«Fake news sul latte, etichettatura tuteliproduttori onesti e consumatori che devono poter decidere consapevolmente»

il tavolo dei relatori

«Il latte è un’architrave della dieta mediterranea, un alimento liquido; non a caso si dice “bevo il latte o addirittura mangio il latte” a volte. Ha una capacità espressiva nutrizionale che molti elementi non hanno; avesse un pochino più di ferro e fibra alimentare sarebbe l’unico elemento da mangiare. Invece noi troviamo della gente che non solo lo attacca, ma lo mette in una condizione negativa, vere e proprie “sette alimentari”; ma questa non è onestà scientifica. Noi scienziati, noi medici continuiamo a dire: non togliete il latte dall’alimentazione. I bambini hanno bisogno del latte, gli anziani anche per fortificarsi e noi adulti abbiamo bisogno per mantenerci forti».

Così il professor Giorgio Calabrese, medico nutrizionista, volto noto della televisione per la partecipazione a numerose trasmissioni sull’alimentazione, ha fatto emergere con forza questo messaggio, partecipando al convegno organizzato da Coldiretti Brescia su “Consumi e abitudini alimentari e benefici del latte, la difesa del made in Italy” al quale erano presenti numerosi piacentini sia di Coldiretti, come di rappresentanti di associazioni e consorzi del comparto latteriero-caseario.

«Oggi - ha ribadito Calabrese - il made in Italy ha bisogno di difendersi senza avere nessuna colpa». E per la sua difesa «oggi - ha detto il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - abbiamo messo insieme tutti i soggetti della filiera per fare squadra e comunicare la verità ed il valore della zootecnia nel nostro paese che significa pure sostenibilità. Dobbiamo raccontare che l’inquinamento delle falde non viene dall’agricoltura, ma dagli scarichi civili; dobbiamo enunciare la verità per avere un futuro, contro le strumentalizzazioni, perché la trasparenza vince sempre.

Dobbiamo rivelare, vincere la frammentazione, investire in sostenibilità e benessere, ma dobbiamo poter contare su un prezzo stabile, in graduale aumento che supporti gli investimenti che siamo chiamati a fare; non possiamo competere sui costi di produzione e per dimensione: la nostra forza è la istintività».

E’ poi intervenuto il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio: «Diamo nelle scuole prodotto italiano e tuteliamo i nostri produttori in Europa. La zootecnia ed il latte sono soggetti a fake news e quindi dobbiamo proporre un progetto di comunicazione istituzionale. L’etichettatura - ha sostenuto il Ministro - è fondamentale per il nostro Paese; è la madre di tutte le battaglie, per tutelare i produttori onesti ed i consumatori che devono poter decidere con consapevolezza». 

Il ministro ha poi ricordato come i prodotti italiani siano considerati al top della sicurezza per la Cina: «Per questo dobbiamo proporci nel mondo con una voce univoca, in modo coordinato e strutturato, portando avanti il “sistema Italia” non come “un’armata Brancaleone”, ma come una invincibile armata italiana».

Dalla materia prima ai derivati come il formaggio il discorso non cambia: rimane centrale la necessità di saper veicolare un’immagine adeguata, cominciando dall’impatto ambientale, un concetto ribadito dal direttore del Consorzio del Grana padano Stefano Berni e dal responsabile dell’ufficio produzione primaria del Consorzio del Parmigiano-Reggiano dott. Lucenti (intervenuto al posto del presidente Bertinelli influenzato). «La qualità - ha detto - è un prerequisito e va raccontata; ma oggi dobbiamo saper comunicare anche la qualità dei processi produttivi di filiera, dal benessere animale, all’uso prudente del farmaco, che già sono richiesti nei capitolati d’acquisto». Concetti condivisi da Berni: «Siamo in sintonia; siamo due super top che devono saper raccogliere, ascoltare e mantenere gli spazi del benessere e dell’equilibrio, consapevoli che siamo unici nel mondo con questi prodotti».

«Il consumo del latte è in calo del 20 per cento - ha detto Gianpiero Calzolari presidente di Granarolo - ed è più facile far passare notizie negative; la comunità scientifica non ci ha difeso abbastanza ed è ora di ribadirne le giuste definizioni di qualità e salubrità, consapevoli che il latte si fa in stalla».

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Infine l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Fabio Rolfi: «Troppe le fake news sugli allevamenti intensivi dettate da ragioni di fanatismo ideologico. Ma sono supportati da interessi economici; l’italian sounding, ovvero la falsificazione del made in Italy esiste perché il cibo italiano è il migliore ed il più sano del mondo. Se potenti miliardari o grandi gruppi investono per attaccare ed indebolire le grandi tradizioni di qualità italiane ci sarà un motivo».

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