Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

«Una squadra coesa per il bene del territorio»

Il presidente Reggi presenta il Consiglio d’amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano: il vigevanese Grechi vicepresidente insieme a Corvi (Confcooperative). Tre medici nel Cda

Da sinistra: Magnelli, Fornari, Groppi, Corvi, Reggi, Grechi, Uber e Gionelli

Due vicepresidenti, due donne, sette piacentini e un vigevanese, tre già presenti nel Consiglio generale, tre medici, quattro rappresentanti di categoria e uno per il mondo della cultura. È la fotografia del nuovo Consiglio d’Amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano, scelto dal presidente Roberto Reggi. L’ex sindaco di Piacenza ha voluto presentare alla comunità il Cda, composto da otto membri.

Il vicepresidente è Luigi Grechi, in rappresentanza del territorio vigevanese (imprenditore e presidente di Confartigianato). Vicepresidente vicario è Nicoletta Corvi, direttrice di Confcooperative. Poi tre medici: Luigi Cavanna (primario di Oncologia), Fabio Fornari (ex primario di Gastroenterologia), Elena Uber (dedicata alle dipendenze). Il mondo dello sport rappresentato dal delegato provinciale del Coni Robert Gionelli. Quello della cultura dall’ex preside del liceo Gioia (ora al conservatorio Nicolini) Mario Magnelli. A completare il quadro il direttore di Confindustria Luca Groppi (il più giovane con i suoi 43 anni). Magnelli, Cavanna e Fornari erano già presenti nel Consiglio generale.

Reggi l’ha definita una squadra giovane, «almeno rispetto al passato», competente «lo hanno dimostrato nel corso della loro carriera e professione», di persone che «sanno fare squadra». È proprio sul tasto della coesione che il neo presidente ha insistito. «Sapremo essere una squadra unita. Sappiamo che a Piacenza c’è la tendenza a dividersi sul da farsi e sui progetti. Qua ognuno saprà dare un contributo».

La prima cosa che farà il Cda? «Incontreremo nelle prossime settimane tutti e 13 gli enti rappresentati nel Consiglio generale, che ci daranno gli elementi necessari per costruire quel programma pluriennale. Il welfare sarà comunque centrale». Tre medici su otto, mica poco. Come mai? «Non vogliamo mica sostituirci all’Ausl – aggiunge Reggi - ma l’intenzione è quella di dare una mano anche sul fronte sanitario, intercettare i bisogni, alla luce della pandemia».

In pochi minuti i nei rappresentanti del Cda hanno voluto dire la loro. «È un momento particolare – ha precisato il prof. Cavanna - non solo dal punto di vista sanitario. Ha un peso enorme questo Cda per dare risposte, quindi è una situazione storica per la Fondazione». «Lavoreremo al post Covid – è la dichiarazione del collega Fornari, su questo tema verrà creata una nuova commissione ad “hoc” - dobbiamo saper fare squadra per la città, in passato troppo spesso divisa in parrocchie e fazioni».

La vicepresidente vicaria Nicoletta Corvi di Confcooperative sarà un interlocutore privilegiato per il terzo settore-welfare. «Dobbiamo saper costruire relazioni forti e coesione, sia per la comunità di Piacenza che per Vigevano».

«I momenti più difficili – è l’intervento della dottoressa Elena Uber - sono propizi per una rinascita e un rilancio delle attività. Per questo proporremo progetti nuovi per una città nuova. Lavoro da anni con le dipendenze e le persone che vivono ai margini. Serve una visione più solidale e nuova: il benessere di chi sta meno bene migliora anche il resto della popolazione».

Curiosità per l’apporto che potrà dare il delegato Coni. «Lo sport – ha espresso Robert Gionelli - è preventivo per alcune patologie, promuove un sano stile di vita. E i valori culturali dello sport creano cittadini migliori. La nostra idea è che manca la cultura sportiva, c’è bisogno di investire su dirigenti, tecnici, formatori soprattutto per i nostri giovani. Se alcune società sportive hanno progettualità che promuovono valori nei quali ci riconosciamo, ci saremo. Ad esempio sull’inclusione sociale: penso alle società che fanno fatica a pareggiare i conti che comunque non si fanno pagare le rette dalle famiglie più in difficoltà».

Da non dimenticare che la Fondazione è anche di Vigevano, come ricordato dalla stampa pavese presente all’incontro, che reclama due progetti arenati da tempo: un polo tecnologico calzaturiero e il recupero di una cascina. «Me l’hanno detto subito – ha messo le mani avanti Reggi - che ci sono tre milioni di euro per Vigevano da spendere. Ho chiesto: “Ma perché non sono stati spesi? Aspettavano forse noi?». Il vigevanese Grechi rappresenterà oltre che il suo territorio anche lo sviluppo economico. «Accetto questo incarico con spirito di servizio. Il nostro territorio ha subito come il vostro la pandemia. Le piccole imprese, in ambito economico, hanno registrato tanti problemi».

«La Fondazione può contribuire a seminare bene per il territorio per i prossimi anni», è invece il pensiero del direttore degli industriali, Luca Groppi. Arte e cultura saranno rappresentati da Mario Magnelli: «La cultura non è un luogo effimero, lo sforzo che faremo è quello di creare unità».

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