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Expo, albergatori piacentini: «Numeri ancora lontani da quello che ci si attendeva»

Giovanni Villazzi, presidente degli albergatori piacentini: «Qualche gruppo, ma niente boom, anche se nella seconda decade di Ferragosto la situazione è migliorata grazie ai turisti, specialmente italiani, diretti ad Expo che hanno fatto tappa a Piacenza»

Il nostro articolo del 17 agosto che, utilizzando le considerazioni di un professionista del turismo quale è Giampietro Comolli, presentava un bilancio di “presenze turistiche” nei primi 100 giorni di MilanoExpo verso la nostra città, ha innescato alcuni interventi e una querelle politica tra Lega e Pd. Comolli, lo ricordiamo, indicava in meno di 500 i pernottamenti in strutture alberghiere piacentine potenzialmente indotti da Expo, comprensivi per altro dei pacchetti turistici dell’evento #fuorisalone “UnPOxExPO2015”, programma di sistema fra prodotti-territori-ambiente-imprese-eventi creato appositamente nel 2010 per svolgere un’azione attrattiva turistica verso Expo e verso i 12 distretti economici territoriali lungo il Po.

Querelle politiche a parte, i numeri cui faceva riferimento Comolli, ossia gli Expoturisti italiani e stranieri, volontariamente e autonomamente venuti a Piacenza per trascorrere del tempo libero, un’escursione, una visita al museo fermandosi almeno una notte, a metà percorso EXPO appaiono modesti. Se ne trae conferma dall’affondo fatto un mese fa da Coldiretti, Artigiani, Fipe, Commercianti a proposito della richiesta di ulteriori soldi da parte di Ats per la “Piazzetta” (per non aver accolto proposte piacentine e dal fatto di riscontrare un non-ritorno da Expo), dalla constatazione del conte Orazio Zanardi Landi, presidente dell’Associazione castelli del Ducato di Parma e Piacenza - «Per adesso, personalmente non mi risulta siano arrivati da noi turisti dall’Esposizione Universale» - e dalle affermazioni di Giovanni Villazzi, presidente degli albergatori piacentini, che da noi interpellato sul parametro pernottamenti, parla di «qualche gruppo, ma niente boom, anche se nella seconda decade di Ferragosto la situazione è migliorata grazie ai turisti, specialmente italiani, diretti ad Expo che hanno fatto tappa a Piacenza: i numeri delle notti alberghiere finora sono comunque lontani da quelli che ci si aspettava. La partecipazione a Piacenza Expo – aggiunge Villazzi - è comunque un fatto rilevante perché è un’inversione di tendenza rispetto ai ritardi storici sulla promozione del territorio che la nostra provincia ha rispetto a Parma, Modena, Reggio e la stessa Cremona. Le presenze ai convegni dell’Università Cattolica sono importanti ma, in genere, si esauriscono nella giornata; dal punto di vista alberghiero hanno funzionato meglio alcuni eventi sportivi. Un bilancio sul ritorno dell’investimento MilanoExpo – termina Villazzi - è comunque prematuro; se ne potrà parlare dopo ottobre, ragionando con spirito costruttivo anche sugli errori e oltre le ricadute sul settore turistico occorrerà considerare gli incontri tra operatori commerciali e industriali innescati dalla presenza piacentina ad Expo». 
Da parte sua il vice sindaco Timpano rileva il grande fermento che la Piazzetta ha saputo promuovere e assegna un giudizio ampiamente positivo all’investimento, insiste però sulla necessità di capitalizzare gli ingenti investimenti «Se dal primo novembre non si farà più nulla, la partita sarà negativa».

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