Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia Vigolzone

«Vogliamo poter irrigare con l’acqua del sub-alveo del Nure»

Siccità, interviene Gandi (associazione Rio Chiavica): «Il Nure non è del tutto secco ma ci viene impedito di prelevare l’acqua dal torrente. I pozzi non possono essere la soluzione, prevalgono burocrazia, ipocrisia e pregiudizio». Coltivazioni in sofferenza a Pontedellolio, Vigolzone, San Giorgio e Podenzano

«Non possiamo utilizzare l’acqua del Nure a Pontedellolio, a San Giorgio, a Vigolzone e a Podenzano. Non si può prelevare né dalla sponda destra né da quella sinistra a partire dal ponte di Pontedellolio fino alla confluenza con il Po e sono stati chiusi i rii San Giorgio e Rizzolo». Umberto Gandi, presidente dell’associazione “Rio Chiavica” e componente dei “Rivi del Nure” si aggiunge alle diverse segnalazioni e agli allarmi del mondo agricolo piacentino: manca l’acqua per le coltivazioni, i rubinetti sono stati chiusi dopo gli ultimi rilievi di Arpae.

La situazione del Nure, che è un torrente e non un fiume, è stata evidenziata nelle scorse ore anche dal sindaco di Vigolzone Gianluca Argellati e dai consiglieri regionali Matteo Rancan e Giancarlo Tagliaferri. «C’è ancora acqua che scorre nel Nure a Vigolzone – osserva Gandi – eppure per i parametri del Minimo Deflusso Vitale siamo obbligati a non prelevare. Solitamente la crisi idrica capita verso la fine di luglio: quest’anno la siccità la stiamo vivendo già da giorni, è un grosso problema».

Gandi rilancia una proposta dibattuta da anni in Valnure: la costruzione di una diga. «Senza un impianto e con un regimetorrentizio la situazione si ripeterà ancora in futuro. Non comprendiamo il Deflusso Minimo Vitale: la siccità del torrente farà morire i pesci del Nure e allontanerà qualche airone, ma non si può danneggiare in questo modo tutta l’agricoltura locale». Il vigolzonese illustra il quadro. «Gli agricoltori di questa zona riuscirebbero lo stesso ad avere l’acqua anche con il Nure asciutto, come è sempre stato dal 1400: i canali funzionavano ugualmente, bene o male captavano l’acqua anche dal sub-alveo. A Vigolzone abbiamo la chiavica che preleva tramite una galleria dal sub-alveo ed ha sempre garantito l’acqua alUmberto Gandi-2paese».

L’associazione aveva trovato un alleato, l’ex prefetto Maurizio Falco. «Riteneva una priorità da risolvere – ricorda Gandi - il tema idrico. Anche perché si trovò a gestire l’alluvione del 2015 e la siccità del 2017 che rischiò di far rimanere senz’acqua 30mila valdardesi. Fermare l’acqua è un bisogno sia per l’agricoltura che per la popolazione».

E i pozzi? «Rimangono un’alternativa, più frequente nella Bassa (dove c’è meno acqua) che qua in Valnure. Ma fino a qualche tempo fa non ne avevamo bisogno da queste parti, anche negli anni più secchi. Vista la situazione, che non cambia, siamo costretti a realizzarli, ma si sappia che sono una sciagura, ecologicamente parlando. Dobbiamo pescare l’acqua dai 100 metri in giù a Vigolzone (con notevoli costi), impegnando Diesel o energia elettrica, che di certo non fanno bene all’ambiente. Eppure avremo la possibilità di captare senza problemi dal sub-alveo…».  

Il mondo agricolo protesta. «Attualmente comanda la “Bip”ironizza Gandi -, una sigla che nasconde improperi ben peggiori. Ma che significa anche “burocrazia”, “ipocrisia” e “pregiudizio”: comandano purtroppo questi contro il buon senso. Si capisca, una volta per tutte, che l’acqua in superficie che finisce nei canali è un beneficio. E i pesci vivono nei nostri canali lo stesso».

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