Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

Chiude a Piacenza "Servizi Italia": «Questo il ringraziamento per i lavoratori impegnati durante l'emergenza»

I sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl di Piacenza commentano la chiusura della sede cittadina di Servizi Italia, azienda che si occupa di lavaggio di biancheria ospedaliera. Trasferiti fuori provincia 58 dipendenti

Nella mattinata di giovedì 22 ottobre, i sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl di Piacenza con i segretari generali Massimo Tarenchi e Massimo Pelizzari, hanno commentato la notizia della chiusura di Servizi Italia spa di Piacenza, azienda che si occupa di lavaggio di biancheria ospedaliera al servizio dell'ospedale cittadino con 58 dipendenti - 56 a tempo indeterminato di cui 45 donne e 11 uomini - che verrebbero trasferiti in massa fuori provincia, per il 65% nella sede di Castellina di Soragna e per il 35% in quella di Bolzaneto, entro la fine dell'anno.

«La notizia di questo trasferimento è arrivata come un fulmine a ciel sereno martedì pomeriggio: a seguito di una semestrale disastrosa a livello nazionale, l'azienda ha deciso di chiudere la sede di Piacenza, operando spostamenti che di fatto sono dei licenziamenti mascherati», ha illustrato Massimo Pelizzari di Femca Cisl. «E' ovvio che per chi accetterà questo trasferimento ci sarà un cambiamento di vita importante: durante l'incontro con i lavoratori è emerso come qualcuno non possa fare a meno di accettarlo, così come per altri risulta impossibile. E' uno spostamento che farà tante vittime».

Spending review che negli annihanno portato un continuo appalto al massimo ribasso che, di fatto, penalizza maggiormente le realtà più serie: «Nonostante l'azienda denunci con noi questo problema, è evidente come ancora una volta prevalgano le ragioni finanziarie rispetto alla vita delle persone, quelle stesse che durante i mesi di lockdown, nel pieno del Covid-19, hanno lavato tutte le lenzuola dei reparti e le divise di medici, infermieri e operatori del 118, permettendo ai sanitari di svolgere il loro lavoro in sicurezza e che ora vengono ringraziate così».

«Quando si viene messi nelle condizioni di lavorare in perdita, vedi le gare per questi appalti, vuol dire che il sistema è malato e inevitabilmente crea le condizioni di doversi riorganizzare o chiudere. Le motivazioni sono oggettive, ma è anche vero che un'azienda che dal 2012 ad oggi ha sempre perfomato in maniera positiva, alla prima semestrale negativa non può subito iniziare a tagliare» continua Massimo Tarenchi di Filctem Cgil. «Il nostro territorio da tempo sta già vivendo uno spopolamento produttivo, e togliere 58 persone è un problema sotto tanti punti di vista: siamo molto infastiditi dai tempi e dalle modalità. Abbiamo richiesto un tavolo di mantenimento occupazionale a Provincia e Regione, per non lasciare nulla di intentato e provare ad ottenere tutte le garanzie possibili».

«Cercheremo di accompagnare i lavoratori in un trasferimento quanto più sereno possibile, con il massimo mantenimento dei posti di lavoro», concludono. «L'azienda ci ha garantito l'interesse di spostare tutte le persone nella sede indicata, in quanto ha bisogno del loro apporto produttivo».

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