Il Grana Padano è il Dop più consumato al mondo

Vola anche nell’export. Presente anche una folta delegazione di caseifici cooperativi piacentini. L’intervento del professore Sebastiano Grandi della Cattolica di Piacenza

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«Più forti delle imitazioni, più forti dei dazi. Il Grana Padano si conferma il prodotto Dop (Denominazione d’origine protetta) più assgranagruppotutti-2-2consumato al mondo e continua a crescere. Nel 2019 sono state prodotte 5.182.585 forme con un incremento, stimato per fine anno, pari al 5,06% (149.297 forme in più). L’export, con oltre 2 milioni di forme, rappresenta il 41% del prodotto marchiato e fa registrare un +5,24% sul 2018. La Germania si conferma primo mercato estero con un totale previsto di ben 517mila forme. Una crescita che assume un significato ancora più forte se pensiamo che negli ultimi dieci anni il trend positivo ha superato il 22,5%, pari ad incremento del 2% annuo. Tutto questo acquisisce ancor più valore se teniamo conto del contesto in cui il risultato è stato raggiunto». «Da una parte il periodo di crisi generalizzata, in ogni settore, e dall’altra decisioni internazionali, prime fra tutti quelle dei dazi, che per un prodotto come il nostro sono oltremodo penalizzanti. Se aggiungiamo a tutto questo anche la confusione che il consumatore si trova ad affrontare quando deve acquistare, a causa della mancanza di informazioni chiare sia nei punti vendita sia nei menù della ristorazione, è facile capire come sia complesso per noi e il nostro sistema operare scelte imprenditoriali guardando al futuro con serenità». Così il presidente del Consorzio Tutela Grana Padano, Nicola Cesare Baldrighi ha commentato i dati del 2019 relativi a produzione, export e consumi di Grana Padano, illustrati durante l’Assemblea Generale di fine anno che si è svolta al Gardaland Resort di Castelnuovo del Garda (Verona) con la partecipazione in videoconferenza del Ministro delle politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo Teresa Bellanova e alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura e Sistemi Verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi e dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan. All’assemblea era presente anche una folta delegazione di caseifici cooperativi piacentini.

assgranagruppPC-2«Lo abbiamo detto in Europa lunedì e voglio ribadirlo nuovamente qui oggi: non possiamo essere vittime di algoritmi nazionali. Come si può pensare che vicino al marchio Dop europeo sul Grana Padano poi si possa trovare il nutriscore che mette il semaforo arancione o rosso». «È inaccettabile - commenta il ministro Bellanova - vogliamo tutela piena e stiamo lavorando per un’alternativa come il sistema a batteria che tiene in considerazione il fabbisogno quotidiano e non demonizza i singoli ingredienti. Se siamo il secondo paese al mondo per longevità dopo il Giappone, è anche frutto della nostra dieta. E allora su cosa mettere in etichetta credo dovremmo essere ascoltati. Per questo è necessaria anche in Italia una vera alleanza con i consumatori. Oggi, ribadendo un concetto per noi determinante, si è detto che chi compra vuole sapere cosa mette nel suo piatto e prima ancora nel suo carrello. Vuole fare scelte consapevoli. Rivendica il diritto di essere informato. E di potersi orientare nel migliore dei modi. Quindi anche sugli scaffali serve chiarezza. È importante lavorare in questa direzione. La Grande distribuzione svolge un ruolo centrale sia per i produttori che per i consumatori e noi abbiamo bisogno di far dialogare tutte le parti con trasparenza. Servono spazi dedicati ai nostri marchi geografici, serve una valorizzazione anche in termine di presentazione del prodotto». «Ci fa molto piacere ascoltare queste parole del ministro perché sono perfettamente in linea con quanto, da sempre, chiediamo alle istituzioni, sia italiane che comunitarie», ha detto il direttore generale del Consorzio, Stefano Berni.

La proposta avanzata dal Consorzio è chiara e puntuale: «Chiediamo un provvedimento che garantisca al consumatore di scegliere assgranaConMinistroBellanova-2in modo consapevole cosa sta acquistando o consumando: sugli scaffali della Grande Distribuzione, i prodotti a Denominazione di Origine dovrebbero essere sempre separati in modo netto e inequivocabile dai rispettivi similar’, così come nei menù dei ristoranti dovrebbe essere indicato in maniera ben evidente se vengono utilizzati prodotti a Denominazione di Origine oppure omologhi differenti. Un’azione mirata a far chiarezza e soprattutto ad informare il consumatore correttamente. Per valutarne l’importanza, basti considerare che da alcune ricerche commissionate dal Consorzio sulle tendenze dei consumi, risulta che ben 2 consumatori su 3 sono disposti a spendere qualcosa in più pur di avere informazioni certe su ciò che acquistano». In precedenza Sebastiano Grandi, docente di Economia alla Cattolica di Piacenza ha sottolineato «l'distintività del Grana Padano rispetto agli altri formaggi duri ma ha precisato che se i consumatori conoscono la differenza rispetto ai similari poi nel momento dell’acquisto si comportano in modo diverso». «Bisogna dunque - ha spiegato - lavorare sulla percezione del valore e sull’identità della marca. Bisogna quindi impegnarsi sulle occasioni di consumo e sui benefici nutrizionali. Gli obiettivi del progetto di packaging e marketing sono di evitare confusione con i similari, aumentare l’identità del grana padano senza penalizzare l’identità di marca e ricordare che (parafrasando Coco Chanel) per essere insostituibili bisogna essere diversi quindi anche nella presentazione della sostanza».

«La gestione regionale del Psr - ha detto Rolfi - è un valore che va difeso, quello che sta declinando per il futuro la Ue appare un po’ troppo ambientalista e va declinato meglio. Trump  difende gli interessi americani: l’Europa deve fare altrettanto per i suoi». Rolfi ha ricordato gli effetti negativi per il nostro agroalimentare per l’embargo con la Russia ed ha assicurato che «la nostra regione appoggia il progetto per i fondi di mutualizzazione». Stessa sintonia per l’assessore Pan secondo cui «l’Europa ha perso forza sui mercati internazionali e con la brexit; noi dobbiamo tutelare gli allevatori e  le produzioni e combattiamo chi fa terrorismo sul formaggio e bisogna far capire che dietro i marchi ci sono persone oneste e competenti che producono».

I DATI SULLA PRODUZIONE 2019 DI GRANA PADANO

PRODUZIONE ANNO 2019

Il Grana Padano si conferma il prodotto ‘Dop’ (Denominazione d’origine protetta) più consumato al mondo, e continua a crescere. Nel 2019 sono state prodotte 5.182.585 con un incremento, stimato per fine anno, pari al 5,06% (149.297 forme in più). Guardando, poi, nello specifico alle aree geografiche si evidenzia che la provincia di Mantova con 27 caseifici ha prodotto 1.522.983 forme; Brescia con 28 caseifici 1.214.023; Cremona con 9 caseifici 888.586; Piacenza con 20 caseifici 586.264. Il Veneto, poi, con 23 caseifici (tenendo conto anche del latte veneto lavorato fuori Regione) raggiunge quota 572.703 forme di Grana Padano.

PREVISIONE PRODUTTIVA 2019

FORME

PROVINCE

1.522.983

MANTOVA

1.214.023

BRESCIA

888.586

CREMONA

586.264

PIACENZA

572.703

VENETO

145.787

TRENTO

102.509

BERGAMO

86.286

LODI

47.759

CUNEO

15.685

PAVIA

5.182.585

TOTALE

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