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Gelate di marzo e aprile, attiva la piattaforma per la ricognizione dei danni delle imprese agricole

Chiuso il bando da 4,2 milioni per l’acquisto di attrezzature per prevenire o limitare gli effetti sulle coltivazioni. Altri 4 milioni di euro per bandi dedicati ai sistemi antibrina previsti nel Programma di sviluppo rurale 2021-2022

Le gelate di questi giorni hanno colpito in maniera pesante frutteti e coltivazioni, rischiando di compromettere le raccolte estive. E proprio per sostenere le imprese che si trovano, per il terzo anno consecutivo, alle prese con una situazione estremamente difficile che si somma alle difficoltà legate all’emergenza pandemica, la Regione si è attivata subito mettendo in campo diversi strumenti.  È già attiva, infatti, la piattaforma online all’indirizzo https://questionari.regione.emilia-romagna.it/643362?lang=it per raccogliere tutte le segnalazioni dei potenziali danni alle imprese agricole e permettere così una precisa ricognizione sul territorio. E poi le risorse finanziarie per agire d’anticipo e sostenere il comparto.

Si è appena concluso il bando regionale che ha messo a disposizione 4,2 milioni di euro di contributi alle imprese fino a un massimo di copertura dei costi del 70% per l’acquisto di materiali dedicati alla prevenzione dei danni causati dalle gelate primaverili.  Le domande sono state 62, suddivise in tutto il territorio regionale, con una prevalenza di imprese colpite nella provincia di Ravenna. I fondi residui saranno destinati ad altri interventi per la prevenzione dei danni da brina: verranno anche garantiti dalla Regione altri 4 milioni di euro di risorse per i sistemi antibrina col Programma di sviluppo rurale 2021-2022, per nuovi bandi. 

“Siamo molto preoccupati per i danni delle gelate dovute al cambiamento climatico, che genera fenomeni meteo devastanti sempre più frequenti- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Tre anni consecutivi di gelate colpiscono duramente la frutticoltura, in difficoltà già da tempo. Dobbiamo aiutare il sistema ortofrutticolo a resistere attraverso investimenti, ricerca e sostegno promozionale. Chiederemo ancora al Governo la deroga al decreto legislativo 102 e ci stiamo confrontando sulla proposta di riparto fatta dal ministero Politiche agricole per rendere subito disponibili i 20 milioni di euro ottenuti nel corso del 2020 sempre sul decreto 102 (sostegni alle imprese nelle emergenze e nei rischi) e metterli a disposizione delle imprese agricole, tenendo conto di chi ha avuto effettivamente i danni, con la stessa procedura che è stata applicata per i danni da cimice asiatica”.  

“E sempre nell’ambito delle risorse- incalza Mammi-, chiediamo al Governo la disponibilità dei 70 milioni di euro che erano stati stanziati per calamità del 2019 e 2020 grazie alla legge di stabilità. La Regione ha presentato al ministero delle Politiche agricole il progetto di rilancio concreto e dettagliato per il comparto ortofrutta in sei assi strategici. Ho chiesto personalmente in queste ore al ministro, Stefano Patuanelli, di convocare il tavolo nazionale dell’ortofrutta, chiedendo di lavorare subito sul miglioramento delle condizioni assicurative, per incentivare le aziende ad assicurarsi”. 

“Inoltre- chiude l’assessore- bisogna che il ministero ci aiuti a trovare soluzioni sul tema del costo del lavoro che andrebbe ridotto fortemente nei territori che da tempo subiscono danni enormi derivanti da fitopatie e cambiamenti climatici, come già accade in alcune parti del Paese. È indispensabile utilizzare le risorse del Recovery Fund per il comparto ortofrutta, dalla logistica all’innovazione per le aziende, con sistemi di protezione anche dalle gelate. Abbiamo bisogno di difendere e sostenere le buone produzioni della nostra terra, insieme al reddito dei nostri agricoltori. La Regione è al loro fianco”.

Gli assi del programma della Regione Emilia-Romagna di rilancio del settore ortofrutta

Il progetto strategico di sostegno e di rilancio per il settore frutticolo, da rendere operativo già dal 2021 e con una prospettiva almeno triennale, mira a ridurre i costi di produzione e a sostenere gli investimenti necessari per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la ricerca di nuove tecniche di difesa chimica e biologica, l’attivazione di strumenti per la gestione del rischio, l’incremento della sostenibilità lungo tutta la filiera, la riconversione varietale in funzione delle preferenze di gusto e della nuova domanda espressa dai consumatori e la promozione delle eccellenze regionali.

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