Grano duro, si prevede l'aumento del prezzo a favore degli agricoltori

Nel Piacentino sono quasi 8mila gli ettari dediti a grano duro. Al palazzo dell'Agricoltura esperti a confronto per valorizzare la filiera

La favorevole notizia è arrivata da Emilio Ferrari responsabile acquisti grano duro e semola di Barilla: il prossimo anno il prezzo, in base alle previsioni di un aumento delle superfici di grano tenero e diminuzione di quelle a grano duro, dovrebbe garantire una remunerazione più interessante. Lo ha detto partecipando al convegno "Grano duro nuove prospettive per il 2019" organizzato al Palazzo dell’Agricoltura dal Consorzio Terrepadane.

«In Italia se sono raccolti 4,7 milioni di quintali, con proteine alte, con qualche problematica qualitativa ed una bassa contaminazione Don (micotossina da Fusarium), i prezzi di tenero e duro si sono avvicinati e quindi è possibile una riduzione di ettari del duro, quindi seminatelo». Non a caso, come ha illustrato Marco Cappelli responsabile cereali e mangimi di Terrepadane, con Barilla è in atto uno storico accordo di conferimento, un modello di organizzazione dal campo alla tavola che assicura una percentuale di prezzo garantito (con incrementi in base alla qualità) ed il rimanente in riferimento ai listini della Borsa merci di Bologna».  «Il contratto - ha ricordato Cappelli - porta un valore aggiunto all’azienda agricola e garantisce al consumatore finale un prodotto tracciato ottenuto seguendo un corretto disciplinare di produzione».

Delle problematiche fitosanitarie, dopo il saluto del direttore generale del Consorzio Terrepadane Dante Pattini (le conclusioni sono state tratte dal presidente Marco Crotti), ha trattato Vittorio Rossi, docente di Scienze agrarie, alimentari ed ambientali alla Cattolica di Piacenza. «Sono importanti - ha rilevato - tutte le fasi fenologiche, ma le ultime sono quelle più rilevanti per la sostanza secca. E’ fondamentale comunque la scelta varietale che influenza poi anche le successive strategie di difesa ed il monitoraggio delle condizioni ambientali, perché le malattie variano in base all’andamento stagionale. Le più temute sono la fusariosi e la septoriosi ma è preallarme per il diffondersi della ruggine nera, prima poco presente nelle nostre aree».

«E’ comunque essenziale - continua -  trattare nell’imminenza dell’infezione, con attenta analisi dei fattori di rischio, oggi con Horta, spin off della Cattolica, c’è la possibilità di un monitoraggio in tempo reale che avverte direttamente sugli smartphone e non solo per il grano, ma anche per le altre colture».  Paolo Guardiani responsabile qualità di Terrepadane ha trattato dei controlli su tutta la filiera, dalla coltivazione (grazie ai servizi agronomici), allo stoccaggio fino alla trasformazione. Nella seconda fase (stoccaggio) avviene un campionamento ed una analisi che determina il valore del prodotto, poiché le consegne all’industria molitoria avvengono a distanza di mesi, la gestione deve essere ottimale; bisogna lavorare sulla prevenzione, con manutenzioni accurate, soprattutto con la tecnica del freddo per gli insetti. I silos vengono controllati per verificare eventuali contenuti di pesticidi, metalli pesanti e micotossine; il conferimento avviene con mezzi che trasportano solo cereali; se ne verifica l’idoneità ad ogni viaggio. Infine Giorgio Mazzoni responsabile agronomico e filiere di Terrepadane ha trattato delle varietà consigliate per il 2019 che vengono proposte per i contratti, in grado di garantire ottime qualità organolettiche come Athoris, Pigreco e Marco Aurelio, Claudio, mentre per il bio, settore in forte crescita, massima attenzione per le tecniche agronomiche. 

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