«Industria piacentina in crescita, ma servono infrastrutture»

Confindustria Piacenza: «Positivo l’incontro con il vicepremier Salvini, ma dalle parole aspettiamo di passare ai fatti, spingiamo sulle infrastrutture». Inaugurata nella sede la mostra dedicata al pittore Stefano Bruzzi

Il consueto incontro per gli auguri natalizi in Confindustria Piacenza che coincide anche con il consiglio di fine d’anno, è stata l’occasione per tracciare, da parte del presidente Alberto Rota, per tracciare un bilancio dell’economia piacentina «che si chiude positivamente, mentre per il 2019 si teme inversione di tendenza a meno che ci si creino condizioni differenti con il supporto della politica alle aziende per farle crescere, lavoro compreso. E’ necessario ridurre il cuneo fiscale, essere competitivi con la tecnologia ed avere una diminuzione del costo del lavoro».

Dopo aver sollecitato i soci ad aderire al progetto Connect per mettere in connessione le aziende e ricordato “il partito del Pil” che a Torino ha fatto sentire con forza il desiderio del Paese di crescere (titolo coniato dal giornalista di Corsera Dario Di Vico che il 15 intervisterà nella sede piacentina Alessandro Profumo), il presidente Rota ha commentato l’incontro degli imprenditori con il Ministro Salvini, «iniziativa che sembra essere stata positiva con l’obiettivo di sottolineare l’importanza per l’economia italiana, delle opere infrastrutturali (Tav, Tap, passante di Genova, Pedemontana, Terzo valico ecc), veicolo importante per le potenzialità delle nostre aziende». Anche l’industria 4.0 dovrebbe essere solo lievemente modificata ma in ogni caso la manovra è ancora da definire con precisione.

L’incontro è stato naturalmente anche il momento per fare il punto sulla situazione piacentina: «25.000 addetti, otto miliardi di fatturato, occupazione in crescita tra lo 0,8 e l’1%, con le aziende che hanno investito moltissimo nella formazione. Bene il settore metalmeccanico con una crescita sopra il 10 per cento, con punte anche sull’estero del 30 per cento per le macchine utensili. Discreto l’anno per l’Oil and Gas, sul quale grava ora la diminuzione del prezzo del petrolio; bene il settore alimentare con una crescita quasi dell’8 per cento, così come la logistica. Lieve ripresa dopo anni molto duri, per il settore costruzioni e materiali edili, con il secondo semestre che ha avuto un freno e che è sempre oberato da un eccesso di burocrazia. Il settore paga la mancanza di infrastrutture; attendiamo che sul territorio piacentino sia rilanciata la costruzione e realizzazione di ponti, una necessità assoluta, e si completino strade e tutte quelle infrastrutture di cui necessitiamo».

Parole di speranza dal vescovo mons. Gianni Ambrosio intervenuto all’incontro: «Un po’ ovunque è stata mal governata la globalizzazione; è una sfida grande per la quale occorre aiuto dalle istituzioni europee». Ambrosio ha lodato «l’impegno degli imprenditori per garantire il lavoro; anche nei momenti di crisi avete osato, avete dato speranza. Bisogna superare la rassegnazione, quel virus che ha contagiato l’Europa, bisogna guardare avanti con fiducia; il mistero del Natale è un evento che dà fiducia e speranza anche ai cuori smarriti. Natale come novità di vita, che apre il cuore per venire incontro alle sfide».

E’ seguita l’inaugurazione della mostra (per il terzo anno consecutivo in collaborazione con la Galleria Ricci Oddi) dedicata al piacentino Stefano Bruzzi maestro del realismo italiano del 19° secolo. Presso i locali di Confindustria sono esposti 14 dipinti del famoso artista piacentino, tre dei quali provenienti dalla Galleria Ricci Oddi (compreso il celeberrimo Passo difficile) ed 11 da collezioni private. All’inaugurazione erano presenti il presidente di Confindustria, Alberto Rota (dare visibilità alla cultura), il presidente della Galleria Ricci Oddi Massimo Ferrari, Leonardo Bragalini, consigliere della Ricci Oddi e curatore della mostra, Paolo Giglio, collezionista privato che ha messo a disposizione le proprie opere, il vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio e la vice sindaco Elena Baio.

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