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Fedex-Tnt, Si Cobas: «Accordi sottobanco per far riprendere il lavoro ad alcuni»

Il sindacato fa sapere che protesterà sotto la sede della Cgil,che subito replica: «Noi ci battiamo per la riapertura del sito piacentino»

«Il S.I.Cobas Piacenza è venuto a conoscenza di un audio in circolazione sui social network in cui un sindacalista della Cgil sollecita i driver legati al magazzino Fedex-Tnt a “lavorare di più”, “collaborando” con l’azienda, confermando inoltre che vi sarà un’assunzione diretta da parte di Fedex, che reputerebbe il mercato piacentino fondamentale. Ciò significa a rigor di logica che il magazzino Fedex-tnt dovrebbe riaprire. Nell’audio il sindacalista rivela di incontri con la committenza, anche durante la avvenuta serrata aziendale, nominando un dirigente della multinazionale con il quale avrebbe “organizzato il lavoro”. Ciò non dovrebbe competere ad un sindacalista, ma piuttosto a personale pagato dall’azienda. Vengono indicati addirittura gli

orari di lavoro, le filiali su cui sarebbe stata riorganizzata la merce di Piacenza e alcuni dettagli operativi. La committenza non dovrebbe intervenire in questi dettagli in caso di appalto, a meno che si verifichi una fattispecie di intermediazione illecita di manodopera. Men che meno, dovrebbe farlo un sindacalista! Tutto questo, mentre trecento famiglie che subiscono le conseguenze di questa riorganizzazione. Si sono svolti incontri in Prefettura alla presenza di importanti esponenti istituzionali sia provinciali che regionali per discutere la chiusura del sito Fedex-Tnt di Piacenza. Apprendere ora di una attiva collaborazione e di incontri “sottobanco” mortifica gli sforzi profusi dai rappresentanti dei lavoratori e dagli stessi rappresentanti istituzionali negli incontri prefettizi. Questa collaborazione con l’azienda non è altro che un atto intimidatorio verso i trecento facchini della Fedex-Tnt. Quando il sindacalista sprona i suoi iscritti a “collaborare di più” e indica le città limitrofe in cui si è riorientato il lavoro, parla direttamente di quello stesso lavoro sottratto ai trecento facchini. Significa rovinare altrettanti posti di lavoro e la vita di oltre mille persone in città, favorendo la multinazionale nel suo piano di ristrutturazione. Ciò a discapito degli stessi iscritti CGIL direttamente o indirettamente impiegati nel sito di Piacenza».

«Ieri, sulla propria pagina facebook, il sindacalista CGIL rivendicava il contenuto del suo audio e in modo provocatorio sosteneva di “avere le palle” di pubblicare sul suo profilo personale le proprie dichiarazioni e di “tutelare i suoi iscritti”, dimenticando però che il sindacato dovrebbe difendere tutti i lavoratori, non discriminandoli su base di appartenenza sindacale. Dopo la sua diffusione del contenuto provocatorio, i lavoratori Fedex-Tnt di Piacenza hanno deciso di organizzare una manifestazione davanti alla sede della Cgil di Piacenza per chiedere la riapertura del loro magazzino, raccogliendo l’adesione anche di iscritti CGIL impiegati nel sito che li hanno contattati. Il S.I. Cobas richiede un intervento immediato da parte delle istituzioni e da parte di tutte le forze politiche contro questo atteggiamento doppiogiochista che scherza con le vite delle persone aizzando gli animi fra lavoratori e sigle sindacali mentre nasconde i reali intendimenti ai soggetti sociali e istituzionali con cui si relaziona. La riapertura immediata del sito Fedex-Tnt è l’unica soluzione possibile a questa crisi, a maggior ragione sapendo che l’azienda non mostra alcun segno di crisi ma anzi riorganizza i propri volumi di lavoro nelle città limitrofe. Ad oggi, tutto quanto da noi sempre sostenuto si conferma in tutta la sua chiarezza: la chiusura del magazzino e gli arresti dei rappresentanti sindacali erano parte un piano preordinato per favorire il risparmio sul costo del lavoro e portare un attacco politico all’unica organizzazione, il S.I. Cobas, che è stata in questi anni capace di garantire diritti e dignità ai lavoratori della logistica. Il S.I. Cobas continuerà in ogni caso a lottare su tutti i siti nazionali di Fedex-Tnt per chiedere la riapertura, a tutela dei propri iscritti e anche di quelli iscritti ma raggirati da altre sigle. A fianco della lotta, si svolgeranno altre trattative, come quella in via di definizione con il Mi.S.E., delle quali rendiconteremo ai giornali nei prossimi giorni».

Coordinamento provinciale S.I. Cobas

CGIL: «PROBABILMENTE E’ UN FINTO PROFILO SOCIAL, NOI CI BATTIAMO PER LA RIAPERTURA DEL SITO PIACENTINO»

«L'audio a cui fanno riferimento i Cobas in un vaneggiante e insensato comunicato inviato alla stampa non è altro che il resoconto che la categoria Filt Cgil ha fatto all'interno della chat dei propri iscritti rispetto ad un incontro in videoconferenza con FedEx e V.L. Express, alla presenza anche dei delegati, che si è tenuto sul merito delle ricadute organizzative delle attività dei driver, che non sono attualmente sospese. L'incontro si è reso necessario alla luce della chiusura del sito piacentino proprio per rivedere le attività di consegna in quanto l'azienda dei Driver non ha avuto nessuna disdetta rispetto alle attività che sta svolgendo. In questo contesto l'Azienda di consegna ha evidenziato come potrebbe essere necessario anche ricorrere a future assunzioni di corrieri».

Così, in una nota, la Filt Cgil di Piacenza risponde alle accuse arrivate prima da un probabilmente finto profilo sui social (per il quale si sta procedendo a segnalazione alla Polizia Postale) e subito rilanciate da Cobas alla stampa, senza la minima verifica. «Siamo in attesa che si aprano i tavoli istituzionali per discutere del futuro piacentino di FedEx, dopo il primo incontro in Prefettura a Piacenza. Di certo, però, da subito, respingiamo con forza, e lo faremo presso ogni sede competente, l'accusa di avere operato per la chiusura del sito e chiariamo che, a differenza di altri, la Cgil si batterà per il mantenimento del presidio piacentino di FedEx e per fare in modo che nessuno resti indietro. Questo è il contesto in cui oggi ci troviamo a rappresentare il lavoro e fa male assistere ad una così violenta distorsione strumentale della realtà rispetto ai fatti accaduti per i quali confermiamo con forza la volontà sindacale di lottare per mantenere il presidio piacentino di FedEx. Garantire le attività di consegna è per noi strettamente funzionale a questo obiettivo, per tutelare tutti i lavoratori, nessuno escluso. La Cgil farà tutto questo utilizzando tutti gli strumenti consentiti per arrivare all'obiettivo sindacale che per noi è, e rimane, quello di mantenere aperto il sito piacentino».

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