Grano duro: «Per la prossima annata agraria conviene coltivarlo»

Lo ha ribadito il responsabile acquisti della Barilla Emilio Ferrari intervenendo al convegno che si è svolto alla Sala Bertonazzi al Palazzo dell’Agricoltura dedicato al tema “Filiera del grano duro: criticità e opportunità”

L'incontro

«Grano duro: per il prossimo anno conviene coltivarlo perché è previsto un potenziale aumento dei prezzi; questo grazie ai consolidati contratti da tempo instaurati tra il Consorzio Terrepadane e Barilla». Lo ha ribadito il responsabile acquisti della Barilla Emilio Ferrari intervenendo al convegno che si è svolto alla Sala Bertonazzi al Palazzo dell’Agricoltura dedicato al tema “Filiera del grano duro: criticità e opportunità”, un incontro organizzato dal Consorzio Terrepadane, per fare un quadro della situazione fitosanitaria e di mercato e per sottolineare le varietà di grano duro consigliate in base alle caratteristiche dei territori, tenuto conto che, com’è emerso con chiarezza dai relatori, le nuove varietà selezionate, unitamente ad adeguate pratiche agronomiche, sono fondamentali per prevenire la fusariosi e la volpatura che da un paio d’anni è ricomparsa anche nel territorio piacentino.

Infatti nei 5mila ettari investiti nel nostro territorio sono soprattutto i contratti di coltivazione di Terrepadane,  che rappresentano uno strumento per indirizzare l’azienda agricola nella scelta delle varietà da seminare, nelle tecniche agronomiche da adottare e nella vendita dei cereali proprio, come ha ricordato il tecnico di Terrepadane Marco Capelli «con i contratti di coltivazione l’azienda agricola riceve indicazioni in merito alle varietà da seminare ed adotta un disciplinare tecnico contenente linee agronomiche suggerite dall’ufficio tecnico di Terrepadane, impegnandosi al raggiungimento di determinati parametri qualitativi espressamente indicati nei contratti di coltivazione. Terrepadane riconosce un prezzo di acquisto di alto livello, valorizzando i prodotti consegnati, aggiungendo premi legati alla qualità del prodotto, ed impegnandosi a sostenere l’azienda agricola versando alla consegna del prodotto, un acconto che può raggiungere anche il 50% del suo valore. Una formula concepita per garantire e salvaguardare il reddito agli agricoltori, e che permette loro di essere  seguiti fin dalla semina dagli agronomi di Terrepadane».

Il presidente Marco Crotti nel suo saluto ha chiesto (non solo per il grano duro, ma anche per il pomodoro) «garanzia di reddito e maggiore istintività; noi da anni portiamo avanti una cultura della sostenibilità, ma questa deve determinare un reddito adeguato; le pressioni sui mercati internazionali non ci lasciano tranquilli, ci sono troppe variabili che non giustificano le scelte adottate fino ad ora. Per questo dobbiamo motivare in modo reale i produttori per le future programmazioni».

Il professor Vittorio Rossi dell’Università Cattolica ha focalizzato le problematiche relative alla volpatura , ricomparsa dopo anni di assenza dalle nostre colture e che colpisce le cariossidi. Si tratta di diversi funghi che riducono la qualità tecnologica, l’energia germinativa, con micotossine non pericolose come altre (mais) ma comunque presenti. Determinanti talune condizioni ambientali (umidità elevata e persistente); ora c’è a disposizione un modello matematico (che va comunque perfezionato), ma sicuramente importanti sono le scelte varietali, seme sano e buone pratiche colturali.

Argomenti di cui ha trattato il tecnico di Terrepadane Giorgio Mazzoni che ha sottolineato i cambiamenti climatici: «Essenziali le scelte varietali, seme certificato, concimazioni equilibrate, corretta difesa fitosanitaria; ma conta molto anche il ripristino della fertilità dei suoli con la bio- stimolazione. Le varietà consigliate: Tito Flavio, Ovidio, Cesare, Minosse Athoris».

«Insomma oggi c’è molta attenzione alla qualità della materia prima e la premialità è collegata alla qualità, anche dalle misure del Psr; il calo del grano duro è stato compensato dall’aumento del tenero ma quello che conta - come ha ricordato anche il direttore generale Terrepadane Dante Pattini -  è che gli agricoltori si devono affidare al loro Consorzio che da anni con gli accordi con Barilla tutela il loro reddito».

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«I contratti sono stati rinnovati per l’Emilia-Romagna e da qui dobbiamo ripartire con convinzione; la novità è ora una convenzione per un grano tenero sostenibile che avrà un suo particolare protocollo. Terrepadane sempre in prima linea per l’agricoltura del futuro, ma soprattutto per tutelare il reddito dei suoi agricoltori».

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