menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il tavolo dei relatori: al centro il ministro Martina

Il tavolo dei relatori: al centro il ministro Martina

«Fusione Arp e Consorzio casalasco: un esempio virtuoso da portare a modello in tutto il Paese»

Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina accoglie con grande favore la recente operazione strategica nel mercato italiano del pomodoro. Costantino Vaia: «La nostra arma segreta si chiama "made in Italy"»

«Un esempio virtuoso per l’agricoltura italiana e, nello specifico, per il mercato del pomodoro. Si tratta di un vero e proprio modello di aggregazione, che porterò ad esempio a livello nazionale e che continueremo a sostenere». Lo ha affermato, con soddisfazione, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina che, il 21 settembre, è intervenuto al padiglione Coldiretti di Expo Milano commentando la recente importante e strategica fusione di Arp con Consorzio Casalasco del Pomodoro. 
Oltre al ministro Martina erano presenti Costantino Vaia, Direttore Generale del Consorzio Casalasco del Pomodoro; Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti; Paolo Voltini, presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro e Presidente Coldiretti Cremona; Ettore Prandini, Presidente Coldiretti Lombardia; Simona Caselli, Assessore all’agricoltura, caccia e pesca, Regione Emilia Romagna.
«Il nostro ministero sarà sempre a disposizione per questo genere di strategie sul territorio» ha concluso Martina. 
«Questo è un modello che ha dimostrato di saper funzionare, adattandosi, e che riteniamo sia da promuovere identico in tanti altri settori» gli ha fatto eco l’assessore Caselli.

Costantino Vaia ha poi centrato il focus su Consorzio Casalasco, tracciandone brevemente il profilo storico e strategico-economico: «Valorizzare le produzioni agricole dei soci legati al territorio è la missione di queste due strutture che si trovano in Lombardia e in Emilia. Il nostro è stato un cammino importante e veloce. Abbiamo registrato una crescita rapida in termini di volumi d’affari, che nel 2000 era di 30 milioni di euro, mentre chiudiamo il 2015 con un fatturato di 270 milioni. Una crescita dovuta a fattori esterni (acquisizioni di concorrenti e marchi, fusioni) e interni (attività e investimenti di crescita aziendale, accordi strategici con i clienti). In Italia Consorzio casalasco è la prima struttura, in Europa è fra le prime tre. Però se allarghiamo lo sguardo sullo scenario internazionale del pomodoro, ci accorgiamo che non siamo poi così grandi, ma abbiamo un vantaggio rispetto a tutti, come Davide contro Golia. La nostra arma segreta si chiama “made in Italy”».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPiacenza è in caricamento