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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Economia

Il “Bianco d’Italia” vola a Dubai

Il “Bianco d’Italia”, formaggio a pasta dura prodotto dal Consorzio Agri Piacenzalatte, è stato selezionato per partecipare, unico formaggio piacentino e tra i pochi in Italia, al “The speciality food festival” a Dubai

Il “Bianco d’Italia”, formaggio a pasta dura prodotto dal Consorzio Agri Piacenzalatte, è stato selezionato per partecipare, unico formaggio piacentino e tra i pochi in Italia, al “The speciality food festival” a Dubai, manifestazione che si terrà dal 7 al 9 novembre, nell’ambito di Expo 2020 che si svolge, com’è noto, presso la modernissima città degli Emirati Arabi. Nel Padiglione Italia sarà presente anche il Molino Dallagiovanna. Per il Consorzio parteciperà un rappresentante che sarà supportato da Aurora Semprini, “assistat businnes development” che coordinerà l’azione promozionale presso questa importantissima piazza commerciale. Oltre al mercato nazionale, il Bianco d’Italia si sta infatti affermando anche a livello internazionale, con un costante aumento dell’export sia in Canada, che negli Stati Uniti.

Le sue prerogative organolettiche (è inoltre prodotto con caglio non animale) lo distinguono da numerosi altri formaggi duri presenti sul mercato, sia perché si utilizza esclusivamente latte italiano, ovvero quello dei consorziati in Agri Piacenza latte, sia perché pur conservando le caratteristiche di un prodotto tradizionale, per la sua produzione vengono utilizzate tutte le tecnologie più moderne non solo per ottenere una maggiore garanzia igienico sanitaria per il consumatore, ma anche per ottenere un’assoluta qualità costante nel tempo. ?

Una soddisfazione ulteriore dunque per il Consorzio che proprio in virtù del successo di questo formaggio, sta raddoppiando i magazzini di stagionatura presenti nel caseificio di Cortemaggiore. E’ stata una scelta lungimirante voluta dal consiglio di amministrazione del Consorzio presieduto da Marco Lucchini, proprio con l’intento di creare un valore aggiunto trasformando il latte dei soci, nei momenti in cui il mercato del latte segnava un eccesso di ribasso. Quindi si è deciso di affiancare una produzione separata da quella del Grana padano Dop.

Del resto nemmeno in questo momento il mercato del latte fresco se la passa bene per l’aumento esponenziale dei costi produttivi, non solo quelli energetici, ma soprattutto per quello delle materie prime per l’alimentazione dei bovini, tanto che complessivamente si è generato un costo complessivo del latte alla stalla che è prossimo ai 46 cent. Un valore che rende davvero ardua la sopravvivenza di tante stalle ed è per questo che la trasformazione diventa fondamentale per preservare il reddito degli allevatori. Bianco d’Italia docet!

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