Economia

Il Consorzio Agrario “Terrepadane” rimane piacentino

Resi noti i risultati del rinnovo del Consiglio d'amministrazione del consorzio agrario: eletti i consiglieri contrari alla fusione nel Cai. Il più votato è il presidente uscente Crotti

Finalmente i risultati delle votazioni per il rinnovo del Consiglio di amministrazione sono stati resi noti: il Consorzio agrario Terrepadane rimane piacentino, ovvero conferma tutti i consiglieri della lista guidata dal presidente Marco Crotti. In tal modo viene a cadere la possibilità che Terrepadane possa essere inglobata nei Consorzi agrari d’Italia come chiedeva invece Coldiretti (gran parte degli attuali consiglieri tra l’altro ne sono soci “storici” e Crotti ha ricoperto fino a pochi mesi fa la carica di presidente) che aveva nel frattempo presentato 11 propri candidati ed ha contestato le modalità di svolgimento delle elezioni in quanto non sono stati allestiti seggi nelle altre provincie ne sono state permesse le deleghe.

Crotti aveva a suo tempo affermato che «Coldiretti di fatto ha politicizzato queste elezioni, ma inglobare Terrepadane nel Cai - ribadisce Crotti- è profondamente ingiusto per tutto il territorio; significa mettere le mani su uno dei pochi Consorzi che va bene, ma soprattutto questo progetto manca del tutto di un piano industriale. Noi non eravamo - come qualcuno ha detto - contrari a priori, anzi ho cercato a lungo un’intesa, perché anch’io credo nelle fusioni ma solo in quelle che danno più forza sui mercati, ma devono basarsi solo su progetti condivisi e non imposti; non si conosce nulla di quelli futuri del Cai, con il rischio di deleterie delocalizzazioni».

Insomma in altri termini il presidente Crotti temeva la creazione dell’ennesimo “carrozzone”. «Abbiamo - aveva ribadito - la responsabilità verso 200 dipendenti e le loro famiglie che servono migliaia di imprese; non vogliamo il rischio di chiusure dopo avere investito molto sulle persone e la loro professionalità e questo è un patrimonio da difendere ad ogni costo.

«Terrepadane - ha detto Crotti - vuole ulteriormente valorizzare il proprio patrimonio di esperienza e di uomini a favore del territorio. Se poi ci sarà un progetto (anche del Cai) che ci possa ulteriormente valorizzare, non lo escludiamo a priori, ma solo di fronte ad un chiaro ed univoco piano industriale e solo se il progetto darà garanzie».

Questi i nominativi del nuovo CdA che provvederà nella prima seduta ad eleggere i vertici del Consorzio stesso nella prima seduta: Marco Crotti (417 voti), Giampiero Cremonesi (415), Pierluigi Scrocchi (408), Gian Paolo Gentili (407), Umberto Gorra (407), Stefano Repetti (401), Matteo Mazzocchi (399), Vittorio Castagnola (396 voti), Paolo Loschi (390), Giuseppe Croce (387), Pierluigi Guidi (385). Collegio Sindacale, presidente: Andrea Masini. Sindaci Effettivi: Luigi Anceschi, Franco Egalini. Supplenti: Cristina Fenudi  e Stefano Mojoli. 

Nell'altra lista, quella promossa dall'associazione Coldiretti (nessuno di questi è stato eletto nel Cda), ecco i voti raccolti: Guido Bardi 116, Gabriele Girometta 112, Davide Minardi 109, Giovanni Lavezzi 104, Michele Stragliati 104, Giacomo Cavanna 103, Stefano Ogliari 103, Alessandro Rota 101, Enrico Ticozzi 96. 

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