Fare della sostenibilità un marchio europeo: Soil4Wine ha tracciato la strada

Il tavolo

«La certificazione della sostenibilità va valorizzata maggiormente, anche quella della lotta integrata è ancora poco considerata come valore sui mercati. Ci deve essere una sostenibilità con un’attestazione univoca europea perché i mercati esteri la richiedono. Soil wine ha tracciato la strada e dunque sviluppiamola ulteriormente». Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura Simona Caselli intervenendo alla tavola rotonda moderata da Enrico Cancila che si è svolta nel pomeriggio della giornata dedicata alla presentazione dei risultati del progetto triennale Soil4Wine Approccio innovativo alla gestione del suolo nel paesaggio viticolo che si è svolto nella sala convegni della Residenza Gasparini dell’Università Cattolica. I lavori sono stati coordinati dal team di Stefano Poni della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali, con il partenariato di HORTA (spin off della Cattolica), ART-ER (Regione Emilia Romagna), Ente di Gestione dei Parchi e della Biodiversità dell'Emilia Occidentale e la Società di servizi Vinidea. Anche la Banca Generali ha collaborato presentando uno specifico prodotto di credito agrario finalizzato alla sostenibilità. La Caselli ha parlato della Pac che dovrebbe subire una transizione di circa due anni. Il nuovo Commissario polacco all’Agricoltura Janusz Wojciechowski ha sostituito Hogan che aveva sempre difeso le Dop ed ora ci si trova di fronte ad una possibile guerra dei dazi difficile da gestire e che storicamente non ha mai prodotto benefici. In ogni caso va affrontata da un’Europa unita.

«Dobbiamo - ha detto la Caselli - investire sulla politica dei suoli, essenziali per dare da mangiare ad un’umanità sempre più numerosa, una sfida quella agricola su cui la Ue non più disinvestire anzi andrebbero aumentati gli investimenti, uniformando nel contempo le politiche sugli eco-sistemi che devono essere uniformi in Europa. La Regione ha sempre puntato sull’innovazione (230 progetti), Soil4Wine rappresenta un esempio virtuoso da incentivare. Il rapporto tra vino e territorio è essenziale e si svilupperà sempre più in sinergia con il turismo. In questo senso il ruolo degli imprenditori è essenziale». L’assessore regionale alle Politiche Ambientali Paola Gazzolo ha detto «bisogna trovare una risposta sistematica governando il cambiamento sulla sostenibilità ambientale, agricola e sociale. Il cambiamento climatico è entrato nelle nostre case e la nostra regione deve continuare a crescere governando la sostenibilità». La Gazzola ha citato il servizio idrico integrato per produrre servizi eco-sistemici, «una scommessa per il futuro per garantire risparmio di acqua e la sua qualità. Anche per il sistema dei parchi è necessario un approccio culturale diverso. Insomma è necessario puntare - ha concluso - su progetti di vita, crescita e sviluppo per la nostra società».

«Non c’è più tempo - ha detto Maristella Galli dell’Unione pedemontana parmense - dobbiamo imparare a gestirci al meglio. Il vino può diventare un momento di crescita per il turismo, dobbiamo innovare con soluzioni sperimentali che tengano conto di quanto fatto di buono in precedenza. Il bagolaro di 400 anni che c’è a Giarola sta aspettando che ci attiviamo». Su una comunicazione diversa, più efficace e di valorizzazione del prodotto e quindi del territorio ha insistito Marco Profumo del Consorzio Vini Doc Collli Piacentini, mentre Maurizio Dodi del Consorzio di Parma ha chiesto un diverso percorso culturale che vada dal campo alla tavola, sfruttando questa nuova consapevolezza di tutela del territorio. Per Elena Bonelli della Cantine Bonelli di Rivergaro «è importante che l’imprenditore ci creda». Ha ricordato le origini del progetto «nato per porre un freno allo spopolamento del territorio collinare della Val Trebbia. Ora quanto fatto è importante, ma dobbiamo saperlo comunicare sensibilizzando molto il consumatore e questo sarà difficile da attuare, all’estero - ha riconosciuto - c’è maggiore sensibilità».

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