«I vertici uscenti non possono ricandidarsi, veniamo da tre anni di perdite che hanno dimezzato il patrimonio»

Il futuro della banca “Bcc Centropadana” si decide all’assemblea dei soci del 26 maggio. La lista “Rocca” accusa i vertici uscenti della banca: «Banca d’Italia li ritiene incandidabili»

Il futuro della banca è ancora tutto da decidere. Ma la scelta dei vertici è al centro di un’aspra polemica. Lo scorso aprile Banca d’Italia ha decretato l’incandidabilità dei consiglieri di amministrazione uscenti di banca “Bcc Centropadana” che hanno rivestito questa carica nei due ultimi mandati, a partire dal presidente Serafino Bassanetti e dai due vice Maura Bergamaschi e Guerrino Saviotti. I tre, per Banca d’Italia, non possono ripresentarsi a guidare la banca lodigiana, presente in sei province tra cui quella piacentina. Il 26 maggio si terrà l’assemblea dei soci al Crowne Plaza Hotel di San Donato Milanese.

Sulla vicenda è da registrare la protesta della lista avversaria che ha come capofila Mario Rocca. Nella lista c’è anche il piacentino Sebastiano Cavalli, che interviene per esprimere la posizione della sua compagine. «Nonostante tre anni di perdite – spiega Cavalli - che hanno quasi dimezzato il patrimonio della banca, una situazione di redditività quasi inesistente e il recente provvedimento di Bankitalia che ha richiesto un generalizzato ricambio dei vertici aziendali, il 13 maggio l’avvocato Bassanetti ed i suoi consiglieri (con voto contrario di Madonini), in violazione degli artt. 28 - 28 bis – 30 e 35 dello Statuto e degli artt. 19 e 21 del vigente Regolamento elettorale, hanno arbitrariamente e quindi illegittimamente candidato una nuova lista di nominativi, con capofila il signor Baietta e composta dagli ulteriori seguenti nominativi: Ambrogio Abbà, Elia Bergamaschi, Ennio Andrea Bonvissuto, Luca Cambiè, Andrea Fedele, Paolo Fontana, Luciano Fugazza, Alberto Noro, Dario Raimondo Cominesi e Mauro Vignola.

In considerazione della irritualità delle candidature delle persone su esposte, il 19 maggio i legali della lista con capofila Rocca, in relazione al prossimo rinnovo delle cariche sociali, hanno inviato una diffida all’Organo amministrativo di Banca Centropadana (con opportuna conoscenza a Banca Italia, ICCREA e Collegio sindacale) al rispetto delle norme di Legge, di Statuto e regolamentari, invitando inoltre il Collegio Sindacale e la Capogruppo ICCREA a vigilare sul corretto svolgimento della competizione elettorale del prossimo 26 maggio 2019. Con tale diffida i legali hanno fin d’ora reso edotto il Cda uscente che, qualora la lista da questo proposta venisse nominata: “impugneranno senza indugi gli esiti elettorali innanzi alla competente Autorità Giudiziaria e adotteranno ogni più opportuna iniziativa nei confronti di coloro che, col loro voto, abbiano violato le norme statutarie e regolamentari.”

Il 20 maggio, a soli sei giorni dall’assemblea dei soci, sempre il medesimo CDA uscente e dichiarato da Bankitalia incandidabile (e Sebastiano Cavalli-2sempre con voto contrario di Madonini), nonostante i solleciti di ICCREA e la nostra diffida, ha proseguito imperterrito nella illegittima proposta di candidatura di nominativi incredibilmente dallo stesso organo indicati.

Tutto ciò posto, ci preme avvertire tutta la base sociale che, l’eventuale nomina della lista proposta dal Consiglio d’amministrazione uscente con capofila Baietta è illegittima e verrà resa nulla dalla successiva azione giudiziaria che, senza indugio, noi intraprenderemo il giorno successivo alle elezioni, per tutelare tutta la base sociale (e di fatto la nostra Banca) da un pregiudizio imminente e irreparabile quale sarebbe quello della elezione di un siffatto nuovo organo amministrativo, essendo il medesimo rappresentativo di una palese violazione della Legge, dello Statuto, del Regolamento elettorale, dei provvedimenti di Banca d’Italia e di quanto indicato dalla capogruppo, esponendo ulteriormente l’istituto ad ulteriori danni reputazionali.

Non esiste nel comune diritto civile né che un consiglio d’amministrazione possa proporre una lista di candidati di propria emanazione né che tale lista possa essere candidata senza il minimo rispetto dello statuto e del Regolamento elettorale al quale la nostra lista si è attenuta sin dal 27 febbraio 2019.

La banca è dei soci e non dell’attuale Cda. Queste situazioni devono finire. Non temiamo smentite perché è tutto contenuto in documenti ufficiali (oltreché sulla stampa) che saranno sottoposte alle autorità competenti nel caso l’Assemblea non si svolga correttamente ovvero nel rispetto della Legge, dello statuto e del Regolamento elettorale. Ci attendiamo che i soci della nostra Banca, resi consapevoli delle predette azioni compiute dal Cda uscente del presidente Bassanetti, assumano responsabilmente la propria scelta di voto per il bene dell’istituto».

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