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Economia Carpaneto Piacentino

Il salumificio Giordano di Carpaneto scelto dal Gambero Rosso tra i “top italian food” 2022

Prestigioso riconoscimento per l'attività di produzione di Carpaneto

“Un onore per il nostro salumificio, ma anche per il territorio piacentino che rappresenta, essere stati scelti tra gli ambasciatori dei prodotti del food italiano di qualità”. Commenta così Giuseppe Michelazzi titolare del salumificio “Giordano” di Carpaneto il riconoscimento ottenuto recentemente dalla prestigiosa rivista “Gambero Rosso” che lo ha collocato nella nuova guida “top italianGiuseppe Michelazzi-2 food 2022” presentata nei giorni scorsi a Roma dove si è svolta, oltre alle premiazioni, una tavola rotonda dove si sono confrontati i principali esperti del settore per discutere della “promozione della qualità italiana nel mondo”, nel corso della quale sono stati coinvolti anche i produttori premiati (tra cui Michelazzi ed il “re” dei prosciutti cotti Angelo Capitelli) dalla guida Top Italian Food, giunta alla sua sesta edizione. Tuttavia - è emerso dal dibattito - nonostante i successi riscossi anche all’estero, sono ancora tante le battaglie ancora da affrontare soprattutto in Europa perché, per esempio, l’etichetta nutrizionale può diventare una vera minaccia per il nostro agroalimentare, così come l’italian sounding e non bisogna mai per questo abbassare la guardia.

Bisogna dunque lavorare in tal senso ed è per questo motivo che la guida “Top Italian Food” del Gambero Rosso, quest’anno aggiunge un’importante novità: un bollino che accompagnerà le imprese selezionate favorendone l’inserimento nei mercati mondiali. Grazie al bollino introdotto come garanzia di qualità italiana ora le aziende avranno uno strumento in più per potersi contraddistinguere in Italia e in particolare all’estero ove il Made in Italy è spesso oggetto di subdole imitazioni.

Ma le novità non si fermano qui: oltre all’introduzione del bollino di qualità, la sesta edizione della guida Top Italian Food si presenta con una nuova veste grafica ed è realizzata sia in versione cartacea (a gennaio sarò allegata al magazine Gambero Rosso) sia digitale. Fruibile in triplice lingua – italiano, inglese e cinese – ha l’obiettivo di favorire la conoscenza e la promozione delle eccellenze del Made in Italy nel mondo. In totale sono 1023 le aziende presenti con 1468 prodotti suddivisi in 22 categorie di prodotto.

Un mezzo per favorire i prodotti dell’agroalimentare e sviluppare la crescita del fatturato, ma soprattutto il riconoscimento in termini di prezzo che tali eccellenze meritano. A questo cui si affianca anche un altro strumento fondamentale: la guida Top Italian Restaurants che, dal 2016, premia i migliori ristoranti italiani all’estero.

“E qui- chiarisce Michelazzi- siamo presenti in numerose città europee, soprattutto Francia ed in Svizzera. Il nostro export è aumentato e continuerà a crescere perché il prodotto italiano di qualità è il simbolo della straordinaria ricchezza dei nostri territori, è emblema di qualità, convivialità, è il “sentiment” che coniuga varietà e qualità. Il bollino di cui potremo fregiare i nostri salumi è un’ulteriore attestazione di eccellenza, un’aggiunta al già prestigioso marchio Dop di cui possono fregiarsi, unici in Europa con coppa, salame e pancetta (amatissima in Brasile…) i salumifici aderenti al Consorzio di cui faccio orgogliosamente parte e auspico che questo riconoscimento sia un ulteriore tassello per il riconoscimento della qualità di tutti i salumi Dop piacentini.

Nel mio salumificio che, come altri, vanta una lunga storia, ho cercato di coniugare sempre tradizione con l’innovazione; l’appartenenza al Distratto del cibo sarà ulteriore occasione per migliorare le nostre strutture di lavorazione e poter offrire ai mercati, anche esteri, prodotti sempre migliori che vanno fatti sempre meglio conoscere, così come va migliorata la logistica per la distribuzione.

Sono presente con i miei salumi - conclude Michelazzi - in Eataly, Esselunga e nei migliori ristoranti e salumerie italiane, ma entrare in questa guida significa poter utilizzare un grimaldello per penetrare sempre di più nei mercati esteri. Attualmente trasformo circa 800.000 kg di carni nel mio salumificio grazie all’ausilio di 18 dipendenti; è evidente che un ulteriore aumento produttivo per l’estero significa sviluppo, lavoro e successo per il territorio che esprime la nostra cultura norcina.

Anche l’appartenenza al “Distretto del Cibo dei Salumi DOP Piacentini” e che rappresenta il primo “Distretto del Cibo” riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna, unico Distretto per i salumi DOP compreso nell'elenco del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, sarà un ulteriore strumento a disposizione di tutti noi soci del Consorzio per perseguire in modo concreto la costituzione di una filiera produttiva collegata ai salumi DOP tutta piacentina”.

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