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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Economia

Giovani agricoltori: coniugare tradizione ed innovazione

Sono giovani, hanno entusiasmo e le idee chiare e grazie al fatto di avere genitori che li supportano ancora in azienda sanno coniugare la tradizione con l’innovazione perché sono i figli della rivoluzione tecnologica. I nuovi imprenditori agricoli che più di altri si impegnano per cogliere le nuove sfide alimentari e dell’ambiente, valorizzando le produzioni di uno specifico territorio si sono presentati agli allievi del Campus Agroalimentare Raineri-Marcora di Piacenza, nell’ambito del 3° workshop sull’agricoltura organizzato con il sostegno di Bayer, un evento coordinato da Roberto Rabachino, Presidente Nazionale dell’Associazione Stampa Agroalimentare Italiana.

Ha aperto le presentazioni delle realtà aziendali Giovanni Maresca, uno dei protagonisti del rinnovamento tecnico dell’Azienda Agricola Maresca di Chieuti (FG), che coltiva grano, attraverso l’utilizzo di attrezzature più moderne e metodi più sostenibili per limitare i danni dei mutamenti del clima. “Investire in imprenditoria agricola – ha detto Maresca agli studenti – significa amare il territorio in cui viviamo, valorizzando le tradizioni locali agroalimentari, con la creazione di una filiera certificata e tracciata. Bisogna predisporre progetti razionali ed umili con le nuove tecnologie in aiuto dell’uomo”.

Sara ed Elena Ferrari proseguono e coadiuvano il padre nella gestione dell’allevamento di vacche da latte a Viustino di San Giorgio Piacentino (PC); si sono diplomate al Campus Agroalimentare Raineri-Marcora di Piacenza, quindi l’Università. Sara si è laureata in Allevamento e benessere animale, Elena in Scienze e tecnologie delle produzioni animali.
“La divisione dei compiti in azienda è la giusta maniera per andare avanti in armonia; Sara si occupa di vacche da latte adulte ed è fissa in stalla, io- ha detto Elena- di vitelli, ma d’estate mi occupo dell’azienda dove coltiviamo mais ed erba medica e ciò che serve all’alimentazione degli animali. Siamo però interscambiabili; l’Università ci ha fornito gli strumenti per affrontare il lavoro in modo più consapevole”. Le sorelle Camilla e Selene Capurso (la famiglia è presente dal 1876) sono parte integrante nell’azienda  dove si coltiva la vite. E’l’Agricola Moranda di Nesente di Valpantena a Verona, dove si produce Amarone e Valpolicella. Un’azienda vitivinicola a ciclo produttivo completo, dal vigneto al bicchiere. L’agricoltura sostenibile è alla base della loro attività, così come l’innovazione. L’azienda è stata infatti la prima in Italia ad aver aderito al progetto della Bayer ForwardFarming che ci ha consentito di migliorare le nostre conoscenze ed applicare le tecnologie più adatte alle nostre esigenze per raccogliere uve sane di qualità, senza sprechi e dispersione di prodotto.

Tramite piattaforme online possono ricevere dati utili sulle coltivazioni in tempo reale, per difenderle da malattie e insetti nocivi solo se e quando serve. Applicano l’agricoltura di precisione con “Movida” per la gestione di peronospora e oidio e trappole per la tignola con fotocamera digitale collegata allo smartphone. Ed utilizzano sistemi all’avanguardia per la distribuzione di agrofarmaci nel rispetto dell’ambiente e della salute. Il “Phytobac”, per esempio, è un sistema automatico per degradare naturalmente gli agrofarmaci presenti nelle acque di lavaggio delle macchine agricole e una capannina metereologica, sempre collegata al telefonino. Emanuele Budroni, referente del progetto Startup4life di Ameri Communications ha parlato agli studenti della dedizione indispensabile a trasformare una buona idea in un lavoro. “Perseveranza e applicazione- ha detto Budroni- costituiscono la differenza; con il web ci sono enormi possibilità enormi per raggiungere target di pubblico un tempo inaccessibili”.

Infine Roberto Milletti, Responsabile Unità Analisi e Informazione di Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare) ha trattato della “mission” dell’Istituto che dipende dal Mipaf e dei diversi i finanziamenti e i bandi, come il recente avviso per il primo insediamento di giovani in agricoltura, che dispone di uno stanziamento di 65 milioni di euro. La “Banca delle terre agricole” permette invece a chi vuole coltivare di accedere ad un database di terreni liberi, con corsia preferenziale per i giovani. “Ci sono soluzioni anche per il ricambio generazionale. Se un giovane entra nell’azienda di famiglia, può predisporre un piano di sviluppo e di ammodernamento a tasso zero. Ismea mette a disposizione, inoltre, fideiussioni per i giovani». Insomma idee e stimoli a non finire per i futuri tecnici dell’agro-alimentare piacentino.

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