Iren, a Piacenza investimenti per 184 milioni di euro

Investimenti per 2,5 miliardi di euro fino al 2022, con una crescita di circa 300 milioni (15%) rispetto al precedente businnes plan, mentre per Piacenza il piano industriale prevede un incremento del 40% rispetto al precedente per un totale di 184 milioni di euro

Un momento della presentazione

Investimenti per 2,5 miliardi di euro fino al 2022, con una crescita di circa 300 milioni (15%) rispetto al precedente business plan, mentre per Piacenza il piano industriale prevede un incremento del 40% rispetto al precedente per un totale di 184 milioni di euro. Queste le cifre più significative rese note dal presidente del Gruppo Iren  Paolo Peveraro e dall’amministratore delegato di Iren Massimiliano Bianco (Vito Guerrieri ha trattato delle innovazioni negli acquisti), nel corso dell’incontro che si è svolto alla sede di Confindustria Piacenza per presentare alle aziende e imprese del territorio piacentino il piano industriale di Iren fino al 2022.

Nel suo saluto il presidente di Confindustria Piacenza Alberto Rota ha sottolineato «lo spirito di collaborazione con Iren utile per le imprese locali, con finalità che sono proprie anche delle aziende piacentine, ovvero sostenibilità economica, ambientale e sociale». E ha citato due importanti interventi collegati al risparmio energetico per i condomini e la mobilità elettrica. Il presidente Peveraro ha ribadito la mission di Iren, ovvero quella di essere "la società dei territori" con i suoi 110 anni di storia: «Siamo aperti al confronto ed all’innovazione e tutti i nostri investimenti fino al 2022 saranno riversati nei territori nei quali operiamo, ovvero il Nord Ovest su cui vogliamo radicare sempre più la nostra presenza». Bianco ha ricordato che «grazie ai benefici derivanti dalle azioni intraprese negli ultimi 30 mesi, il piano industriale di Iren potrà beneficiare di una flessibilità finanziaria che consentirà al Gruppo di cogliere significative opzioni di sviluppo al 2022 attraverso investimenti pari a 2,5 miliardi di euro (+ 15%) e garantire agli Azionisti dividendi soddisfacenti, con l’impegno del management verso una crescita annua del dividendo di almeno il 10% e di cogliere nuove opportunità di consolidamento territoriale». 

Bianco ha ricordato sia l’espansione delle reti di teleriscaldamento, sia lo sviluppo dei business a rete attraverso il completamento degli Atem nel settore gas nei quali Iren possiede già una quota rilevante e nel settore delle reti idriche dove è previsto un piano di investimenti particolarmente significativi. «A ciò si aggiunge la crescita del settore Ambiente derivante dal rafforzamento nel "waste-to-material”, legato principalmente allo sviluppo di impianti dedicati al trattamento di carta, plastica e rifiuto», ha dichiarato. In questo scenario Iren pone al centro il cliente-cittadino con il progetto “new downstream” che ha l’obiettivo di trasformare la commodity energetica in un servizio ad alto valore aggiunto e che, grazie al successo già riscontrato nel primo anno di attività, consentirà un incremento della base Clienti del Gruppo, oggi pari a 1,7 milioni, di circa 200.000 unità al 2022 che si aggiungono agli oltre 250mila nuovi clienti acquisiti nel corso degli ultimi 30 mesi.

«Grande attenzione - ha ribadito l’amministratore delegato - sarà posta alla sostenibilità ambientale con particolare focus sulla decarbonizzazione, con un risparmio del 14% delle emissioni di anidride carbonica, sull’economia circolare, sulla tutela delle risorse idriche (aumento della capacità di depurazione del 15% e riduzione del prelievo idrico dall’ambiente per uso potabile pari al 9%) e sulla resilienza delle città. Un’attenzione che si estenderà al risparmio energetico: dalla ristrutturazione di condomini con riqualificazione energetica alla partnership con piccole e medie imprese». A ciò si aggiunge l’ingresso nel mondo della mobilità elettrica, attraverso l’adeguamento di una parte del parco auto aziendale e dei mezzi di raccolta dei rifiuti, la leadership delle colonnine di ricarica nei propri territori di riferimento, e-scooter sharing ed e-bike. 

A parere di Bianco l’innovazione rappresenterà infatti un elemento sempre più cruciale nel guidare il processo di crescita del Gruppo che porrà sempre più attenzione al confronto e alla collaborazione con start-up ad alto contenuto innovativo e tecnologico, così come alla crescita del capitale umano, dove è previsto un raddoppio delle risorse sotto i 30 anni già al 2020 con l’ingresso di circa 180 nuovi talenti che porteranno nuove competenze e idee innovative al Gruppo. «In merito alle ricadute territoriali - ha ancora detto Bianco - sull’occupazione, il gruppo Iren impiega in Emilia circa 2mila dipendenti, dei quali 541 operano sul territorio piacentino. L’ordinato a fornitori della provincia di Piacenza, per l’anno 2017 è pari a circa 31 milioni di euro e il numero di fornitori locali qualificati è pari a circa 150 aziende. Le attività affidate sono prevalentemente servizi e riguardano per la massima parte fornitori medio-piccoli. Il piano industriale vede un incremento del’40% rispetto al piano precedente degli investimenti sul territorio di Piacenza per un totale di 184 milioni di euro». Le attività sul territorio di Piacenza riguardano la quasi totalità dei business gestiti dal Gruppo, quelle più rilevanti sono le Reti (Gas, idrico) l’ambiente (raccolta e smaltimento rifiuti) e mercato (vendita energia elettrica e gas) Sulla base di tali linee strategiche il gruppo Iren si prefigge al 2022 una crescita dell’EBITDA pari a 170 milioni di euro che porterà il margine operativo lordo del gruppo a 950 milioni di euro al 2022 ed un utile di gruppo pari a 265 milioni di Euro in crescita del 52%.

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