Squeri (Giovani per l'Expo): "Per ora il peso di Piacenza è piuttosto scarso"

A "il Piacenza" parla Alessandro Squeri, unico membro piacentino di una delle commissioni tematiche dei giovani per proposte e idee per l'esposizione: "Per ora il peso di Piacenza è scarso, ma ci stiamo lavorando"

alessandro-squeri_morattiUn treno sul quale Piacenza e provincia desiderano fortemente salire. L'Expo 2015 di Milano è infatti un appuntamento per il quale le autorità locali intendono presentarsi puntuali, come dimostrano le relazioni che il presidente provinciale, Massimo Trespidi, dal momento del suo insediamento ha iniziato a tessere con il sindaco della vicina metropoli, Letizia Moratti.

Ad essere in ritardo sembra però essere proprio l'avvio dei lavori per l'esposizione, tanto che nei giorni scorsi Italia Oggi dava notizia della proposta di Smirne, che per riottenere l'affidamento dell'evento si sarebbe dichiarata disponibile a subentrare a Milano risarcendola dei costi sino ad ora sostenuti.

«Non ce ne sarà bisogno, Milano andrà avanti». Così Alessandro Squeri (nella foto con Letizia Moratti secondo da destra), ventisettenne piacentino nominato dalla Camera di commercio di Milano a fare parte del tavolo dei giovani (una delle commissioni tematiche create al fine di selezionare persone che portino nuove proposte per l'Expo e per coinvolgere la società civile) in quanto membro di Giovani per l'Expo, una libera forma associazionistica di giovani interessati ad esprimersi ed essere parte del cammino verso l'esposizione universale.

Squeri, che è anche membro di Federalimentari, componente del consiglio direttivo dei giovani dell'Associazione italiana imprese famigliari, già vicepresidente di Giovani per l'Expo e di Young Entrepreneurs Association, offre oggi a il Piacenza il suo punto di vista sulla preparazione dell'esposizione internazionale.

L'avventura di Expo 2015 è partita malissimo. Lucio Stanca, amministratore delegato della Società di Gestione Expo Milano 2015, ha dovuto dare le dimissioni con l'accusa "di aver perso tempo". Ha però mostrato un faldone di 500 pagine "con quello che è stato fatto", ma in troppi volevano la sua testa. Che pensa della sua vicenda? Abbiamo subito dimostrato al mondo la proverbiale italica "efficienza"?

Non posso entrare nel merito poiché sono solo un partecipante al tavolo: do una mano mostrando progetti ma non ho responsabilità dirette e quindi preferirei non esprimermi sulle questioni politiche. Ritengo però che possano esserci stati conflitti politici a causa dei quali i processi abbiano subito dei ritardi. Sono comunque fiducioso nel nuovo presidente (Giuseppe Sala, ndr) e nel sindaco Moratti che sapranno agire al meglio

Pensa sia giusto che anche i privati possano intervenire o debbano rimanere operazioni pubbliche?

Sì. I tavoli tematici servono proprio a catalizzare l'intervento privato, dato che per quello pubblico sono deputati appunto gli Enti pubblici. Si tratta quindi di uno strumento per stimolare il mondo privato a farsi avanti e ad estendere la partecipazione a tutti, non solo agli imprenditori. Noi partecipanti dei tavoli siamo infatti dei collettori di proposte e idee formulate nella nostra cerchia di conoscenze che poi presentiamo alle commissioni

Si mettono sul piedistallo indotti faraonici a fronte di investimenti altrettanto faraonici. Non pensa che, dopo i sei mesi dell'Expo, molti posti di lavoro non avranno motivo di esistere?

Tutte le opere verranno realizzate nell'ottica di un riutilizzo futuro. E' vero che ci sarà qualcosa creato ad hoc, ma specie le infrastrutture saranno reimpiegate. Il lato positivo dell'Expo è proprio questo: avremo un affluenza extra di persone, fino a 20mila turisti, che porteranno un afflusso extra di capitale con cui si finanzieranno opere che altrimenti sarebbero state troppo onerose

Sarà davvero un volano per l'Italia, Milano e i territori vicini come Pavia, Cremona, Lodi e Piacenza?

Siamo al lavoro anche per lo sviluppo di aree al di fuori del Milanese, da introdurre nell'Expo affinché beneficino dell'afflusso turistico che si verrà a creare

Da piacentino-milanese come percepisce il peso di Piacenza nelle strategie per l'Expo?

Per ora è piuttosto scarso. Speriamo di poter fare meglio in futuro. Io non rivesto ruoli istituzionali, ma faccio il possibile e con gli imprenditori piacentini amici sto ragionando su proposte da discutere al tavolo

Il patto siglato tra Trespidi e Moratti sulle strategie comuni servirà davvero è uno specchietto per allodole?

Preferisco non commentare

Come sta andando la vostra esperienza giovanile? Siete tenuti in considerazione come tavolo dei giovani e come Giovani per l'Expo?

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Sì. La stessa Moratti, e lo posso affermare per conoscenza personale diretta, è sempre stata molto disponibile e ricettiva nei confronti di noi giovani e dei nostri propositi

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