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Domenica, 21 Aprile 2024
Il focus / Cortemaggiore

«Il problema non è la siccità, che è contingente, ma che il nostro Paese non si è sviluppato»

A Cortemaggiore per la Fiera di San Giuseppe un importante convegno con gli attori principali del comparto agroalimentare piacentino: «Le filiere di qualità già ci sono, ma vanno difese e tutelate anche dalla burocrazia»

Chi più dell’Italia può vantare prodotti Dop ed Igp famosi e scopiazzati nel mondo? La nostra regione è la prima per il numero di questi prodotti e Piacenza quella con la maggior diversificazione, con un territorio straordinario valorizzato dall’indiscussa professionalità dei nostri imprenditori agricoli. Eppure si sta facendo di tutto per cercare di sgretolare questo patrimonio, con disposizioni, sovente europee, che remano in senso contrario, con leggi a volte farraginose che generano una burocrazia che sottrae tempo e danaro, con visioni pseudo ambientaliste che ostacolano decisioni improrogabili per conservare un bene oggi (e nel futuro) prezioso ed indispensabile come l’acqua, fondamentale per continuare a produrre in qualità, conservando filiere coese e consolidate (come quella del pomodoro o della produzione di grana padano, tanto per citarne alcune) che danno lavoro e reddito a migliaia di famiglie e che hanno reso grande il nome dell’Italia nel mondo.

Argomenti di grande spessore ed attualità affrontati in un incontro, cui è seguita una tavola rotonda, sulle “filiere agroalimentari di qualità: acquisire competenze per vincere le sfide del futuro” che si è svolto al teatro Duse di Cortemaggiore nell’ambito della 541esima edizione della Fiera di San Giuseppe.

Dopo i saluti di Luigi Merli, sindaco della cittadina magiostrina, ha preso la parola Linda Arata, ricercatrice presso il Dipartimento di economia agroalimentare della Università Cattolica di Piacenza che ha spiegato al numeroso pubblico presente, tra cui molti studenti dell’Istituto Agrario e professionale “Ranieri-Marcora”, che ha sottolineato il significato dei marchi Dop, Igp e Stg che sono strettamente collegati a loro disciplinare di produzione ed al territorio che li esprime, «un vero e proprio “terroir” che sta determinando una costante crescita dell’export».

«Il futuro del nostro grana padano Dop - ha chiarito Stefano Berni, direttore generale del Consorzio di tutela - è espressione del food di qualità che va difeso contro le speculazioni di fasulle new-business e dopo il recente fallimento della new-economy che tale non è più. Il food di qualità - ha ricordato - ha spazi enormi di crescita, ma non possiamo farci condizionare da problemi come quello irriguo che va gestito subito per salvaguardare un formaggio Dop espressione di un territorio unico». 

Berni ha poi ricordato che se si verificheranno problemi con l’acqua sarà chiesta una deroga al Disciplinare di produzione che prescrive l’uso del 75% di foraggi del territorio. «Il Consorzio - ha ribadito - tutela e garantisce tutta la filiera e da ai produttori di latte un valore aggiunto assoluto».

Luigi Sidoli vicepresidente dell’Oi pomodoro da industria del Nord Italia ha spiegato le finalità dell’organismo, ovvero quella di rafforzare la posizione competitiva del sistema produttivo del pomodoro favorendo il confronto, il coordinamento e la cooperazione tra i soggetti della filiera fino ai consumatori finali: «Piacenza è leader in Regione, seguita da Ferrara con i suoi 10.000 ha investiti».

Per Teresa Andena, dirigente scolastico Raineri-Marcora - «c’è un parallelo tra filiera produttiva e formativa. Educare significa fare sintesi delle competenze standardizzate sul territorio, compresa una dimensione etica. Per riuscire a sostenere gli ingenti costi dell’aggiornamento tecnologico scolastico, l’unica strada è quello della relazione con il mondo produttivo».

E’ seguita la tavola rotonda sul tema “l’acqua, risorsa strategica per l’agroalimentare” aperta dall’intervento di Luigi Bisi, Presidente Consorzio di bonifica di Piacenza, che ha spiegato come sia estremamente critica la situazione delle scorte della diga del Molato, del fiume Po, mentre appare più soddisfacente quella della diga di Mignano.

«Abbiamo in campo interventi per 91 milioni - ha detto - ma siamo penalizzati da una burocrazia assurda». Una preoccupazione pienamente condivisa di Fabio Girometta presidente Cia Piacenza secondo cui «il mondo agricolo deve essere rappresentato con pari dignità in Cabina di regia».

«La siccità - ha rimarcato Davide Minardi, delegato provinciale Coldiretti Piacenza (giovani impresa) - è ormai consuetudine; bisogna impostare il problema in modo diverso, con soluzioni stabili e durature, con l’acqua piovana accumulata e la rete idrica messa in sicurezza per evitare le forti perdite».

Denso, come di consueto, di interessanti spunti, anche filosofici, l’intervento di Filippo Gasparini presidente di Confagricoltura Piacenza: «la vera emergenza è che questo Paese si è fermato e non ha seguito il trend di sviluppo dell’economia. Il problema non è la siccità, che è contingente, ma è il decadentismo oggi imperante che determina il venir meno della cultura, di assumere le decisioni opportune e realizzare le opere che servono all'economia, all'industria e in generale all'uomo per governare la natura e non viceversa. Mancano le necessarie infrastrutture, così come è un dovere la ridistribuzione la ricchezza che viene dalle imprese e consentire al Paese di fare a sua volta le opere che servono alla società. Usciamo dalla logica di emergenza e recuperiamo i valori. Il paradosso è quello di una falsa democrazia che porta il Paese all’immobilismo, con una burocrazia penalizzante».

«C’è un approccio troppo ideologico - ha rimarcato Giancarlo Pedretti membro del Cda del Consorzio di tutela grana padano, allevatore e presidente del Caseificio sociale Stallone di Villanova - al problema idrico ed è assurdo, considerato che è l’economia il fattore moltiplicatore sociale e non l’immobilismo precostituito; non possiamo permettere di compromettere il nostro sistema foraggiero, indispensabile per le nostre produzioni Dop».

«L’agricoltura in questi ultimi decenni è profondamente cambiata ed oggi - ha ricordato Marco Crotti Presidente del consorzio Terrepadane - deve poter contare su un continuo aggiornamento tecnologico tra cui quello che assicura minimo dispendio di acqua e colture sostenibili. Il nostro Consorzio è leader nei sistemi irrigui innovativi, sempre al fianco degli agricoltori come fa da oltre un secolo».

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