Lunedì, 20 Settembre 2021
Economia

Il Tar boccia la moratoria sulle nuove aree commerciali

Dopo il voto del Consiglio comunale che bloccò la realizzazione di nuovi insediamenti all'area ex Camuzzi. Unione Commercianti e Confesercenti: «Ma non c’è bisogno di nuove aree commerciali della grande distribuzione in quella zona, piuttosto attenzione al sociale»

l'area ex Camuzzi

Il Tar si è pronunciato sul ricorso contro la moratoria voluta dal Comune di Piacenza che ha così stoppato gli insediamenti commerciali sulle aree della Camuzzi in Corso Europa. Proprio un anno fa il Consiglio comunale votò a favore della moratoria che impedisce la costruzioni di nuove aree commerciali in città, bloccando cinque nuovi piani operativi.

Unione Commercianti Piacenza e Confesercenti Piacenza ritengono doveroso aggiungere ulteriori commenti a riguardo. «Fermo restando – intervengono il presidente di Unione Commercianti-Confcommercio Piacenza, Raffaele Chiappa e il presidente di Confesercenti Piacenza, Nicola Maserati - che i progetti di riqualificazione di aree dimesse del territorio urbano, costituiscono sicuramente un obiettivo da condividere negli intenti con l’Amministrazione Comunale, e che le nostre due associazioni auspicano che tali progetti possano trovare degli utili sbocchi operativi, per il bene complessivamente inteso della nostra città, tuttavia, come più volte affermato, il problema di come debba essere intesa questa riqualificazione, deve essere il perno centrale di ogni analisi e giudizio al riguardo». «Senza volere entrare nel profilo di legittimità delle vicende legali in essere – proseguono Maserati e Chiappa - che è doverosamente materia degli uffici legali che sono impegnati sui fronti dei vari attori, è soprattutto il profilo del merito della vicenda, cioè della opportunità o meno delle scelte volute dall’Amministrazione Comunale, quello su cui va focalizzata l’attenzione e la chiave di risposta che segua veramente gli interessi generali.  Aree come quelle oggetto delle vicende legali in corso, insistono per la loro totalità su porzioni della città che, lungi dall’avere bisogno di ulteriori insediamenti commerciali, oltretutto di dimensioni tali da favorire inevitabilmente la grande distribuzione organizzata a discapito del già tartassato commercio di vicinato, avrebbero piuttosto urgenza di avere luoghi ed insediamenti di natura ed oggetto prettamente sociale, come strutture ed uffici pubblici o privati destinati ai servizi primari per i cittadini (assistenza anziani, centri diurni per persone svantaggiate, strutture dedicate all’infanzia, struttura scolastiche o destinate alla formazione professionale post scuola), o ad attività sportive e ludiche, da svolgere così più a contatto con la cittadinanza che popola  tali zone urbane, o ancora alla nascita di parchi attrezzati con incremento significativo delle aree destinate a verde pubblico. Queste e simili sono, a nostro convinto giudizio, le priorità che dovrebbero caratterizzare il tessuto delle riqualificazioni in oggetto».

«Queste ulteriori note sulla vicenda - concludono i presidenti Chiappa e Maserati - vorremmo fossero recepite come suggerimenti concreti e, a nostro giudizio ineludibili, dati all’Amministrazione Comunale,  che si troverà nei prossimi giorni di fronte alla decisione di operare una riconsiderazione delle motivazioni d’interventi, che il Comune ha a suo tempo affrontato e che, in un secondo tempo, hanno comportato e poi fatto scaturire, doverosi provvedimenti di moratoria, per la evidente non necessità di incrementi ulteriori delle superfici commerciali nel territorio comunale».

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