Il post coronavirus delle filiali bancarie

Sul quotidiano nazionale "Italia Oggi" la previsione dell’architetto piacentino Carlo Ponzini

a sinistra, Carlo Ponzini

Alla ripresa non sarà tutto come prima- si sente ripetere. Oggi tutti dobbiamo dire “viva il bancario”, lui, in prima linea, svolge un ruolo sociale, in un periodo particolare in cui le banche si stanno riprogettando pensando al loro domani, comprendendo che digitalizzare non è sinonimo di trasformazione digitale, che quest’ultima non deve essere l’obiettivo finale ma è semplicemente il mezzo per poter continuare a stare sul mercato ed essere competitive con i nuovi attori emergenti. Agli inizi degli anni novanta disegnai la mia prima agenzia bancaria, in essa progettai un’area per i video giochi, poi misi salotti per leggere i quotidiani, pensai a banche con caffetterie, poi inventai le “banche d’autore”, contattavo pittori/artisti e davo spazio a loro all’interno dell’agenzia, nel 2015 creai, davanti alla Sormani a Milano, la “Banca amica”, un’agenzia pensata per incontrare le persone prima ancora di svolgere un servizio. Sono 32 anni che disegno Banche e accessori (mostre, loghi, divise, agende) il tutto con la Banca di Piacenza e con il suo illuminato Presidente: Corrado Sforza Fogliani.

Come dovrà essere la “Banca” del dopo CV19? Pensiamo all’evolversi delle esigenze, comprendendo tra di esse il problema virale. La tendenza pare che sia pensare la banca del futuro post-digitale, come una data company, che fa leva sulle tecnologie, anche quelle più innovative, ma deve essere inclusiva del fattore umano (è ancora amica), come parte del trust, che crea valore per i clienti con servizi personalizzati, sicuri, facendo leva, attraverso partnership, su ecosistemi digitali di servizi finanziari e non. La banca del futuro post-digitale sarà quindi un aggregatore di valore per costruire soluzioni, un provider di consulenza e un facilitatore per l’accesso a servizi. Tutto questo non avverrà solo su piattaforme digitali ma il luogo d’incontro sarà più che mai importante. L’architettura è caratterizzata dall’integrazione di tecniche e di competenze legate alla tradizione della costruzione combinate con un’avanzata sperimentazione sui materiali. Sono convinto che l'unico modo reale di vivere l'architettura sia la sostenibilità. Il rapporto con l'ambiente è la regola corrente oggi nel design architettonico e l’armonia l’obiettivo del progetto. In architettura il disegno è fondamentale perché la realtà viene sempre dopo il disegno. Le cose più importanti sono la realtà (intesa come ambiente) e i materiali, ma senza il disegno non si può fare nulla. I materiali sono il punto chiave del nostro design, ed è attraverso i materiali che possiamo relazionarci all'ambiente, oggi possiamo usarne di ecologici ma, contro l’inquinamento e il bisogno di “sanificazione”, i materiali e le nanotecnologie ci possono proporre prodotti naturali trattati con nano-elementi o additivati con essi, che permettano di  eliminare lo smog, essere autopulenti o filtranti, oppure possiamo inserire delle pareti di lichene che sanificano l’aria, anche in ambienti di lavoro, quindi la nuova banca dovrà essere in grado di fornire tutti i dispositivi di protezione e prevenzione ma dovrà creare ambienti salubri in cui i materiali fotocatalitici, possano riproporre il ciclo della fotosintesi clorofilliana all’interno degli ambienti. Quando disegno uno spazio penso alle forme ma sempre in relazione agli aspetti costruttivi, la forma degli edifici è l'elemento principale, i materiali sono la cosa più significativa di un edificio, quindi studiare il contesto in cui operare e prediligere l'uso dei materiali naturali. Cosi si potrà continuare a creare relazioni con le persone, che rimane sempre un aspetto fondamentale, per le banche che vogliono rimanere legate al territorio. L'architettura è per la gente, in questo modo avremo spazi bancari attrattivi sia per i clienti che per gli operatori. Andare in banca sarà come andare al parco, a…”respirare aria buona”.

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Carlo Ponzini, Professore di Sustainable Architecture e di Nanotecnologie, presso l’Università di Architettura di Parma

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