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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Occupazione

«Inclusione e protezione, con un occhio al mondo femminile: questi gli asset da potenziare» 

 Confcooperative Piacenza al lavoro ai tavoli provinciali per progettare il Pnrr «sociale e a favore dei più deboli»

«Inclusione e protezione, con un occhio al mondo femminile: questi gli asset da potenziare». Ad intervenire Confcooperative Piacenza, al lavoro ai tavoli provinciali per progettare il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) «sociale e a favore dei più deboli», sviluppato attorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. 

A livello provinciale i tavoli sono stati suddivisi per ambiti tematici (missioni) e Stefano Borotti, direttore di Unicoop Piacenza, segue il gruppo di lavoro della missione 5 e 6, ovvero inclusione sociale e salute. «Noi della Cooperazione sociale di Confcooperative - spiega - rappresentiamo diverse imprese no profit che impiegano, da alcuni decenni, centinaia di operatori, in prevalenza donne, con lo scopo di fornire e potenziare servizi socio-assistenziali-educativi sul territorio piacentino». Riguardo all’inclusione sociale, le tre priorità principali individuate dal Pnrr sono la parità di genere, la protezione e la valorizzazione dei giovani e il superamento dei divari territoriali, «per questo - puntualizza Borotti - abbiamo formulato 17 proposte progettuali, che intendono coinvolgere l’intero terzo settore (oltre alla cooperazione sociale quindi anche le associazioni ed il volontariato), con la decisa volontà di affiancare, portando un’esperienza locale, lo Stato e gli Enti Pubblici nel piano di rinascita del Paese e della comunità in quello che, speriamo di poter definire, periodo “post-Covid”. I destinatari dei nostri progetti sono soprattutto le persone che hanno particolarmente subito gli effetti della pandemia, fra queste gli anziani, i disabili, ma anche i giovani che hanno dovuto seguire la scuola “a distanza” e hanno, come sappiamo, accumulato problemi e fragilità conseguenti a questa modalità educativa e relazionale».  

«Altro punto fermo - riferisce la nota stampa - è quello dell’obiettivo di crescita dell’occupazione, in specie di quella femminile. Infatti, va ricordato, che secondo le più recenti stime, durante la pandemia in Italia le donne hanno perso 400.000 posti di lavoro, un’emorragia che va al più presto non solo fermata ma invertita». «Sempre riguardo al comparto del lavoro - conclude Borotti - i nostri progetti tendono a potenziare le opportunità per i soggetti più fragili (persone emarginate e/o con disabilità) creando occasioni per l’inserimento lavorativo di chiunque si trovi in condizioni di svantaggio rispetto ad un mercato occupazionale che ci vuole, invece, sempre più performanti». A questo proposito giova segnalare anche la progettualità seguita dalla missione 4, che si occupa di istruzione. Come spiega Nicoletta Corvi, direttrice di Confcooperative Piacenza, «ci sono due tematiche nel campo dell’istruzione che si intersecano decisamente con il settore sociale. La prima riguarda l’orientamento scolastico, che, come tale, contrasta sia la dispersione scolastica dei giovani sia l’incapacità di meglio centrare, tenendo conto delle attitudini di ognuno, la formazione dei giovani con le reali offerte occupazionali delle imprese sul territorio. La seconda è quella del potenziamento dei servizi alla prima infanzia, soprattutto nelle aree interne della provincia, al fine di supportare le famiglie, in particolare le donne, permettendo loro di mantenere il proprio posto di lavoro ed anche la possibilità di risiedere in zone non urbane e poco servite».  

Tutti questi progetti, confermano Borotti e Corvi, sono offerti come proposte, ma vanno poi elaborati presso le sedi istituzionali. «Volendo interpretare le indicazioni del Pnrr - conclude la nota - il contributo del terzo settore andrà valorizzato pianificando la coprogettazione dei servizi e interventi oggetto delle proposte, sfruttando le sinergie tra cooperazione, volontariato e amministrazione pubblica, in un reciproco scambio di competenze ed esperienze che arricchiranno il territorio e la comunità piacentina. Infatti, operativamente, se Comune, Provincia, AusL e altri enti coinvolti condivideranno e faranno propri questi progetti, andranno candidati sui bandi nazionali e regionali del Pnrr e, qualora giudicati idonei all’assegnazione delle risorse, eseguiti». 

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