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Energie rinnovabili: Confagricoltura ne parla a Key Energy

Gli imprenditori agricoli chiedono maggiori indicazioni sulle prospettive di sviluppo e sulle opportunità messe a disposizione dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale nel campo delle energie rinnovabili

Fotovoltaico, biogas e biometano: gli imprenditori agricoli chiedono maggiori indicazioni sulle prospettive di sviluppo e sulle opportunità messe a disposizione dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale nel campo delle energie rinnovabili. Mercoledì 4 novembre alla fiera di Rimini Ecomondo Key Energy se ne parlerà al convegno "Psr: opportunità tra clima ed energia" (alle 14.30, sala Diotallevi 2 - Hall centrale sud piano rialzato) organizzato da Confagricoltura Emilia Romagna.

Al centro del dibattito - Saranno illustrate le opportunità di investimento per le aziende agricole derivanti dalla programmazione dello sviluppo rurale per il periodo 2014-2020, con l'intervento di Mauro Fini della Regione Emilia Romagna, e quelle offerte dai regimi di incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili, facendo il punto con il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ed il Gse, in particolare sul biometano e sul nuovo Dm Fer non fotovoltaiche, che si auspica possa essere emanato in tempi brevi.

Da sempre Confagricoltura è a fianco dei produttori che intendono investire nelle energie rinnovabili. L'associazione è in attesa di riscontro dalla Corte Costituzionale in merito al ricorso presentato insieme ad Assorinnovabili contro la misura contenuta nell'articolo 26 del decreto Competitività, diventato la legge 116 dell'11 agosto scorso ossia lo "spalmaincentivi" che di fatto ha negato gli incentivi già pattuiti per le fonti fotovoltaiche. Nello sviluppo delle agroenergie e dell’efficienza energetica, l’agricoltura assume un ruolo determinate. Non solo nel raggiungimento degli obiettivi europei e nazionali sull'incremento delle energie rinnovabili e sulla riduzione dei consumi energetici, ma anche nel calo delle emissioni. Il settore agricolo e forestale, infatti, è l'unico settore che contribuisce anche all'assorbimento di Co2, sia con le foreste e le coltivazioni, sia con specifiche tecniche di gestione dei suoli e dei pascoli. In tale ambito l'appuntamento della Cop 21 di Parigi sul protocollo di Kyoto rappresenta un momento fondamentale per riconoscere definitivamente il ruolo dell'agricoltura anche dal punto di vista economico.

Le filiere delle biomasse e del biogas, e a breve quella del biometano, che privilegiano l'impiego di biomasse residuali, tra cui gli effluenti zootecnici ed i sottoprodotti in un'ottica di economia circolare, e che utilizzano colture non alimentari e colture intercalari sono la sintesi di una  visione d'insieme, strategica e tecnologica di un percorso virtuoso in campo energetico ambientale. Dando la possibilità di recuperare anche le aree marginali e favorendo il ripristino della sostanza organica nei suoli attraverso l’utilizzo agronomico del digestato. Per assicurare continuità agli importanti risultati già raggiunti dal nostro Paese nel campo delle energie rinnovabili in ambito agricolo e sulla riduzione delle emissioni sull'assorbimento di Co2 occorrono politiche nazionali che siano in grado di fornire un quadro normativo stabile e certo, così come occorrono politiche di sostegno che siano capaci di raggiungere i nuovi obiettivi al 2030 dell'Unione Europea sul Clima e l'Energia. 

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