Il Consorzio dell’Asparago piacentino triplica la produzione

Con l’ingresso di un nuovo socio di Piacenza, l’azienda Gandini, il Consorzio dell’asparago piacentino fondato dalla presidente Emanuela Cabrini nove anni fa, con otto soci e 17 ettari complessivi, triplica la produzione

Emanuela Cabrini

Con l’ingresso di un nuovo socio di Piacenza, l’azienda Gandini, il Consorzio dell’asparago piacentino fondato dalla presidente Emanuela Cabrini nove anni fa, con otto soci e 17 ettari complessivi, triplica la produzione. Si passa infatti dai 20 ettari dello scorso anno ai 70 previsti quest’anno, il che consentirà una presenza costante anche sui mercati della G.D.O e nei supermercati, anche se si proseguirà con lo “zoccolo duro” caratterizzato dalla vendita diretta e le consegne presso i ristoranti, trattorie ed agriturismi della provincia, a sottolineare il forte legame con il territorio per un prodotto che, grazie all’azione del Consorzio, è divenuto in questi anni, uno dei fiori all’occhiello, seppur di nicchia, della produzione agricola piacentina.

La novità è stata annunciata a Palazzo Galli dove il Consorzio, come di consueto, ha presentato le iniziative che caratterizzeranno la 9° rassegna dell’asparago piacentino e la 10° edizione della Sagra a Pontenure. “Desideriamo- ha sottolineato la Cabrini- compiere un “salto di qualità” organizzativo, perché oggi sui mercati non si può più improvvisare e com’è noto, al di là dell’indiscussa qualità del nostro prodotto, il confezionamento standardizzato ed un’adeguata logistica, sono un supporto fondamentale per un prodotto che, non dimentichiamolo, va consumato il più possibile fresco, per poter godere di tutte le sue straordinarie proprietà organolettiche che si esaltano in cucina e che fanno bene all’organismo per le sue peculiarità diuretiche, depurative e la ricchezza di vitamine e sali minerali.

Dunque attenzione al consumatore e possibilità di una produzione più costante nella stagione, il che ci consentirà di fronteggiare la concorrenza di altre regioni e quella straniera, perché l’asparago piacentino, in quanto a sapore e qualità, non deve temere confronti. Ovviamente- ha ribadito la Cabrini- continueremo gli incontri di aggiornamento tecnico e le ricerche varietali per garantire un prodotto di sempre maggior qualità.

Per quanto riguarda la rassegna eno-gastronomica si svolgerà per circa tre mesi presso ristoranti ed agriturismi, anche con specifiche serate a tema che saranno comunicate di volta in volta tramite i mass media. A fine maggio, grazie alla consolidata collaborazione con l’Unione commercianti di Piacenza, organizzeremo, presso quella di Milano, una serata per 150 commensali dove protagonista sarà non solo l’asparago, ma anche gli altri prodotti d’eccellenza piacentini”. Nel corso della riunione di Palazzo Galli, coordinata dal giornalista Gaetano Rizzuto, era presente Nicola Magnani responsabile distribuzione del Consorzio Melinda.

Dopo i saluti del funzionario della Banca di Piacenza Dino Tagliaferri e dell’assessore di Pontenure Angela Fagnoni, Magnani ha spiegato le caratteristiche del Consorzio trentino che raggruppa oltre 4000 soci, un vero e proprio colosso della cooperazione dell’orto-frutta tra i maggiori in Italia.

“Melinda- ha ribadito Magnani- è un’organizzazione di produttori la cui struttura è composta dai Soci agricoltori, circa 4.000 famiglie di frutticoltori che vivono e coltivano il melo nelle Valli del Noce (Val di Non e Val di Sole). I Soci ogni anno conferiscono il loro raccolto alla propria cooperativa di appartenenza che è una delle 16 che costituiscono Consorzio Melinda, cui è delegata l’organizzazione e la gestione di tutte le attività successive alla raccolta (stoccaggio, frigo-conservazione, selezione, confezionamento, spedizione, promozione, vendita, amministrazione, acquisti, gestione del personale).

Il Marchio Melinda- ha precisato- consente ai consumatori di individuare facilmente mele di qualità oggettivamente superiore. Le mele Melinda infatti sono prodotte esclusivamente nelle valli del Noce (Val di Non e val di Sole). La particolare ed unica combinazione di latitudine, caratteristiche orografiche (altitudine ed esposizione) e pedo-climatiche (terreni poco profondi, ridotte precipitazioni estive e bassa umidità relativa dell’aria, forte escursione termica giornaliera) di queste valli alpine ne fanno una delle zone naturalmente più vocate della Terra per la produzione di mele. I frutti qui prodotti hanno caratteristiche estetiche (finezza della buccia, assenza di ruggine, lenticelle poco pronunciate, frequente sovra-colore) ed organolettiche (croccantezza, freschezza e corretto rapporto tra zuccheri ed acidi) uniche ed inimitabili.

Vengono coltivate secondo il disciplinare di Produzione Integrata, che garantisce la massima salubrità del prodotto ed il rispetto dell’ambiente; sono conservate, selezionate e confezionate secondo i più severi standard di controllo italiani ed europei (certificazioni ISO 9001, BRC, IFS). 

Tutte le scelte tecniche di carattere agronomico, le modalità di raccolta e di conservazione, gli standard di selezione, le norme di confezionamento e tutto il lavoro degli oltre 1.100 collaboratori, sono infatti gestiti centralmente, al fine di garantire che tutti i consumatori, in Italia ed all’estero, quando scelgono una Melinda, abbiano la massima possibilità di conoscere quali sono le caratteristiche della mela che stanno acquistando”. 

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