Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

Il futuro del commercio? Mutamenti sempre più repentini, consumatore più attento e responsabile

A prospettare una lucida analisi dell’attuale situazione, senza però avventurarsi in previsioni che potrebbero venire rapidamente smentite dal succedersi delle situazioni socio-economiche, ci ha pensato il Centro di Ricerche sul Marketing e il Retailing dell’Università Cattolica

La pandemia ha cambiato i prodotti scelti ed i consumatori: perciò delineare il futuro, anche prossimo, è molto complicato. A prospettare una lucida analisi dell’attuale situazione, senza però avventurarsi in previsioni che potrebbero venire rapidamente smentite dal succedersi delle situazioni socio-economiche, ci ha pensato il Centro di Ricerche sul Marketing e il Retailing dell’Università Cattolica guidato da Daniele Fornari che ha partecipato ad un incontro dedicato agli operatori dell’agroalimentare, organizzato da Confindustria Piacenza e dal Consorzio Piacenza Alimentare.

«Il marketing - ha spiegato Fornari - ci dice come stanno cambiando i processi economici ed aziendali. Può creare dei bisogni o soddisfarli, ma se poi non li realizza, si va verso l’insuccesso». «Oggi - ha chiarito - convincere il consumatore è sempre più difficile. Ci sono sempre più tipologie di consumatori e cicli generazionali con nuovi paradigmi: sono sempre più informati, emancipati, con soggetti sempre più reattivi, che si pongono domande, sempre più istruiti, attenti al benessere,e quindi in cerca di una maggiore qualità, quindi di sostenibilità. Bisogna comunicare ai clienti prodotti e servizi per informare, più che convincere».

Relazione è adattamento alle situazioni (pensiamo alla pandemia) ed è necessario far conoscere le contropartite di valore. Per fareDaniele Fornari-3 marketing è necessario leggere i cambiamenti ed i nuovi bisogni che mutano rapidamente. Fare previsioni è sempre più complicato, con un crescente scostamento negativo tra i risultati consuntivi e i risultati previsti.

Questo passaggio richiede lo sviluppo di nuovi paradigmi di analisi per valutare gli effetti, sui processi di marketing, dei fenomeni di discontinuità riguardanti i modelli di shopping dei consumatori, il confronto competitivo tra i canali di vendita offline e online, il posizionamento delle marche negli assortimenti commerciali, gli assetti competitivi dei gruppi distributivi, la configurazione dei rapporti negoziali tra produttori e distributori, le strutture organizzative di interfaccia.

«Insomma - ha detto chiaramente Fornari - il futuro non è più quello di una volta». L’ultimo anno è stata caratterizzato da grandi cambiamenti, con una forte crescita per alcune categorie commerciali. Le proposte (e le conseguenti strategia di marketing) devono essere distintive, sono apparse nuove marche, altre sono scomparse, se ne sono affacciate altre prima “minori” La vendita dei prodotti è stata dunque ulteriormente selezionata, sono nate nuove relazioni negoziali e modelli di partnership.

«La pandemia - ha proseguito Fornari - ha impattato in modo dirompente sulle strutture aziendali e sul ruolo delle competenze, per cui sono cambiati i modelli organizzativi. Sono cambiati gli stili di vita: il Pil italiano è arretrato di 23 anni, si è verificato un enorme sviluppo dei canali di acquisto on-line, grazie anche ad un balzo del processo di digitalizzazione di massa: in 2 mesi è avanzato per una previsione di cinque anni. Dunque la pianificazione delle politiche aziendali soggiace giocoforza all’incertezza; ci attendono ancora 3/5 anni difficili».

Fornari ha poi analizzato le differenze dinamiche delle vendite dei mercati, con prodotti che sono aumentati del 10% (salumi affettati, olio, pasta ecc) e la caduta, sempre della medesima percentuale per altri (verdure 4 e 5 gamma, pane fresco). Vola il latte UHT, la ricotta, la panna ed il burro, come il grana; significa che, chiusi ristoranti e trattore, la gente ha cominciato a cucinare maggiormente in casa. «Quindi di fronte a dati che cambiano rapidamente difficile fare previsioni. La sfida è afferrare, comprendere i nuovi bisogni, consapevoli che i consumatori sono cambiati: si cerca consapevolezza, sicurezza, risparmio di tempo. I nuovi bisogni generano nuovi prodotti, soprattutto italiani, locali, Dop, prodotti alimentari sostenibili che oggi hanno un valore di mercato nel mondo di 9 milioni di euro».

Fornari ha spiegato come sia possibile, tramite le Carte Fedeltà, conoscere i consumi ed i mutamenti, con l’abbandono di marchi per prodotti coerenti con i nuovi bisogni e valori. «Con il Covid ora siamo passati dalla fase della paura a quella della frustrazione, tanto che gli spot pubblicitari cambiano sempre più rapidamente, anche se gli acquisti oggi si decidono soprattutto all’interno del punto vendita. Insomma capire oggi i mercati è diventato sempre più complicato».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il futuro del commercio? Mutamenti sempre più repentini, consumatore più attento e responsabile

IlPiacenza è in caricamento