Eataly, apertura slittata. Botti: «Sempre la stessa storia, stufi di essere presi in giro»

Botti: «Ci tocca assistere all'ennesima conferenza stampa, che ormai si ripete ciclicamente ogni sei mesi da tre anni a questa parte, in cui si annuncia nuovamente una mancata apertura. Stanchi di essere presi in giro. L'unica cosa buona di tutta questa storia saranno gli 80-120 posti di lavoro che si attiveranno»

Un'immagine dell'aperitivo propiziatorio del Pdl

«Dopo aver scomodato più volte Santa Lucia, Babbo Natale e la Befana per la mai avvenuta inaugurazione di Eataly, ci tocca assistere all’ennesima conferenza stampa, che ormai si ripete ciclicamente ogni sei mesi da tre anni a questa parte, in cui si annuncia nuovamente una mancata apertura» a dirlo in una nota Giovanni Botti, consigliere comunale Pdl.

E continua: «Si rimanda tutto in primavera. Ora per le date di inaugurazione bisogna decidere bene, perché tra le feste cattoliche da tirare in ballo mancano solo l'Assunta e Pasqua, ma forse proprio per la ricorrenza della Resurrezione sorgerà dalle ormai ceneri della Cavallerizza la tanto attesa Eataly».

«Siamo però davvero stanchi di essere presi in giro. L’unica cosa buona di tutta questa storia saranno gli 80-120 posti di lavoro che si attiveranno - sinceramente il margine tra il numero minimo e massimo mi sembra un po’ eccessivo ma lascio libero sfogo alla fantasia imprenditoriale altrui. Perché per il resto c’è poco da essere contenti: l’affitto dovuto è una cifra irrisoria (è praticamente la stessa che pagano le bancarelle del mercatino natalizio per stare in piazza 40 giorni, loro 22mila, lui in un immobile storico in centro 32mila all’anno). I prodotti piacentini venduti saranno attorno al 20% o poco più. E tra l’altro nessuno sa se i nostri prodotti saranno esportati negli altri punti Eataly nel mondo, a che prezzo e soprattutto quali. Un volano dell'economia che per ora rimane solo un boomerang che continua a girare su se stesso».

E conclude: «Quest'estate siamo stati scherzati dall'Assessore e dal costruttore per il nostro aperitivo propiziatorio, eppure non avevamo tutti i torti nel dire che quest'attesa inizia ad essere estenuante, per i cittadini e per il rilancio del centro storico. Sempre che tale attività commerciale sia davvero occasione di sviluppo economico per Piacenza, ma ci crediamo poco. Trapela la notizia di un polo didattico che potrebbe sorgere attorno ad Eataly negli spazi abbandonati della Cavallerizza. Chissà, bell’idea! Però con le idee ci facciamo ben poco. Diceva Gaber che “un'idea finché resta un'idea è soltanto un'astrazione; se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione”. Buon appetito allora, anche se per adesso non c’è niente da mangiare».

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