Fondi compensativi: i comuni nucleari rischiano di rimanere a secco

Rischia il respingimento l'emendamento Zanetta al ddl Sviluppo. In pericolo, è il fondo compensativo istituito nel 2003 dal Decreto Scanzano, per la riqualificazione delle ex sedi nucleari. Fabio Callori: “Siamo stanchi di dover sempre subire tagli di importanti risorse”

sitinucleariIn pericolo il cosiddetto fondo compensativo per la riqualificazione degli ex siti nucleari. A denunciarlo, è Fabio Callori, sindaco di Caorso e  presidente della Consulta Anci per i Comuni sede di servitù nucleari.

Sembra infatti che nel suo iter legislativo, il disegno di legge sullo Sviluppo si perda per strada questo importante fondo. Durante l'esame al Senato, era stato approvato un emendamento, a firma del senatore Zanetta, volto a ripristinare l’importo originario delle compensazioni a favore degli Enti locali sede di impianti nucleari. Ma adesso che il ddl è alla Camera, l'emendamento che mette al sicuro il fondo, rischia la soppressione.
  Se il Governo ha necessità di recuperare mezzi, una volta tanto tagli anche da qualche altra parte  

“Noi sindaci della Consulta ANCI Comuni sede di servitù nucleari siamo stupiti e amareggiati da questa scelta del Governo che ci priva di risorse che pensavamo di poter usare per riqualificare i nostri territori” ha sottolineato Fabio Callori.

E poi, anticipa che l'Anci terrà il pugno di ferro sul possibile taglio: “Se il Governo deciderà di andare avanti su questa decisione, noi Sindaci concorderemo, tutti insieme, azioni forti per far comprendere l’importanza che queste risorse rivestono per i nostri territori”.

Non è la prima volta, nella giurisprudenza, che il fondo compensativo subisce maltrattamenti. Come riferisce la stessa Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, infatti, le Finanziarie 2005 e 2006 avevano sottratto parte delle risorse provenienti da un’aliquota della componente della tariffa elettrica - pari a 0,015 centesimi di euro per ogni  kilowattora consumato – e destinate alle ex sedi nucleari. Nelle scorse settimane, l'emendamento Zanetta al Senato (che ora rischia di essere respinto alla Camera), mirava esattamente al ripristino dell’importo originario delle compensazioni.

“Siamo stanchi di dover sempre subire tagli di importanti risorse” ha concluso Callori “Se il Governo ha necessità di recuperare mezzi, una volta tanto tagli anche da qualche altra parte”



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