In Emilia Romagna giovani scettici su lavoro e scuola

E' il quadro che emerge dalla ricerca sulla precarietà giovanile realizzata dall'Università di Modena e Reggio che ha coinvolto i Comuni di Cesena e Piacenza. Sono oltre 400 i ragazzi, tra i 15 e i 34 anni, che hanno preso parte all'indagine

Il lavoro e anche la scuola generano sempre più scetticismo e pessimismo nei giovani dell'Emilia-Romagna, che ormai si sentono sicuri solo in famiglia e tra amici. E' il quadro che emerge dalla ricerca sulla precarietà giovanile realizzata dall'Università di Modena e Reggio, su impulso del Comune di Modena, in collaborazione con la Regione, che ha coinvolto i Comuni di Cesena e Piacenza. Sono oltre 400 i ragazzi, tra i 15 e i 34 anni, che hanno preso parte all'indagine, coordinata dal professor Claudio Baraldi. Lo studio, anche se riguarda solo tre città, è fatto in modo da rappresentare l'intero panorama regionale. Risulta quindi che il 70,4% degli intervistati studia ancora, mentre il 29,6% non e' piu' sui banchi di scuola. Tra questi, il 73% e' precario (16% in cerca di prima occupazione, 19% a tempo determinato, 14% a progetto) o disoccupato (23%). In generale il grado di fiducia e' ancora alto tra i giovani (71,5%), anche se i piacentini vedono piu' nero (il 64% e' ottimista contro l'82% dei modenesi). Ma guardando al futuro, i ragazzi emiliano-romagnoli inquadrano piu' rischi che sicurezze.

L'81,6% degli intervistati e' piu' preoccupato oggi di un anno fa, segno di una crescente crisi di fiducia, mentre solo il 45% e' piu' ottimista rispetto al passato. Questo significa che oltre il 36% dei giovani intervistati non ha piu' fiducia e vede piu' rischi per se' in futuro. Inoltre, la maggioranza (il 43,7%) risponde che oggi e' piu' difficile prendere decisioni rispetto a un anno fa. La preoccupazione e' piu' alta tra le ragazze (il 60% e' piu' sfiduciata che in passato) e tra chi ha piu' di 20 anni (solo il 65% e' ottimista). A far crescere la paura nei giovani e' ovviamente il contesto lavorativo (il 65,5% si aspetta di essere precario dopo un anno e il 53% dopo 10 anni).

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Matteo Marchi, assessore ai Giovani del Comune di Cesena, sottolinea il "quadro di grossa difficoltà'" che emerge dalla ricerca e il fatto che "l'insicurezza sul lavoro e' il cardine di un'insicurezza piu' generale legata al progetto di vita futura dei giovani". Paola Beltrani, assessore ai Giovani del Comune di Piacenza, segnala infine che i ragazzi di Piacenza appaiono i più sfiduciati perché la ricerca ha colto "uno standard di giovani più anziano e quindi da più anni a contatto con la precarietà".
(Fonte Dire)

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