«Fondamentale l'uso corretto e mirato dei Fitofarmaci per tutelare ambiente e produttività»

Convegno promosso dall’Associazione Laureati in Scienze Agrarie di Piacenza presso l’Aula Magna del Campus dell’Itas Raineri-Marcora

Il gruppo dei relatori

«Ripensare l’uso di alcuni mezzi di produzione, fertilizzanti e fitofarmaci, per la sostenibilità». E' stato questo l’argomento del convegno promosso dall’Associazione Laureati in Scienze Agrarie di Piacenza che si è svolto presso l’Aula Magna del Campus dell’Itas Raineri-Marcora, un incontro svoltosi in collaborazione con l'istituto stesso e il sostegno della Banca di  Piacenza.
Nella sua breve introduzione il presidente Alsaf Giuseppe Bertoni ha chiarito il significato del concetto di sostenibilità, evidenziandone le diverse peculiarità, tra cui l’uso corretto di fitofarmaci e fertilizzanti tale da garantire un adeguato livello produttivo e garantire al tempo stesso la salute dei consumatori e la tutela dell’ambiente.
Nel suo saluto, la dirigente del Campus Agroalimentare Teresa Andena ha svolto un ampio riferimento al concetto di sostenibilità nonché ai vari fattori correlati anche da un punto di vista economico, ma se demonizzati possono avere una ricaduta negativa sui livelli produttivi dell’agricoltura, con pericolosi risvolti per l’umanità e ai quali si può sopperire con un’approfondita conoscenza dei problemi e un approccio razionale e formativo.
Successivamente Vincenzo Tabaglio nell’affrontare il tema sui corretti criteri di impiego dei concimi chimici e organici, si è soffermato sul binomio “agronomia e agricoltura”; la prima affronta la conoscenza della terra, mentre la seconda ne tratta l’utilizzo.

Tabaglio ha parlato poi delle componenti chimico-fisiche della terra dal punto di vista della sua utilizzazione e della sostanza organica dell’humus, che una volta collegato alla componente argillosa, fissa alcuni nutrienti come il fosforo mettendolo a disposizione delle radici delle piante e delle micorizze pure importanti nel bilancio della fertilità. Un approfondimento particolare è stato riservato da Tabaglio all’importanza della sostanza organica ed all’apporto di azoto di altra provenienza, mediante la fertilizzazione per colmare eventuali carenze di questo nutriente.
Vincenzo Rossi si è dedicato in particolare all’uso (razionale o loro sostituzione) dei prodotti fitosanitari per la vite. Ha ricordato che la direttiva CE 128 nella difesa integrata, ha aperto nuovi orizzonti con il ricorso all’uso di microrganismi (funghi e batteri) in grado di svolgere funzioni antagoniste e quindi prevenire o combattere alcune delle più comuni patologie fra le quali l’Erisife Nacator o muffa grigia della vite.

La complessa tematica dell’applicazione di particolari prodotti fitosanitari noti come biostimolanti, sono stati evidenziati da Marco Trevisan che ne ha descritto la struttura chimica e l’ampia gamma di applicazione nel tema "I biostimolanti per migliorare vigore e resistenza delle  piante" in grado di agire sulla difesa da stress sia   indotto da insolazione e carenza idrica. Trevisan ne ha evidenziato l’attualità e le possibilità di applicazione.

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E’ stato poi la volta di Ruggero Colla che nel suo intervento sull’evoluzione della normativa inerente i fitofarmaci, ha ripercorso l’itinerario legislativo che ha determinato il rafforzamento della protezione dell’ambiente e della salute umana mediante la creazione di una crescente responsabilità sia dei produttori che degli utilizzatori dei prodotti fitosanitari.
Infine nel proprio intervento sul servizio di assistenza alla coltivazione del pomodoro l’agronomo Alessandro  Piva ne ha descritto dettagliatamente le fasi attuative facendo riferimento al programma svolto da CIO–SRL. Piva si è soffermato sul complesso di interventi che attraverso i rilevi del GPS ne affiancano le più importanti fasi  di coltivazione.
Prima delle conclusioni da parte del presidente Bertoni che ha evidenziato il contributo scientifico e pratico apportato dai singoli relatori, l’agronomo Michele Lodigiani si è congratulato con la preside Andena per il contribuito dato dalla scuola per diffondere i problemi della sostenibilità ai futuri tecnici dell’agricoltura.

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