Il Parco Ecologico Sino-Italiano apre le porte all’Emilia-Romagna. Visita di delegazione cinese in Unioncamere regionale 

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Una delle economie più sviluppata della Cina apre le porte alle imprese emiliano-romagnole. Una delegazione governativa di Yuyao nella provincia di Zhejiang, sotto la diretta giurisdizione della città di Ningbo, una delle più popolate della costa occidentale della Cina, è stata ospite in Unioncamere Emilia-Romagna per presentare alle associazioni di rappresentanza delle imprese le caratteristiche e le potenzialità del nuovo Parco Ecologico Sino-Italiano e le opportunità di investimento e collaborazioni commerciali.

Ningbo, che nel 2014 ha raggiunto la sesta posizione tra le 250 città cinesi più competitive, è famosa per la sua cultura di commercio. Vicino a porti e aeroporti internazionali, ha un Pil pro capite di 10 mila dollari con crescente capacità di spesa. 

Il Parco Ecologico Sino Italiano, costituito ufficialmente nel giugno 2014, unico in Cina, segnale questo molto incoraggiante, che ha nome di due Paesi, è nel novero delle strutture di Cooperazione Internazionale.

Ha una superficie totale prevista di 40 km quadrati con una complessa isola centrale, con corridoi laterali, che sarà dedicata alla presentazione dell’industria, dei prodotti di eccellenza e dello stile di vita italiano, con funzioni di esibizione commerciale, scambi, formazione e vivaio industriale. 

A guidare la delegazione di sette rappresentanti del Governo Provinciale il direttore del dipartimento del commercio di Zhejiang, Han Bai Shun. 

Le opportunità di collaborazione per sviluppare progetti di avanguardia nel parco di nuova generazione, sono in diversi settori: energie rinnovabili, risparmio energetico e protezione ambientale quindi economia circolare, ricerca e innovazione, benessere e lifestyle, automotive. 

Sono previste varie facilitazioni per le imprese estere che vogliono investire e aprire una attività tra cui un fondo di partenza di 700 milioni di euro per le aziende italiane e tempi burocratici molto  ridotti.

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