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Giovedì, 19 Maggio 2022
Agricoltura

Fabio Girometta nuovo presidente Cia: «Sosteniamo la produzione e tuteliamo il reddito»

Confederazione italiana agricoltori di Piacenza, vice è stata nominata Valentina Miglioto. Boeri (uscente): «Il nostro è il mestiere più bello del mondo»

Fabio Girometta imprenditore agricolo di Costa di Casaliggio di Gragnano, è il nuovo presidente della Cia, Confederazione italiana agricoltori, di Piacenza. Subentra a Franco Boeri. Vice è stata nominata Valentina Miglioto (titolare di un’azienda biologica a Montechino di Gropparello), mentre nel corso del primo consiglio sarà nominata la giunta esecutiva.

Girometta è titolare della “La San Mauro” dove, dal seme fino alla raccolta, si produce pomodoro e grano che sono poi trasformate in conserve e farine, il tutto attraverso una costante ricerca della qualità attraverso un’agricoltura con tecniche innovative, ma nel rispetto dell’ambiente, dell’ecosistema e delle tradizioni.

«Sono a disposizione dei soci - ha detto il neopresidente - che possono contare su un'associazione professionale e dinamica, che li sostiene per produrre al meglio, tutelando il loro reddito. E’ un’associazione in crescita, con uno staff tecnico amministrativo giovane, ben coordinato dalla direttrice Marina Bottazzi che vuole essere presente su tutto il territorio; da subito saremo al lavoro, al fianco dei soci in questo momento particolarmente difficile per il settore primario». 
Nel corso dell’assemblea il presidente uscente Franco Boeri ha tracciato un esaustivo quadro dell’attuale momento, con particolare riferimento alle esigenze delle zone svantaggiate nonché di tutte le conseguenze negative che il periodo della pandemia ha determinato per il settore agrituristico.

«La nostra attività - ha ricordato Boeri - consente di coniugare ambiente, paesaggio e sostenibilità; è il mestiere più bello del mondo, appassionante, creativo, a contatto con la natura di cui siamo veramente i custodi, ma la nostra imprenditorialità che garantisce alimenti di qualità per tutti, non è adeguatamente riconosciuta e valorizzata, meno che mai nei territori svantaggiati dove vivrebbero e lavorerebbero volentieri tanti giovani, se potessero avere a disposizione le necessarie infrastrutture e gli indispensabili servizi per una normale qualità di vita; senza di loro la montagna si spopola sempre più o rimane quella connaturata da un’agricoltura eroica.

Il nostro settore – precisa - ha tenuto nonostante tutte le difficoltà; non a caso questo viene definito “primario”, ma troppo spesso, all’interno della filiera diviene secondario. Negli anni il ruolo di Cia è cresciuto, soprattutto all’interno delle istituzioni e degli enti pubblici, con la presenza di nostri rappresentanti ed abbiamo operato cercando di essere in sintonia con le altre organizzazioni professionali perché problemi ed interessi sono comuni, nella necessità di “fare squadra”, soprattutto in questo momento con i costi produttivi che sono schizzati alle stelle e dobbiamo essere più che mai vicini ai nostri soci per le programmazioni».

In apertura di assemblea è intervenuto anche il consigliere provinciale (con delega all’Agricoltura) Gianpaolo Maloberti che ha sostenuto che «si possono raggiungere obiettivi importanti per il territorio e come Amministrazione ci stiamo impegnando per fare tutto quello che è possibile».

Maloberti ha ricordato l’impegno del settore per la sostenibilità, con filiere sempre più corte, investimenti in tecnologia per aggiornare la propria tradizione ma ha ribadito che «la sostenibilità non può essere solo ambientale, ma anche economica e sociale. Trasformare i nostri campi in un bel giardino ci renderebbe dipendenti dal punto di vista alimentare da Paesi che non solo dal punto di vista della sicurezza alimentare sono inferiori a noi, ma sono messi peggio (ma molto peggio!) anche dal punto di vista dell’inquinamento ambientale delle emissioni». 

Maloberti ha auspicato che il mondo agricolo deve avere la volontà di fare sistema. «Servono imprenditorialità e coesione per condividere una visione, sottolineando però che le sfide future legate alla transizione ecologica e alla sostenibiltà ambientale, vadano affrontate con una dose di sano pragmatismo, tenendo ben presente il concetto di economia circolare». 

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