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Incentivi alle imprese che lavorano in montagna, a settembre esce il bando

L'annuncio durante l'audizione conoscitiva in commissione Politiche economiche. Cardinali (Pd): Serve anche sostegno del governo". Delmonte (Ln): "Incentivare anche start up"

L'obiettivo è approvare entro luglio il progetto di legge che prevede, da parte della Regione, un sostegno finanziario alle imprese che operano nelle aree montane; da settembre, poi, sarà pubblicato il bando che prevede un contributo di 12 milioni di euro annui nel triennio 2019-2021 per sostenere le attività imprenditoriali in montagna, cui potranno accedere imprese e lavoratori autonomi che versano un’imposta Irap fino a 5mila euro lordi annui. Ad annunciarlo, oggi nell'audizione conoscitiva in commissione Politiche economiche presieduta da Luciana Serra, sono stati i due relatori di maggioranza Alessandro Cardinali (Partito democratico) e di minoranza Gabriele Delmonte (Lega nord).

"Questo progetto di legge- spiega il relatore dem - si inserisce nel piano più vasto di valorizzazione della montagna. L'obiettivo è sostenere chi c'è già, resiste e fatica. E aiutare chi decide di provare a scommettere nei territori in cui è nato". Ma la legge - secondo Cardinali - sconta una problematica: "la troppa burocrazia dovuta alla mancata collaborazione del governo, a cui basterebbe approvare un emendamento a una legge nazionale per evitare un meccanismo con bando, domanda delle aziende e, alla fine, garantire un credito d'imposta".

Lo spirito di questo pdl "non può che essere condiviso- spiega Delmonte, relatore di minoranza- perché si parla di aree in cui è difficile fare impresa, aprire aziende e mantenerle in attività. Vorrei puntare a un progetto di legge non solo limitato a un bando. Non deve essere un'operazione solo per chi c'è già, ma anche per chi verrà". E secondo l'esponente leghista sarebbe importante che "la partecipazione al bando fosse più semplice possibile e che fossero incentivate anche le start up".

Per l'assessore alle Attività produttive, Palma Costi, "questa è la soluzione più semplice alle condizioni date, è un'operazione sperimentale, siamo l'unica Regione che compie questo passo. L'unico obiettivo è fortificare chi fa impresa in montagna. abbiamo bisogno del lavoro e delle imprese. Dunque, cerchiamo la massima semplificazione possibile, ma di sicuro il contributo del governo ci permetterebbe di evitare questo iter che abbiamo avviato e il dibattito che stiamo facendo. Mi auguro in futuro di poter procedere senza bando".

Dal mondo imprenditoriale il sostegno a questo progetto di legge è praticamente unanime. Per Paolo Taglioli, assessore di Lizzano in Belvedere, "si tratta di una iniziativa lodevole che va incontro alle necessità delle aziende. Chiedo di legiferare sempre a più ampio raggio per diminuire la pressione fiscale". Per Tino Vaccari di Confartigianato Emilia-Romagna è importante "valorizzare il territorio montano, visto che negli ultimi 10 anni il calo delle aziende in montagna è stato dell'8%. Questo disegno di legge è solo un aspetto, ma serve per affrontare lo spopolamento e incentivare il vivere in montagna". Dello stesso avviso Maria Elisabetta Tanari, sindaco di Gaggio Montano e assessore per l'Unione Appennino bolognese, secondo la quale "chi lavora in montagna, vive la montagna e della montagna si occupa, dunque pensa anche al dissesto. E fare impresa in montagna contempla coraggio". Per Marco Pasi di Confesercenti Emilia-Romagna "con questo progetto di legge si passa dalle parole ai fatti e si riscontra anche una larga convergenza del mondo politico sul territorio montano". Infine, Marcella Contini di Cna Emilia-Romagna formula l'auspicio che questa iniziativa "faccia da volano per altre operazioni di questo tipo".

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