«In un momento difficile uno strumento di marketing collettivo a vantaggio di tutto il settore»

Fiera zootecnica internazionale di Cremona: conclusa la manifestazione con aumento di presenza straniere. Pochi, ma rappresentativi, i piacentini presenti

La zootecnia non sta vivendo un periodo facile. Per questo le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona servono anche a dare voce e portare avanti le istanze di tutto il settore zootecnico. In questo senso, la Manifestazione rappresenta un megafono per portare all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica i temi chiave del settore e promuovere un comparto portante dell'economia nazionale, per fare in modo che a tutte le componenti delle diverse filiere venga riconosciuto il valore che meritano. Le Fiere Zootecniche si sono confermate come il punto di riferimento privilegiato per confrontarsi sulle strategie necessarie a lasciarsi la crisi alle spalle.

“Un obiettivo – commenta Antonio Piva, presidente di CremonaFiere- pienamente centrato. Certo: i settori agricolo e zootecnico sono in difficoltà e pagano una qualità e sicurezza alimentare che non viene riconosciuta come dovrebbe, ma non si può certo dire che gli operatori della filiera si siano arresi, anzi. A Cremona si è visto un settore che cerca in tutti i modi di far capire che le produzioni nazionali meritano fiducia e soprattutto meritano di essere valorizzate al massimo con strategie di marketing ad hoc. Siamo i più bravi produttori al mondo, ma bisogna che tutti i consumatori lo comprendano.” 

prof.PieriUnicatt-2Centrato anche l'obiettivo di una sempre maggiore internazionalizzazione: 16 solo le delegazioni ufficiali di operatori, oltre naturalmente alle migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo (+15% i visitatori stranieri). La promozione estera su cui CremonaFiere si è molto concentrata per offrire nuove opportunità ai propri espositori, e per promuovere il “Modello Italia” e il saper fare nazionale in campo agricolo, si è dunque concretizzata in Fiera. Un interesse che quest'anno è stato crescente anche a livello nazionale, anche grazie al fatto che le Fiere Zootecniche sono un osservatorio privilegiato sul settore, e qui si possono incontrare gli interlocutori giusti per capire e discutere i trend del mercato. Ne sono stati testimonianza i 71 eventi tra workshop, convegni e seminari, che hanno visto un'ampia partecipazione dal parte del pubblico della Manifestazione. 

Il forte riscontro mediatico è stato certamente positivo per portare all'attenzione anche del grande pubblico dei consumatori le istanze del mondo agricolo e testimoniare ancora una volta la qualità e la sicurezza delle grandi produzioni nazionali.
Le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona hanno confermato anche di essere un vero e proprio laboratorio di idee e soluzioni innovative: la novità di quest'anno, il Milk Village, ne è stata la plastica testimonianza. Uno spazio in cui le aziende hanno potuto presentare direttamente le loro novità, e si sono sviluppati temi e soluzioni di grande attualità per gli operatori professionali.
60.148 i visitatori di quest'ultima edizione, tutti professionisti delle filiere della zootecnia da latte, della suinicoltura, della trasformazione e dell'avicoltura: settori che CremonaFiere ha riunito in un unico grande appuntamento che mette in mostra il meglio del settore primario a livello internazionale.

Pochi ma molto rappresentative le stalle piacentine presenti alla kermesse: Al.be.ro (Rossetti), Moschini, Giacomo Repetti e Antonio Bollati.

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