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Stefano Rodotà

Stefano Rodotà

Festival del Diritto: «Si usi fantasia e si faccia pagare un biglietto; ok sponsor ma senza giochini “fintoprivati”»

Continua l’attenzione critica del quotidiano economico nazionale “Italia Oggi” sul Festival del Diritto ( in programma in città dal 25 al 28 settembre) definito, nell’articolo che ieri abbiamo ripreso, “patetico e uno spreco soldi".

Continua l’attenzione critica del quotidiano economico nazionale “Italia Oggi” sul Festival del Diritto ( in programma in città dal 25 al 28 settembre) definito, nell’articolo che ieri abbiamo ripreso, “patetico e uno spreco  soldi".                                                                                 Il Festival del Diritto è cosa buona – scrive Lino Pieralli  -  così come quello dell'Economia, e quelli della Mente, della Finocchiona e del Brigidino. Purché non coi soldi pubblici. Almeno non adesso quando, come notava bene il Diritto e Rovescio di ieri, mancano le risorse per tanti servizi essenziali. Si usino gli sponsor privati ma senza ricorrere al giochino delle municipalizzate «fìntoprivate» e in mano alla politica, ché è la stessa: prima o poi ripianarne i loro debiti con le nostre tasse. Si usi la fantasia e si faccia un po' di fatica. Il Festival del giornalismo di Perugia, per esempio, che gli anni scorso succhiava non poco dagli enti locali della munifica Umbria, ha raccolto quest'anno 115mila euro con il crowdfunding, cioè dai cittadini, tramite Internet. E tante conferenze oggi hanno introdotto una sana pratica: far pagare un biglietto. Non come un concerto di Ligabue, intendiamoci, cifre più modeste, 5-10 euro al giorno. 

Per Pera Graffer il puntuto e giustificatissimo Diritto e Rovescio di ieri, sulla prima pagina ItaliaOggi, che era dedicato al cosiddetto «Festival del Diritto» (non è un ossimoro come il ghiacciaio in fiamme?), organizzato e pagato dal Comune di Piacenza (a maggioranza renziana) però a maggior gloria dello tsiparista Stefano Rodotà che, di questo evento, è il factotum, da quando gli diede lo scettro, l'altrettanto renziano Roberto Reggi (nonchè oggi sottosegretario alla Pubblica istruzione nel governo Renzi). Le stesse identiche considerazioni si possono fare con il Festival dell'Economia di Trento che ogni anno, in questa stagione, esibisce ospiti prestigiosissimi (lautamente pagati, ospitati e spesati) provenienti da ogni parte del mondo. Quanto ci costano, costoro, per farei sapere quello che hanno già messo, da tempo e più compiutamente, su Internet? Per la Provincia
di Trento (che irrora il tutto con i soldi di tutti) non vale la spending review? 

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