Domenica, 14 Luglio 2024
Economia

Fondazione Istituto dirigenti italiani, il cda riunito in Sant’Agostino

Il presidente Camisa: «Un modo per valorizzare il territorio e farlo conoscere a imprenditori e manager di tutta Italia»

Si è riunito a Piacenza il cda della Fondazione Istituto dirigenti italiani, istituto per la formazione dei dirigenti dell’industria che dal 1995 ha un ruolo centrale nell'aggiornamento degli standard professionali dei manager e dei quadri superiori. Nella ex chiesa di Sant’Agostino il presidente Cristian Camisa ha accolto gli imprenditori ed i manager per discutere della formazione dei dirigenti e dei quadri superiori della piccola e media industria italiana: l’evento ha anche offerto l’occasione di mettere sotto i riflettori le bellezze del nostro territorio, a cominciare appunto dal complesso di Sant’Agostino per arrivare alla galleria Ricci Oddi dove è esposto il “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt.

«Ho voluto fortemente questa riunione a Piacenza – è il commento del presidente Camisa – perché sono convinto che sia un’occasione per valorizzare il territorio e far conoscere le sue eccellenze anche a professionisti e manager che provengono da tutta Italia. Nessuno di loro aveva mai visitato la nostra città e sono rimasti stupiti dalle bellezze di questo territorio.  Cerco di non dimenticare mai da dove provengo: la promozione di Piacenza passa anche da qui, da gesti apparentemente piccoli che tuttavia possono fare la differenza».

Una conferma al riguardo arriva anche dalla vicepresidente  Silvana Menapace: «Penso che quella di Cristian sia stata un’ottima intuizione – spiega – è un’occasione per far conoscere il suo territorio di origine e per noi di scoprirlo. Lo facciamo mentre discutiamo della formazione della classe dirigente e dei quadri in un mondo che in due anni è completamente mutato: non esiste più l’idea dell’“io faccio da solo” e non si può più ritenersi imprenditori fatti e costruiti, ma anzi le competenze devono essere continuamente alimentate e arricchite».

Dello stesso avviso anche il consigliere Davide D’Onofrio: «Di fronte al cambiamento del contesto è chiaro che la flessibilità è fondamentale – spiega – dopo la pandemia, nel mezzo di un quadro geopolitico complesso, dobbiamo renderci conto di dover affrontare un “nuovo Rinascimento”: questo significa misurarsi con contesti diversi nei quali occorre da una parte riqualificare la forza lavoro preesistente e dall’altra fare i conti con la perdita di appeal del lavoro in fabbrica fra i giovani».

«Il cambiamento che abbiamo vissuto in due anni è pari a quello di chi si è trovato a passare dal telefax alla mail – conclude Giuseppe Sant’Unione – è chiaro che di fronte a una realtà globalizzata, la necessità è quella di essere il più aperti possibile: del resto se uno vuol lavorare deve adeguarsi, non ci sono alternative».

Presenti alla riunione sono stati anche i consiglieri Giorgio Binda, Massimo Brignolo, il presidente del Collegio sindacale Gaetano Melucci, i revisori Luigi Andreoli e Franco Grieco e, in rappresentanza dell’Osservatorio Bilaterale, Delio Dalola.

La Fondazione Istituto Dirigenti Italiani ha avviato nei mesi scorsi anche una proficua collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. L’ultima interazione in ordine di tempo è stata un corso sul rating e bilancio di sostenibilità per le piccole e medie industrie che ha riscosso grande successo tra i dirigenti Italiani.

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