Il Consorzio “La Carne che Piace” incontra gli allievi del Campus agro-alimentare

Incontro con lezione tra chi alleva e produce e i futuri tecnici agrari e della ristorazione. Il tutto con una cena d’atri tempi: ecco cosa è avvenuto al Campus agro-alimentare di via Agazzana al seminario del Consorzio “La carne che Piace”

La lezione

Incontro, con lezione, tra chi alleva e produce ed i futuri tecnici agrari e della ristorazione, il tutto condito con una cena di altri tempi, con anolini, brodo di terza, bollito con salse casalinghe: tutto questo al Campus agro-alimentare di via Agazzana dove i soci del Consorzio “La carne che Piace”, hanno svolto in mattinata un seminario con gli studenti dell’Istituto Agrario e dell’Alberghiero, quindi in serata prima di una cena secondo la tradizione piacentina, c’è stato l’intervento del nutrizionista Carlo Rossi Sgrifo, docente all’università di Milano. Dopo il saluto della Dirigente Maria Teresa Andena (occasione unica per una lezione del tutto particolare), il presidente del Consorzio Gianpaolo Maloberti ha sottolineato come il Consorzio (soprattutto carni bovine e suine), nato nel maggio del 2014, stia crescendo ed affermandosi; infatti dai 20 soci iniziali si è passati agli attuali 30 che rappresentano tutta la filiera costituita di allevatori, macellatori, macellai e veterinari.

«Il progetto del Consorzio - ha chiarito il veterinario Walter Cabrini rispondendo alle domande poste dai ragazzi - si basa su quattro punti cardine: il legame con il territorio in cui gli allevatori osservano un Disciplinare di produzione, per offrire ai consumatori un prodotto genuino sicuro e buono; la qualità garantita dove avviene il monitoraggio di ogni fase del processo produttivo, dalla qualità degli alimenti per gli animali, alla macellazione, alla corretta frollatura della carne (che va dai 7-8 giorni per i quarti anteriori, ai 15-20 giorni per i posteriori), essenziali per garantire sapore, aroma, gusto, tenerezza e proprietà nutrizionali, come l’utilizzo per l’alimentazione degli animali, di semi di lino, ricchi di Omega 3, cardio- protettori. Grande importanza inoltre al benessere animale, evitando stress agli animali. Il tutto monitorato da un’assistenza scientifica capillare per migliorare i sistemi di allevamento».

Ed ancora. «L’80 per cento dell’alimentazione è con prodotti aziendali ed è prevista nella fase finale di vita dell’animale, la sospensione ulteriore del 20%, oltre a quella per legge già molto restrittiva, dei farmaci. Un progetto unico nel suo genere, che punta alla sicurezza alimentare e alla qualità, a partire dal benessere animale buona parte del quale viene allevato all'aperto sulle colline e sulla montagna piacentina. E filiera cortissima grazie agli spacci aziendali ed ai pacchi preconfezionati comprensivi dei consigli per la cottura e recapitati direttamente a casa dal Consorzio». Basta consultare il sito www.la carnechePiace.it. Sono seguiti gli interventi di alcuni allevatori presenti ed infine il macellaio Claudio Dadomo di Carpaneto ha mostrato agli studenti (interessati soprattutto gli allievi cuochi dell’Alberghiero) come si fa a disossare un quarto anteriore e la preparazione delle diverse parti che poi vengono utilizzate per un buon lesso.

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