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Giovedì, 23 Maggio 2024
L'intervista

Armani: «Meglio l’indipendenza ma non escludo nulla sul futuro»

Lo stilista, alla soglia dei 90 anni, a “Bloomberg” ha parlato del futuro del gruppo che ha creato da zero, dall’ingresso in Borsa alla possibile acquisizione da parte di altri gruppi del lusso

Finché alla guida di Armani ci sarà lui, re Giorgio Armani, il suo gruppo rimarrà indipendente come lo è stato finora resistendo a più di una proposta. Per il futuro invece nulla è da escludere: né la vendita a uno dei grandi gruppi della moda e del lusso, che in Europa hanno i nomi dei francesi di “Lvmh” e “Kering”, né la quotazione in Borsa. A tre mesi dal suo 90esimo compleanno, il prossimo 11 luglio, lo stilista Giorgio Armani parla della successione, già predisposta da tempo, e non chiude le porte a ipotesi finora escluse come la fusione con un gruppo concorrente o un'Ipo per approdare su qualche listino. L'indipendenza dai grandi gruppi potrebbe ancora essere un valore per il gruppo in futuro, ma non mi sento di escludere nulla», ha dichiarato Armani in una intervista scritta a Bloomberg anche perché «Ciò che ha sempre caratterizzato il successo del mio lavoro è la capacità di adattarsi ai tempi che cambiano».

«Al momento non prevedo un'acquisizione da parte di un grande conglomerato del lusso. Ma, come ho detto, non voglio escludere nulla a priori, perché sarebbe un modo di agire poco imprenditoriale». In particolare, ha proseguito, «La quotazione è qualcosa di cui non abbiamo ancora discusso, ma è un'opzione che potrebbe essere presa in considerazione, si spera in un lontano futuro». Sull'assetto che prenderà l'azienda alla sua successione ha confermato quanto già deciso con la nascita della “Fondazione Giorgio Armani” che per ora detiene lo 0,1% della holding del gruppo mentre il restante 99,9% è nelle sue mani.

«Quando si parla di successione, penso che la soluzione migliore sarebbe un pool di persone fidate a me vicine e scelte da me. Questa sarebbe anche l'opzione più strategica, vista l'ampiezza delle attività in cui è coinvolto il gruppo», ha spiegato ribadendo che «La fondazione deciderà e governerà il futuro del gruppo Armani perché le persone più vicine a me sono al timone». Si tratta di dell'amico e manager Leo Dell'Orco, delle nipoti Silvana e Roberta Armani, figlie del fratello Sergio, e del nipote Andrea Camerana, figlio della sorella Rosanna.

Lo stilista e imprenditore ha aggiunto che non vede una singola persona prendere il suo posto alla guida del suo impero. «Ho iniziato da solo con una piccola azienda e l'ho trasformata, pezzo dopo pezzo, in un gruppo di rilevanza internazionale, grazie anche al prezioso contributo dei collaboratori che ho scelto strada facendo. Lo scenario adesso è molto diverso rispetto a quando ho iniziato, quindi immagino più funzioni coordinate per chi verrà dopo di me, il che è molto più efficiente».

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