Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

«Il Sessantotto per i giovani d’oggi: uno stimolo per essere ancora protagonisti»

Un convegno organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione alla Cattolica di Piacenza, pur senza cercare di offrirne una risposta esaustiva, ha sicuramente offerto ai giovani studenti che vi hanno partecipato, molti stimoli, pur nelle profonde differenze che li caratterizzano dai ragazzi di allora

Il Sessantotto oggi: a distanza di 50 anni rappresenta un fenomeno culturale e sociale ancora molto complesso, di difficile interpretazione proprio per i diversificati aspetti che l’hanno caratterizzato. Un convegno organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione alla Cattolica di Piacenza, pur senza cercare di offrirne una risposta esaustiva, ha sicuramente offerto ai giovani studenti che vi hanno partecipato, molti stimoli, pur nelle profonde differenze che li caratterizzano dai ragazzi di allora. Se non altro sollecitando quella voglia di attivo protagonismo che appare oggi quantomeno carente. Dopo una sintesi del documentario realizzato da Roberto Dassoni e Jessica Lavelli intervistando alcuni dei protagonisti piacentini di allora, ha preso la parola per un saluto il preside di facoltà Luigi Pati che ha ricordato come la «crescita e lo sviluppo di un popolo nasca dalle sue radici. Così questa realtà storico-culturale, può diventare uno stimolo alla formazione di tanti giovani da inserire nelle realtà locali per un nuovo welfare». «Il Sessantotto - ha ricordato il vicesindaco Elena Baio - ha rappresentato tanti ideali comuni che oggi, nei nativi digitali devono ancora essere trovati. Ma siamo soprattutto noi adulti a doverci chiedere cosa vogliono i giovani e cosa domandano alle istituzioni comunali». Ed ha chiuso citando (forse) Steve Jobs: non accontentatevi e pensate l’impossibile.

Per Mauro Balordi direttore di sede dell’università, il Sessantotto, pur con diverse negatività e contraddizioni, ha rappresentato un desiderio di giustizia ed ha ricordato i 20 anni di attività della Facoltà che ha organizzato questo evento coordinato da Sonia Ranieri ed introdotto da Carla Ghizzoni che ha ribadito «la prospettiva interdisciplinare della Facoltà, il desiderio di condividere con il territorio le esperienze e le ricerche. Noi adulti sempre in ascolto per capire la volontà dei giovani di essere protagonisti». Ecco una delle prerogative del Sessantotto, come sottolineato anche da Augusto Vegezzi: la conquista della parola nel dibattito, «un traguardo - ha rimarcato la docente di storia contemporanea Maria Bocci - che parte anni prima da Berkeley. Prima ancora delle marce contro la guerra in Vietnam che hanno preceduto e caratterizzato il Sessantotto, un giovane di origini italiane, Mario Savio, divenne il leader indiscusso del Free Speech Movement, ovvero la libertà di parola, ciò che contraddistingue l’uomo. Libertà di parola, ma anche le aspirazioni contro l’oppressione sociale della macchina capitalista, per essere protagonisti della propria vita, cambiare il mondo, cancellare le ingiustizie e le discriminazioni.

«Insomma - ha ricordato la docente - pane, amore,libertà, felicità, vestire in modo diverso, soprattutto distinguersi dagli adulti anche negli aspetti esteriori. Erano miti aggreganti, uniti e solidali. Ma anche contraddizione tra liberazione individuale e sociale di cui si è impadronito il consumismo, lasciandosi per strada le istanze sociali; una sete urlata a chi non sapeva rispondere». Pierantonio Frare docente di italiano ha rammentato che sovente i giovani sono protagonisti della letteratura, dal Boccaccio ai Promessi Sposi. Renzo, per esempio, è giovane e nella rivolta di San Martino chiede pane e giustizia due elementi non separabili. Il Sessantotto ha le stesse ansie, ma spesso vince l’elemento distruttivo, dove basta indicare il capro espiatorio. Nel Sessantotto fu la borghesia ed anche oggi tanti vengono dati in pasto alla folla. “Invece è necessario osservare, ascoltare, fare paragoni, pensare prima di parlare. Questo è ciò che ha appreso Renzo e che lo fa diventare un protagonista». Fabio Introini ha trattato del protagonismo dei Millennials secondo il Rapporto Giovani ed in particolare il loro rapporto con l'Europa, le loro appartenenze territoriali e la loro propensione all'"euro-mobilità" mentre Daniela Marzana si è soffermata sul tema della partecipazione nel processo di crescita degli adolescenti.  Le conclusioni sono state affidate a Roberto Diodato. La giornata è proseguita nel pomeriggio con una tavola rotonda dedicata ai giovani protagonisti di oggi e con diversi laboratori su teatro, cooperazione, musica, arte, social e creatività.

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