Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

«Il consorzio agrario è una struttura preziosa per le aziende del territorio»

Plauso di Confagricoltura ai progetti e all’assistenza in campo per agevolare l’innovazione delle aziende

Sono diverse le aziende associate a Confagricoltura Piacenza che usufruiscono del supporto di consulenza agronomica e mangimistica erogato dal Consorzio Agrario Terre Padane, oltre ad acquistarne prodotti e mezzi. La realtà consortile, in sinergia con le aziende, realizza anche progetti di innovazione per la messa in campo di tecniche colturali e di gestione aziendale avanzate. «Siamo orgogliosi di questa realtà e plaudiamo alla positive collaborazioni con le aziende», commenta Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza. Recentemente, ma è solo l’ultima in ordine di tempo, è stata illustrata, anche a mezzo stampa, la collaborazione con l’Azienda Agricola La Tosa: prestigiosa realtà vitivinicola e agrituristica che Confagricoltura Piacenza si fregia di poter annoverare tra gli associati. 

«È un’ulteriore riprova del fatto – prosegue Gasparini - se mai ce ne fosse bisogno, che il Consorzio non appartiene a una determinata organizzazione sindacale, né vi deve appartenere, perché è al servizio, da oltre 100 anni, delle imprese del territorio e dell’agricoltura piacentina”.  Sulle sorti della storica realtà consortile che già da qualche anno è convogliata in Terrepadane, Confagricoltura Piacenza coglie dunque l’occasione per ribadire di scongiurare la possibilità di un nuovo riassetto che contempli una fusione in una compagine societaria più vasta. Ciò potrebbe minare la tenuta del profondo legame con il nostro territorio a cui garantisce assistenza e mezzi, fornisce servizi, ma da cui, anche, ricava un importante fatturato. L’agricoltura piacentina è, infatti, una delle espressioni più avanzate dell’agricoltura moderna, con comparti che guidano l’agricoltura nazionale, come il pomodoro da industria, il lattiero caseario, altri che hanno un importante valore di pregio, come il vitivinicolo. Se il Consorzio oggi è quello che è, lo si deve anche a questo specifico tessuto imprenditoriale che ha sempre investito nello sviluppo di nuove tecnologie. Qualunque sia l’assetto che Terre Padane intenderà assumere – conclude Gasparini - è necessario che il know-how specifico della nostra provincia sia tutelato attraverso la garanzia di mantenere inalterati gli standard di assistenza e fornitura che il consorzio fino ad oggi ha garantito anche grazie alla capillare rete di assistenza tecnica e al forte presidio delle singole esigenze degli imprenditori agricoli.  Non va poi tralasciato che la ricchezza patrimoniale e immobiliare di Terrepadane è frutto del contributo di tutti gli agricoltori, è dunque legittimo che questi si chiedano che ruolo Terrepadane giocherà e cosa ne sarà di tutto il patrimonio costituito negli anni grazie ai soci piacentini».

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