazione che scenderebbe ancora, fino al 5,8%, dal 9% di inizio legislatura, nel gennaio 2015. Dati che ci pongono alla pari delle aree più avanzate in Europa e che, se confermati, renderebbero sempre più concreto e vicino il traguardo del 4-5% nel 2020, ovvero una situazione di sostanziale piena occupazione”. Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dopo la pubblicazione da parte di Unioncamere Emilia-Romagna delle stime contenute nello scenario previsionale di Prometeia per l’economia regionale, che rivede, incrementandolo, l’aumento del Pil per il 2017 (+1,8%, il più alto in Italia insieme alla Lombardia) mentre per l’anno in corso stima una crescita ulteriore dell’1,9%, la più alta in assoluto a livello nazionale, per un ritmo pari a quello della Francia. Continuerebbe poi il calo della disoccupazione: dal 6,3% del 2017 al 5,8% del 2018. “Numeri- prosegue Bonaccini- importanti non tanto per classifiche o primati, quanto per l’ennesima dimostrazione della solidità del gioco di squadra inaugurato nel luglio di tre anni fa con il Patto per il Lavoro, quando come Regione chiamammo i firmatari – territori, imprese, sindacati, associazioni, università – a condividere quello che da subito è stato l’obiettivo prioritario di questa Giunta: creare sviluppo e buona occupazione. Un fare insieme che ha in sé, come dimostrano proprio i dati sulla crescita, meccanismi, capacità e volontà per non fermarsi, per continuare a insistere facendo leva sulle politiche di investimenti pubblici che abbiamo avviato e portato avanti, su internazionalizzazione e attrattività, su ricerca e innovazione, rafforzando sanità e welfare per non lasciare indietro nessuno. Concentrandoci ora ancora di più sul creare nuove opportunità di lavoro per i giovani e la lotta al precariato, perseguendo una crescita omogenea che premi allo stesso modo tutti i territori. Uno sforzo -chiude Bonaccini - che auspico possa incontrare una larga condivisione: ricordo, infatti, che il Patto per il Lavoro è aperto alle proposte di tutti, per obiettivi che non devono conoscere differenze politiche”.

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